San Bruno
SAN BRUNO E I CERTOSINI
Cammini di contemplazione

Terza settimana del Tempo Ordinario

44
Lunedì

Dalle Omelie attribuite a san Macario.

Hom. 15,44.46. PG 34,605.608.

Quando fu che gli angeli vennero a salvarti? Il Re, il Figlio del Re, deliberò insieme con il Padre, ed ecco il Verbo fu inviato. Egli rivestì la carne umana, nascondendo la sua divinità, per salvare il simile mediante il suo simile e donò la vita sulla croce. Tanto e grande l'amore di Dio per l'uomo!
L'Immortale scelse, per causa tua, d'essere appeso a una croce. Medita allora e rifletti: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito Gv 3,16 per lui. Come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Rm 8,32.
Più volte Dio ha mostrato che gli angeli sono i servi degli uomini. Quando Eliseo era sul monte e verso di lui insorgevano gli stranieri, disse il servo: Vengono molti contro di noi, e noi siamo soli. Gli rispose Eliseo: Non scorgi quante schiere e moltitudini di angeli sono intorno a noi per aiutarci? cf 2 Re 6,15-16.
Vedi come il Signore e i cori degli angeli aiutano i loro servi? Quant'e dunque grande l'anima, perché Dio e gli angeli la cerchino per avere comunione con lei e convocarla nel Regno.
Così però fanno anche Satana e le sue potenze, per tirarla dalla loro parte. Ma Dio stesso si e mosso con il suo esercito degli angeli e degli spiriti per andare contro l'avversario e liberarti da morte. Pertanto, Dio e venuto appositamente per te.

45
Martedì

Dalle Omelie attribuite a san Macario.

Hom. 16,2,1.3-5. SC 275,182-184.

Con ampio e svariatissimo ventaglio di risorse, la grazia dello Spirito concede alle anime, che docili lo seguono in tutto, il favore di pervenire alla dimensione perfetta della purità, seguendo una traiettoria di progressi, crescite e tappe lunghe.
Lo Spirito nutre il cuore di chi comincia con latte spirituale, colmo di soavità e di affetto celeste. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, 1 Cor 3,2 scrive l'Apostolo; e Pietro gli fa eco, dicendo: Come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale. 1 Pt 2,2.
In un secondo tempo, man mano che l'anima progredisce, cresce e si rinnova, il Signore le dà il cibo più sostanzioso dello Spirito; nello stesso tempo, le ali della grazia - cioè la forza della grazia - spuntano nell'anima che avanza per il cammino della bontà operosa.
Poi, la grazia divina, come una buona mamma celeste, insegna all'intelligenza a volare, dapprima attorno al nido degli affetti o dei pensieri: ossia la mente impara a pregare Dio senza distrazioni, con la potenza dello Spirito.
Quanto più solido e il nutrimento che riceve dallo Spirito divino, tanto più alto e lontano l'anima può librare il suo volo, giacché lo Spirito la guida e sostiene. Finalmente, quando sia cresciuta fino alla statura dell'età spirituale, l'intelligenza si lancia con volo leggero di colle in colle e di monte in monte: intendo dire che dall'universo creato s'avventura verso l'universo dell'alto e da questo mondo verso quello beato, imperituro e infinito. Libera da ogni angustia, si ricrea in una pace profonda. Essa va, sorretta e guidata dalle ali dello Spirito, verso le visioni e le rivelazioni dei misteri celesti, verso indicibili spettacoli spirituali, che lingua mortale non può esprimere.

46
Mercoledì

Dalle Omelie attribuite a san Macario.

Hom. 19,1.2. PG 34,641-644.

Chi vuole accostarsi al Signore, ottenere la vita eterna, diventare la dimora di Cristo, essere invaso dallo Spirito Santo, portarne i frutti beati, osservare con perfetta lealtà i precetti di Cristo, deve anzitutto coltivare una fede robusta nel Signore. Poi si consegnerà senza riserve alla sua dottrina e alle sue leggi, darà l'addio totale al mondo, affinché i pensieri non gli rimangano invischiati in nessuna realtà visibile.
Quest'uomo cercherà, per quanto possibile, di essere abitualmente misericordioso, garbato, pieno di bontà e di compassione, attuando il monito del Signore: Siate misericordiosi, come e misericordioso il Padre vostro. Lc 6.36. Si ricorderà, che Gesù ha detto: Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Gv 14,15. E anche: Sforzatevi di entrare per la porta stretta. Lc 13,24.
Sempre e dovunque egli deve modellarsi sull'umiltà e la mansuetudine del Signore, seguendone gli atteggiamenti e la condotta, come se avesse viva davanti agli occhi l'immagine di Cristo.
Dovrà perseverare nella preghiera, insistendo fiducioso e instancabile perché il Signore venga ad abitare presso di lui e lo fortifichi in modo che possa osservare tutti i suoi comandamenti. Anzi il Signore stesso deve divenire la dimora della sua anima.
E quanto per ora compie facendosi violenza e di malavoglia, allora lo farà volentieri, perché a poco a poco avrà presa l'abitudine del bene, si ricorderà senza sosta del Signore, aspettando con amore sommo e inesausto che egli venga.
Allora il Signore, di fronte all'impegno e alla risolutezza che il suo fedele mette nel bene, al punto da farsi violenza per conservare il ricordo del Signore, avrà pietà di lui. Vedendolo applicato con ogni tenacia, quasi obbligando se stesso sulla via dell'umiltà, della mitezza e dell'amore, lo libererà dai nemici e dal peccato che lo corrode e gli riverserò in cuore lo Spirito Santo.
A questo punto l'uomo spirituale osserva in verità, senza costrizione e senza fatica, tutti i comandi del Signore. Meglio: il Signore stesso compie i suoi precetti in quest'uomo e vi produce con assoluta purezza i frutti dello Spirito.

