Quale dono più necessario dell'acqua? Tutto è bagnato dalle acque, nutrito, purificato, irrigato. L'acqua porta i continenti, l'acqua produce la rugiada, fa fiorire la vite. L'acqua matura la spiga, indora il grappolo, intenerisce l'oliva, addolcisce il dattero; l'acqua accende la rosa e imbelletta la viola, costella del giglio i calici smaglianti. Perché prolungarmi? Senza l'acqua non può sussistere la vita. L'acqua è talmente necessaria all'esistenza, che gli altri elementi sussistono sotto la volta dei cieli. ma solo lei ha posto sopra i cieli, come ne rende testimonianza il profeta: Lodate il Signore, cieli dei cieli, voi acque al di sopra dei cieli. Sal 148,4. Questo versetto esultando esprime l'eccellenza dell'acqua, eppure vi è ben altro ad ispirare il massimo rispetto: Cristo, il creatore di ogni realtà, è sceso dal cielo come pioggia, si è fatto conoscere come fonte, ha effuso sé stesso come fiume, e si è fatto battezzare nel Giordano. Come hai ascoltato, Gesù venne da Giovanni e ricevette da lui il battesimo. O fatto che riempie di stupore! Il fiume infinito, che rallegra la città di Dio, viene immerso in poche gocce di acqua. La sorgente incontenibile e perenne, da cui sgorga la vita per tutti gli uomini, si immerge in un filo d'acqua scarsa e fuggevole!
Colui che è dappertutto e non è assente in nessun luogo, colui che gli stessi angeli non posson comprendere e gli uomini non possono vedere, si accosta a ricevere il battesimo di spontanea volontà.
Ed ecco gli si aprono i cieli e risuona una voce che dice: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Mt 3,17. L'amato genera amore e la luce immateriale fa nascere una luce inaccessibile. Questi è il Figlio mio prediletto che apparve in terra, senza separarsi dal Padre; però apparve e non apparve. Altra cosa infatti era ciò che si mostrava, dato che stando alle apparenze, chi battezzava era superiore al battezzato. Ecco perché il Padre mandò dal cielo lo Spirito Santo sul battezzato; come nell'arca di Noè l'amore di Dio per gli uomini si manifestò mediante una colomba, e anche oggi lo Spirito scendendo sotto la forma di una colomba, come se portasse il frutto dell'ulivo, si posa su colui che viene a testimoniare. Perché? Perché la parola del Padre sia ascoltata nella sicurezza e si presti fede all'antica predizione del profeta. Quale fu? Il Signore tuona sulle acque, il Dio della gloria scatena il tuono, il Signore sull'immensità delle acque. Gc 4,8. Quale era la parola di Dio? Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.
Questi è colui che fu chiamato figlio di Giuseppe ed è il mio Unigenito nella natura divina.
Questi è il mio Figlio prediletto: prova la fame, egli che nutre un numero infinito di creature; è affranto dalla stanchezza, egli che ristora gli affaticati; non ha dove posare il capo, egli che tutto sostiene nelle sue mani; soffre, egli che guarisce ogni sofferenza; è schiaffeggiato, egli che dona al mondo la libertà; è ferito al costato, egli che ripara il costato di Adamo.
Ma voglio ritornare alla fonte della vita e contemplare la sorgente di ogni rimedio.
Il Padre dell'immortalità inviò nel mondo il Figlio, Verbo Immortale, che venne tra gli uomini per lavarli nell'acqua e nello Spirito; e, per rigenerarci nell'anima e nel corpo alla vita eterna, insufflò in noi lo Spirito di vita e ci rivestì di un'armatura incorruttibile. Se dunque l'uomo è divenuto immortale, sarà anche dio. Se nell'acqua e nello Spirito Santo diviene dio attraverso la rigenerazione del battesimo, dopo la risurrezione dai morti viene a trovarsi anche coerede di Cristo.
Perciò io proclamo come un araldo: Venite, tribù e popoli tutti, all'immortalità del battesimo. Vi annunzio la vita, o voi che giacete nelle tenebre dell'ignoranza. Venite alla libertà, uscendo dalla schiavitù; al regno, dopo la tirannide; all'incorruttibilità, dopo la distruzione. Ma come venire? Mi domanderete. Come? Mediante l'acqua e lo Spirito Santo. Questa è l'acqua assicurata dallo Spirito Santo, per cui mezzo è irrigato il paradiso, la terra diventa feconda, le piante crescono, ogni essere animato genera vita; e per esprimere tutto in poche parole, è l'acqua mediante la quale riceve vita l'uomo rigenerato, con la quale Cristo fu battezzato, nella quale discese lo Spirito Santo in forma di colomba.
