Grande, profondo e veramente stupendo è questo mistero della religione, in cui gli stessi santi angeli desiderarono fissare lo sguardo. Dice infatti un discepolo del Signore a proposito di ciò che i santi profeti avevano predetto di Cristo salvatore del mondo: Ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo, cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo. Quegli angeli, infatti, penetrando con la loro intelligenza questo grande divino mistero, quando Cristo apparve nella carne, resero grazie per noi cantando: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama. Come non avrebbero potuto traboccare di letizia vedendo nascere il Salvatore e il liberatore del mondo dalla Vergine quegli angeli che giubilano per un solo peccatore che si converte! Proprio così come afferma il Signore.
C'è anche la moltitudine degli spiriti beati, la quale esulta per noi. Quale è il motivo della loro gioia? L'incarnazione del Figlio unigenito, la sua nascita tra gli uomini, l'abisso della sua bontà, la grandezza della sua incomparabile amicizia per noi. La morte trionfante divorò la terra scrive il beato Isaia, ma aggiunge: Il Signore Dio ha asciugato le lacrime su ogni Volto. E in che modo ha asciugato le lacrime su ogni volto? Come ha ridotto al nulla l'antica maledizione e ha abbattuto il funesto potere della morte? Sarà il sapiente Paolo questa volta a comunicarcelo: Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch'egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la Vita. Che cosa vuol dire: ne è divenuto partecipe? Niente d'altro se non il fatto di essere nato tra di noi, da Maria, la santa Madre di Dio, nel sangue e nella carne,
Colui che della sua pienezza riempie il mondo volle umiliarsi fino all'annientamento. Si umiliò per noi, senza alcuna costrizione, assumendo anzi liberamente per noi la forma di schiavo, egli che per natura era libero; si fece uno di noi colui che sta al di sopra dì ogni creatura: si fece mortale, egli da cui prende vita ogni cosa. Egli infatti è il pane vivo che dà la vita al mondo. Si sottomise alla legge, lui che era al di sopra della legge, anzi addirittura il creatore della legge, essendo Dio. Si fece come uno di quelli la cui vita ha inizio, egli che era prima di tutti i secoli, anzi che degli stessi secoli è l'autore e il creatore. In qual modo si fece simile a noi? Assumendo, in modo davvero prodigioso, un corpo dalla Vergine: un corpo non privo di anima, come affermano alcuni eretici, ma informato da un'anima razionale. Uomo perfetto, dunque, nacque da donna, senza peccato: uomo vero, non semplice apparenza, senza però abdicare alla sua natura divina, o senza cessare di essere quello che era sempre stato, è e sarà: vero Dio.
Ne segue che per enunciare una professione di fede retta e irreprensibile basta confessare che la Vergine è Madre di Dio, Theotokos. Aggiungere che è anche la madre di un uomo non ha il minimo interesse Infatti ci hanno insegnato a credere in un solo Dio, anche dopo l'Incarnazione: un solo Dio, un solo mediatore tra Dio e gli uomini. Affermiamo ora con certezza che il Verbo di Dio si è fatto uomo, senza affatto mutarsi. E a proposito della sua natura corporea diciamo che la Vergine ha generato un corpo consustanziale al suo e al nostro. Proclamarla Madre di Dio pone in perfetto risalto questa verità: Maria non ha dato alla luce una divinità pura e semplice, ma il Verbo dì Dio unito alla carne. Il termine "Madre di Dio" non sopporta alcun altro significato, eccetto quello che gli diamo, in cui il concetto dell'Incarnazione è posto in piena luce.Concludiamo dunque: la Vergine è davvero Madre di Dio, perché ha messo al mondo in modo soprannaturale un solo Cristo che è partecipe della carne e del sangue e che sul piano umano procede dalla medesima sostanza che appartiene a sua madre e a noi. Sì, Cristo ha preso carne da Maria, Madre di Dio.
La vita eterna è una fonte inesauribile che irriga tutto il paradiso. Lo irriga? Anzi lo inebria, è la fontana dei giardini e la polla d'acque vive che scaturiscono con impeto dal Libano. E' il fiume che rallegra la città di D io . E chi è questa fonte di vita se non il Signore Gesù? L'apostolo ci dice infatti: Quando si manifesterà Cristo. la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria . Davvero: la pienezza si è annichilita per essere la nostra giustizia, la nostra santificazione, il nostro perdono. Questa fonte cessò di apparire come vita, gloria e beatitudine e deviò verso di noi, le sue acque invasero le piazze; soltanto chi vuole tenersene lontano non può berne. Quella scaturigine del cielo è giunta a noi attraverso un acquedotto: non prorompe in tutta l'abbondanza della fonte, ma lascia cadere nei nostri aridi cuori la grazia a goccia a goccia, a chi più e a chi meno. L'acquedotto, naturalmente, è pieno, affinché tutti possano attingere alla sua pienezza che, peraltro, rimane sempre intatta. Avete già capito, se non erro, di quale acquedotto intendo parlare: questo acquedotto ha ricevuto dal cuore del Padre la pienezza della fonte stessa e l'ha data a noi se non come è in sé stessa, almeno nella misura di cui noi siamo capaci. Sapete infatti a chi fu detto: Ti saluto, piena di grazia C'è da meravigliarsi allora se Maria, proprio lei, sia l'acquedotto?