47
Giovedì

Dalle Omelie attribuite a san Macario.

Hom. 25,1.3 PG 34,668.

Coloro che portano dentro di sé la legge divina, non i vergata con l'inchiostro, ma incisa nel cuore di carne,cf 2 Cor 3,3 costoro hanno gli occhi dello spirito illuminati. Con desiderio inarrestabile, essi sperano in ciò che non può essere percepito o contemplato da occhio mortale, perché spirituale e invisibile, e sono in grado di superare le insidie del Maligno grazie ad un'invincibile energia.
Quelli invece che non hanno incisa dentro la Parola dì Dio e non conoscono la legge divina, si immaginano di poter abolire le occasioni del peccato quanto e come vogliono. Insensati, pieni di boria! Questo lo può compiere soltanto il mistero della croce. Il libero arbitrio, infatti, che è in potere dell'uomo, gli permette di opporre resistenza al demonio, ma non di dominare completamente le passioni. Sta scritto: Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Sal 126,1.
Chi dunque brama di aver parte alla gloria divina e contemplare, come in uno specchio, l'immagine di Cristo nella cima dell'anima, vada in cerca dell'onnipotente soccorso divino; giorno e notte lo chieda, con amore insaziabile, con slancio inesausto, con tutta la forza del cuore. Non potrà però mai ottenere aiuto se prima non rinunzia alle lusinghe del mondo e alle sollecitazioni della potenza nemica.

48
Venerdì

Dalle Omelie attribuite a san Macario.

Hom. 26,3,1.4. SC 275,296-300.

Nessuno asserisca: mi e impossibile amare il Bene unico, pensare o credere a? lui, giacché sono schiavo del peccato, irrimediabilmente avvinto nei suoi tentacoli.
Sì, e vero che non hai la capacita di compiere alla perfezione le opere della vita, di strapparti al peccato che abita in te e d'affrancartene con le tue proprie forze, giacché il Signore ha riservato a sé tutto questo. Lui solo ha condannato il male, lui solo ha tolto il peccato del mondo, lui che ha promesso di liberare dalla schiavitù delle passioni perverse quelli che lo amano e a lui si affidano nella fede. Coloro poi che il Signore libera, guadagnano davvero la libertà.
Invece. riflettere, credere, amare il Signore e cercarlo di cuore, questo sì, che dipende da te e ne hai il potere; spetta pure a te non accordarti con il peccato che ti abita dentro e non collaborare con esso. Hai soltanto da divenire l'artefice consapevole della tua vita, valutando bene le tue scelte, cercando il Signore, mantenendone il ricordo, amandolo e sapendolo aspettare. Lui ti procurerà la forza e la liberazione.
D'altronde, Dio richiede soltanto questo da te; non sei forse libero di gestire la tua esistenza e di amare? Sempre ti e possibile ricorrere all'unico vero medico, senza scendere a patti con la malizia ma dedicandoti a progetti di bene, nella misura che puoi.
Ecco: Dio sta lì a spiare che gli uomini gli offrano l'occasione d'intervenire; il potere, invece, di rinfrancare l'anima, di guarirla dalla febbre del peccato, svincolandola dall'influsso prevaricatore delle passioni, tutto questo programma appartiene a Dio, e riservato a lui solo. Sta scritto infatti: Il potere appartiene a Dio, tua, Signore, e la grazia. Sal 61,12.

49
Sabato

Dalle Omelie attribuite a san Macario.

Hom. 27,20.23. PG 34,708.709.

Non basta che uno ascolti la Parola di Dio, perché subito abbia fatto la scelta della parte buona. Se per questo fosse sufficiente l'ascolto, non ci sarebbero più né combattimento, né occasioni di lotta, né corse da fare. Senza fatica, semplicemente tendendo l'orecchio, si giungerebbe al riposo e all'apice della perfezione.
Le cose non stanno così. Altrimenti, con tale affermazione, elimini la volontà dell'uomo e neghi la forza contraria che fa guerra all'intelletto.
Noi invece diciamo che l'uomo, ascoltando la Parola di Dio, giunge alla compunzione; poi la grazia si allontana, perché così Dio dispone per l'utilità dell'uomo. Questi infatti scende in campo per imparare a lottare, entra in guerra, combattendo contro Satana, e dopo molte strenue battaglie riporta vittoria divenendo cristiano.
Per andare a Dio, l'essenziale è questo: percorrere la via della vita con molta pazienza, speranza, umiltà, povertà di spirito e mitezza. Per mezzo di tutto questo uno può acquistare la giustizia: per giustizia qui s'intende il Signore stesso.
I comandamenti di Dio ' sono posti come pietre miliari e indicazioni della via regale che conduce alla città celeste coloro che la percorrono. Dice infatti il vangelo: Beati i poveri in spirito, beati i miti, beati i misericordiosi, beati gli operatori di pace. Questo e il cristianesimo. Se uno non cammina per questa via, va fuori strada e ha cattive fondamenta. Gloria alla misericordia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in eterno. Amen.

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