Chi scende con fede in questo lavacro di rigenerazione, rinunzia al diavolo e si schiera con Cristo; rinnega il nemico e riconosce che Cristo è Dio, si spoglia della schiavitù e si riveste dell'adozione filiale; ritorna dal battesimo, splendido come il sole, emettendo raggi di giustizia; ma, e ciò costituisce la realtà più grande, ritorna figlio di Dio e coerede di Cristo. A lui gloria e potenza, insieme con lo Spirito santissimo, benefico e vivificante, ora e sempre per tutti i secoli. Amen.
Nell'evento che celebriamo la colomba apparsa sul capo di Gesù fu come un indice puntato su Cristo per mostrare ai giudei e a Giovanni Battista che Gesù era il Figlio di Dio. Ma non era soltanto per questo: insegnava anche a noi che, quando riceviamo il battesimo, lo Spirito Santo discende nel nostro cuore. Per noi, ormai, non c'è bisogno di forme visibili; la fede è sufficiente e non necessita di miracoli. I miracoli - come dice Paolo - non sono fatti per i fedeli, ma per i non credenti. Ma per che motivo lo Spirito Santo si manifesta sotto la forma di una colomba? Perché la colomba è dolce e pura: lo Spirito Santo apparve sotto quell'aspetto, perché è il principio di tali virtù. Questa colomba ci fa inoltre ricordare una vicenda che abbiamo letto nel Vecchio Testamento. Quando tutta la terra fu inondata dal diluvio e l'intero genere umano corse il rischio di perire, la colomba apparve per annunziare la fine del cataclisma, portando un ramo d'ulivo nel becco; tornava la pace su tutta la terra.
La colomba non porta più oggi agli uomini un rametto d'olivo, ma mostra colui che dovrà liberarli da tutti i mali e ci fa intravedere grandi speranze. Essa non fa uscire dall'arca un uomo solo, destinato a ripopolare la terra, ma quando appare attira tutta la terra al cielo; al posto del ramo di olivo, reca a tutti gli uomini l'adozione a figli di Dio. Dov'è infatti la dignità di figli adottivi di Dio, sono distrutti tutti i mali e si effonde ogni bene. Perciò il battesimo dei giudei cede il posto al nostro battesimo; una trasformazione analoga a quella di Pasqua accade in questo sacramento. Il Signore Gesù, celebrando allo stesso tempo entrambe le pasque, abolisce l'antica e istituisce la nuova; qui, ricevendo il battesimo giudaico, dà inizio al nuovo battesimo della Chiesa. Ciò che farà più tardi sulla medesima mensa, lo fa adesso nel medesimo fiume: delinea l'immagine e mette subito dopo in risalto la vera realtà.
Soltanto il battesimo di Cristo possiede la grazia dello Spirito; essa non si trova in quello di Giovanni. Perciò 1o Spirito Santo non discese su nessuno di coloro che il Precursore aveva battezzato, ma soltanto su colui che ci avrebbe donato la grazia del secondo battesimo. Così possiamo riconoscere che il miracolo non dipende da chi dà, ma da chi riceve il battesimo. Allora soltanto i cieli si aprirono e lo Spirito Santo discese. Da quel momento Gesù ci fa transitare dal vecchio modo di vivere alla. vita nuova aprendo davanti a noi le porte della dimora celeste. Vi fa discendere lo Spirito per chiamare gli uomini alla loro patria beata. Anzi, non pago di chiamarci, ci comunica una sovrana dignità. Non fa di noi angeli o arcangeli, ma ci rende i figli e i prediletti di Dio.
Consideriamo, fratelli, l'amore di chi ci ha chiamati, la beata condizione di lassù e conduciamo una vita degna dell'onore ricevuto in dono da Dio. Crocifissi con Cristo al mondo, crocifiggiamo il mondo in noi; dedichiamo tutto l'impegno a vivere quaggiù come si vive in cielo. Non pensiamo di aver qualcosa in comune con la terra per la ragione che non siamo ancora saliti col corpo fino al cielo; il nostro capo regna già lassù. Quando il Signore venne per la prima volta sulla terra, assumendo la natura umana, la elevò al cielo perché, anche prima di giungere lassù, sapessimo che non è impossibile vivere sulla terra come in cielo. Sforziamoci di conservare la nobile nascita che ci è stata conferita sin dall'inizio con il battesimo. Ogni giorno salpiamo alla ricerca di questo regno eterno e consideriamo tutte le realtà presenti così sbiadite., anzi smorte come sogni evanescenti.
