Gesù, essendo salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono.
Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta cosi violenta che la barca era ricoperta dalle onde;
ed egli dormiva.
Il Signore si addormentò visibilmente nella barca, allorché il cuore degli apostoli si assopì per cui essi non stavano più con lui. Gesù mostrò allora esternamente in che condizioni era il loro intimo. Ma poiché quelli non erano in grado di ricevere un insegnamento soave e discreto, si guadagnano da fuori un monito brutale. Infatti il mare si gonfia in cavalloni potenti perché il Signore appaia onnipotente nelle altezze. Mentre dorme egli si serve della bufera per istruire quelli che si crogiolavano in una falsa sicurezza; quando si risveglia si vale della bonaccia per ammaestrare quelli che erano stati sconvolti per loro bene. Credetemi, fratelli, che sì tratta in entrambi i casi di un verbo del Verbo divino: tempesta e quiete; sonno o veglia. Mentre dorme, con la voce della tempesta condanna l'acedia che tien dietro al fluttuare dei pensieri, simile ad una burrasca molto grave; quando si desta e sta sveglio, raccomanda con la voce della tranquillità la vigilanza della mente e il fervore dello spirito.
Perciò, fratelli miei, dobbiamo vegliare con la massima cura e attenzione, dal momento che abbiamo scelto una solitudine più appartata perché nella barca del nostro uomo interiore per il quale l'uomo esterno è come il mare, non dorma mai il Verbo di Dio, lui che in sé stesso non dorme mai, né mai ha sonno. Cristo non può vegliare per noi rimanendo ozioso; per farla breve, egli ha continua sete che gli venga rivolta una preghiera, una domanda, oppure almeno che lo ascoltiamo ben desti, mentre parla. Perché se mentre lui parla tu cominci ad addormentarti per lui, immediatamente anche lui dorme per te. Ma guai, fratello, se Gesù sonnecchia per te! Allora veglia il vento, veglia il mare, veglia la tempesta nei tuoi confronti, con lo scatenarsi dei pensieri e le ondate di mille tentazioni. Basta per questo che lui solo sì addormenti per te. Quindi, nella preghiera digli con il Profeta: Conserva la luce ai miei occhi, perché non mi sorprenda il sonno della morte. Sal 12,4.
Purché tu non abbia cominciato a dormire per lui, egli resterà sempre sveglio per te. Pietro non poté vegliare un'ora con Cristo, sicché lo rinnegò tre volte. Infatti si era lasciato prendere dal sonno, mentre il Signore lo esortava: Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, Mt 26,41 cioè per non soccombere nella tempesta dell'animo. Dove sono quelli che nel chiostro ciondolano con il capo sui libri, in coro russano durante le letture, oppure in capitolo si addormentano durante la parola viva dei sermoni? In tutti costoro il Verbo di Dio parla ma essi sono sbadati. Il Maestro, il Signore parla e l'uomo, il discepolo dorme. Vi sono tre esercizi: la lettura, la meditazione e l'orazione. Attraverso la lettura o il sermone, che in fondo è una lettura, Dio ti parla; ecco perché ti dice: Chi ha orecchi, intenda. Mt 11,15. Attraverso la meditazione sei tu ad interrogarlo. Con l'orazione lo implori, per cui egli ha detto: Chiedete e vi sarà dato; bussate e vi sarà aperto. Lc 11,9. L'orazione chiede e la meditazione bussa.
Mi capiranno coloro che sono avvezzi ad esercitare con fervore i sensi spirituali. Nei tre suddetti esercizi consiste appunto la formazione del senso spirituale. Così, abitiamo in spirito nelle regioni superiori, come Mosè sul monte parliamo, ascoltiamo, stiamo in colloquio con Dio, come col nostro amico. Ma sempre e solo attraverso il senso interno.
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta. 1 Sam 3,9. Rispondi alla sua parola. Mentre entrambi navigano, nessuno dei due ceda al sonno. Perché se tu, Signore, dormi per me tuo servo, il mare non dorme, i ricordi del mondo non sono assopiti. 1 flutti impetuosi dei pensieri non stanno quieti se tu dormi. E se io mi assopisco verso di te, la mia parte istintiva non dorme. Perciò, Signore, tu mio rifugio, che avresti potuto essere la forza che mi vietò di fuggire da te; i miei singhiozzi, i gemiti del mio cuore. l'indigenza in cui mi trovo e che mai tace, riescano a scuoterti dal sonno. Alzati, comanda ai venti e al mare, salvami dalla furia del vento e dell'uragano; dentro e fuori si faccia una gran bonaccia e gli uomini e gli angeli per i quali siamo diventati spettacolo, esclamino ammirati: Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono? Proprio questo accadrà per me e per voi, fratelli, se obbediremo a colui che vive e regna. Amen.