San Bruno
SAN BRUNO E I CERTOSINI
Cammini di contemplazione

LA CARNE E IL SANGUE DEL FIGLIO

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2. Come ricevere il Pane di vita

Ritorno nel seno del Padre

Il mistero che stiamo così cercando di esplorare a tentoni è nato nel seno del Padre: è quindi nel seno del Padre che deve fare ritorno. La carne e il sangue del Figlio, divenuti miei, mi riconducono verso di lui.

L'umanità mortale del Salvatore, della quale ora sposo il cammino verso l'eternità, è stata glorificata dal Padre, presso di sé, con la gloria che il Figlio aveva presso di lui prima della fondazione del mondo. cf. Gv 17,5.

Grazie ad un dono gratuito del Padre e in un'accettazione perfettamente libera dell'uomo Gesù, la sua umanità si è trovata talmente presa nella filiazione gloriosa: essa ha ricevuto una nuova nascita eterna. Non dimentichiamo che questa nascita è il termine del movimento cominciato quando Gesù ci ha detto: "Prendete e mangiate, prendete e bevete" . Se dunque prendiamo e mangiamo, prendiamo e beviamo, entriamo nel movimento, partecipiamo a nostra volta e con lo stesso movimento a questa filiazione eterna: nella carne e nel sangue risuscitati eccoci divenuti figli glorificati.

La tappa successiva, nel cuore della quale ci troviamo ancora oggi, è stata l'effusione dello Spirito. "E' bene per voi che io me ne vada -diceva Gesù ai suoi discepoli stupiti - perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore." Gv 16,7. E' scomparso donandosi a noi, ma ormai porta con sé lo Spirito. Vi è una kenosi del nostro spirito, dicevamo sopra, ma perché vi è un'effusione dello Spirito, nell'incontro del corpo del Salvatore con il nostro. Poiché in lui siamo figli, in lui entriamo in maniera abituale sotto la mozione dello Spirito: è stata scavata in noi una sorgente zampillante di vita eterna che nulla potrebbe esaurire.

Eccoci dunque figli, animati dallo Spirito: l'opera normale che ci incombe è ormai quella di riconoscere il volto del Padre, faccia a faccia, così com'è. Vi è in ciò un atto di conoscenza che supera la nostra intelligenza, i nostri ragionamenti, le nostre luci create, ma è una conoscenza che ci raggiunge in quel che abbiamo di più profondo. "Ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro" Gv 1726. Il nostro cuore umano, unito a quello del Figlio unico, lo contempla e in lui vede il Padre.

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