Quando tutto il popolo fu battezzato
e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo,
stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo.
Nella stessa umiltà del Signore si rivela la sua provvidenza veramente divina. E quanto più profonda è l'umiltà tanto più divina è la provvidenza. Ecco qui Cristo che si fa battezzare: egli non si sottrae al lavacro di penitenza. Ci potrebbe essere rimedio più divino di questo per non consentire ad alcuno di esimersi dal lavacro della grazia proprio nell'ora in cui i popoli sono chiamati a raccolta? Nessuno si proclami esente da peccato, dato che Cristo è venuto a recare rimedio ai peccati. Se per noi Cristo si è lavato, anzi, se ci ha lavato nel suo corpo, a quanta maggior ragione non dobbiamo noi lavare le nostre colpe? Dio è dappertutto. Eppure, con quale opera, con quale mistero più grande di questo egli si svela? Infatti è giunto il momento in cui da un capo all'altro del mondo, dovunque è disseminata la specie umana, oltre ogni distanza e ogni spazio che separa l'uno dall'altro i paesi, nello stesso momento e in un solo corpo, Dio cancella le macchie dell'antico errore e diffonde la grazia del regno dei cieli. Egli si è immerso, ma ha sollevato tutti; è disceso da solo in acqua, perché tutti potessimo risalire; da solo accolse i peccati di tutti, perché in lui fossero purificati i peccati di tutti. Purificatevi ci dice l'Apostolo, poiché per noi si è purificato chi non aveva bisogno di alcuna purificazione. Tutto questo ha un rapporto con la nostra condizione, un rapporto con noi.
Consideriamo ora il mistero della Trinità. Noi diciamo che Dio è unico, ma professiamo la nostra fede nel Figlio e nel Padre. Infatti, mentre sta scritto: Amerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo, Dt 10,20 il Figlio ha dichiarato di non essere solo, dicendo: Ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Gv 16,32. Neppure al momento del battesimo il Figlio è solo; ecco, il Padre attesta la sua presenza. Ed è presente anche lo Spirito Santo, perché mai la Trinità può essere divisa. Infatti, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba. Consideriamo il mistero con attenzione. Che significa il simbolo della colomba? La grazia del battesimo richiede la semplicità, in modo che anche noi siamo semplici come le colombe. Mt 10,16. La grazia del battesimo richiede la pace, che, secondo l'antica immagine, una colomba portò all'arca , unica cosa salvata dal diluvio. Di che cosa fosse simbolo quella colomba me l'ha insegnato colui che ora si degna di scendere sotto forma di colomba. Lo Spirito Santo, cioè, mi ha insegnato che in quel ramo e in quell'arca erano raffigurate la pace e la Chiesa. e che anche nel mezzo del cataclisma che sconvolge il mondo, lui, lo Spirito, porta alla sua Chiesa la pace fruttuosa. Me l'ha insegnato pure Davide, il quale, vedendo il mistero del battesimo, con spirito profetico ha detto: Chi mi darà ali come di colomba? Sal 54,7.
E' venuto lo Spirito Santo; ma sta attento al mistero. Egli è disceso su Cristo, perché tutto è stato creato per mezzo di lui e in lui sussiste. Col 1,16. Tuttavia considera la benevolenza del Signore, che mentre si è assoggettato da solo a tutte le ingiurie, non ha cercato per sé solo gli onori. E come ha costruito la Chiesa? Io pregherò il Padre - egli dice - ed egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Gv 14,16ss. Opportunamente lo Spirito si è mostrato sotto specie sensibili, perché nella sua sostanza divina non può essere visto. Abbiamo veduto lo Spirito Santo, ma sotto forma sensibile: cerchiamo di contemplare anche il Padre. Senonché, dato che non ci è possibile, allora ascoltiamolo; infatti è presente,e pieno di bontà non abbandona il suo tempio. Vuole edificare ogni anima, vuole prepararla per la salvezza, vuol trasportare le pietre vive della terra al cielo. Egli ama il suo tempio: anche noi, amiamo lui!