San Bruno
SAN BRUNO E I CERTOSINI
Cammini di contemplazione

Dinanzi a Dio: La Preghiera

Di A. Guillerand, monaco certosino

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CAPITOLO XXVI

LA PREGHIERA DI LODE

Ogni preghiera è una lode; anche quella del pubblicano che si batte il petto è un inno alla grandezza di Dio. Essa proclama la sua misericordiosa bontà che è la cima di questa grandezza. L'Amore che risolleva dopo la colpa è l'Amore che ricompensa alla fine della lotta. Chiederne il sostegno è affermarne la forza.

Tuttavia sembra che questo titolo di " Lode " venga riservato al canto delle anime per le quali è cessato il combattimento, o perché esse hanno lasciato il campo di battaglia e hanno raggiunto la patria, o perché la loro adesione al Maestro è tale che hanno trovato in Lui il luogo di riposo. Non avendo più nulla da temere o da domandare, essendosi compiuta ogni trasformazione, a queste anime non rimane che vivere secondo questa forma nuova che è la forma di Dio; ogni loro attività consiste nella grande gioia di appartenere a Lui, d'essere per Lui, grazie a Lui, in Lui... questa gioia è la loro preghiera. " L'eterna allegrezza è la corona delle loro teste " dice Isaia (Is 35,10); essa risplende, e questo raggio canta Colui che lo produce: è il candor lucis aeternae, il raggio splendente dell'eterna Luce. " Felici coloro - dice il Salmista - felici coloro che sono posti nella dimora di Dio, questa dimora è la lode eterna " (Sal 83,5 Volg).

La Chiesa, sposa di Gesù e dello Spirito Santo, madre delle anime, maestra dei cristiani, ha riempito i suoi Uffici di lodi, e la preghiera di giubilo davanti a Dio ne è la forma abituale.

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