Duemila anni fa, in un paesino della Palestina, Dio apparve come uomo, fatto di carne e di ossa. Dio, il Verbo, scelse di nascere nel mondo e di vivere un'esistenza umana, per avvicinarsi il più possibile agli uomini, per comunicare loro ciò che è Suo. Dio si è fatto uomo affinché l'uomo diventi Dio.
Momento unico e decisivo della storia dell'umanità. Mistero inaccessibile che ha ricevuto il nome di incarnazione.
Il Verbo incarnato ricevette il nome di Gesù. Uomo simile agli uomini conobbe la morte, però la vinse, uscendo vivo dal sepolcro con il proprio corpo. La vita terrena di Dio si concluse quando Gesù salì al cielo sotto gli sguardi degli apostoli.
Eppure ancora oggi possiamo comunicare con Dio, per mezzo dei corpi, il nostro e quello del Verbo.
Ad ogni celebrazione eucaristica Colui che una volta si fece carne diventa per noi cibo e bevanda, mediante i quali il suo corpo e il suo sangue si mescolano nelle nostre membra ed entrano dentro il nostro corpo. La nostra ragione fa fatica per accettare la verità piena di questa comunione, tanto più che i nostri sensi vedono e gustano un pezzo di pane e un po' di vino. Solo la fede può riconoscere veramente il corpo del Signore nella cesta di vimini e il suo sangue nel bicchiere.
Molti sono i libri che sono stati scritti per tentare di spiegare il mistero che si compie ogni giorno su tutti gli altari. Lasciando da parte il linguaggio dotto, la seguente meditazione, scritta da un monaco certosino, ci aiuterà a penetrare nella realtà stessa di quest'ammirabile comunicazione tra Dio e l'uomo, tra Dio che dà la sua vita e l'uomo che riceve, dando fede alle parole di Gesù: Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.