In che modo questo nostro acquedotto riuscì a collegarsi con una fonte tanto sublime? In nessun'altra maniera se non con un desiderio intensissimo, con il fervore della pietà e la preghiera pura. Sta scritto infatti: La preghiera del giusto penetra i cieli. E chi è giusto se non Maria, dalla quale è nato il nostro Sole di giustizia? Proprio bussando e cercando, ella si è accostata all'inarrivabile maestà di Dio e, alla fine, ottenne quel che cercava. Hai trovato grazia presso Dio, le aveva detto l'angelo. Perché? Se è già piena, di grazia, come può aver trovato ancora grazia? Ma era degna di trovare quel che cercava colei alla quale non basta la propria pienezza, colei che non può essere paga del bene che possiede. Nel libro sacro sta scritto: Quelli che mi bevono, avranno ancora sete. Maria diede a Dio una sovrabbondanza di grazia per la salvezza del mondo. Lo Spirito Santo scenderà su di te, e quel balsamo prezioso si riverserà in te in misura così ricca da traboccare copiosissimo per ogni parte. E' così: noi già lo sentiamo e i nostri volti diventano radiosi: uno sparso unguento è il tuo nome, esclamiamo; e la tua memoria va di generazione in generazione. E ciò non è inutile perdita; il profumo si effonde, ma non si sperde; e quindi le giovanette, cioè le anime semplici, amano e non poco, lo Sposo divino, il cui olio scende non solo fino alla barba, ma arriva fino a toccare i lembi della sua veste.
Avete notato così come il nostro acquedotto sale sino alla fonte; non penetra i cieli soltanto con la preghiera, ma con la verginità, la quale avvicina a Dio. Si tratta infatti di una Vergine santa di corpo e di spirito, a cui ben si addicono le parole: La nostra patria è nei cieli. Santa, ripeto, di corpo e di spirito, perché nessuno nutra dubbi su questo acquedotto: sublime certo, e molto, ma sempre incorrotto; un giardino chiuso, una fonte sigillata, tempio del Signore, tabernacolo dello Spirito Santo. Non si tratta di una vergine stolta rimasta senz'olio nella lampada. Maria ha il vaso pieno d'olio, cioè il cuore e la parola colmi di Dio in sublimante preghiera. A Maria, perciò si rivolgeva il canto ispirato del libro sacro: Chi è costei che sorge come l'aurora, bella come la luna.. fulgida come il sole, terribile come schiere a vessilli spiegati? Maria infatti sta al di sopra del genere umano, oltre gli angeli e qualsiasi altra creatura celeste; bisogna che ella attinga al di sopra degli angeli quell'acqua viva che deve poi riversare sugli umani. Vediamo come Maria si elevò fino agli angeli per la sua pienezza di grazia e come superò gli angeli per la venuta dello Spirito Santo in lei. Negli angeli c'è carità, purezza e umiltà. E quale di queste virtù brillò in Maria? L'abbiamo già spiegato sopra così come ci fu possibile. Vediamo ora qualcosa di più. A chi mai degli angeli è stato detto: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la suo ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio La verità, dunque, è nata dalla natura umana, non da quella angelica: non la natura degli angeli, ma il seme di Adamo essa prese. E' grande l'angelo quale ministro di Dio; ma è sublime Maria, perché madre del Signore. Pertanto la maternità di Maria è gloria eminentissima, tanto più eccellente rispetto agli angeli per il suo singolare privilegio, quanto più è diverso il suo titolo di Madre da quello, proprio degli angeli, di ministri di Dio. Maria, già piena di grazia, ebbe questa grazia: lei fervente nella carità, integra nella verginità, pia nell'umiltà, ebbe la grazia di diventare madre senza intervento dell'uomo e senza dolore nel parto. Ma è ancora poco. C'è di più: quel che è nato in lei si chiama il Santo ed è il Figlio di Dio.
Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia.
E' stupendo contemplare Maria posta sulle altezze. Nulla eguaglia Maria; tranne Dio nulla è più grande di lei. A Maria Dio diede il Figlio suo unico, che dal suo seno aveva generato uguale a sé stesso e che amava come sé stesso; e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio; Dio che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria. Dio dunque è il padre delle cose create, Maria la madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione; poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene. Davvero con te è il Signore. il quale volle che tutte le creature e lui stesso insieme, dovessero tanto a te.
Cielo, stelle, terra e fiumi, giorno e notte e tutte le creature sottoposte al potere dell'uomo o disposte per sua utilità, si rallegrano, o Signore, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di aver ricevuto una grazia nuova, inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che si erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellite dall'uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia, sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore, non solo invisibilmente le regge dall'alto, ma anche. presente e visibile tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti dal frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta.
Potrei essere pago, o Madre di Dio, di dire che i tuoi benefici riempiono l'universo quando invece penetrano negli inferì e svettano più alti del cielo? Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negli inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra, gioiscono dì essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso Figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata. 0 Donna piena e sovrabbondante di grazia. ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. 0 vergine bella per il nostro sguardo, amabile a contemplarti, dolcissima da amare, tu superi ogni capacità del mio cuore.
Vergine santa, tu sei la madre della giustificazione e dei giustificati, della riconciliazione e dei riconciliati, madre della salvezza e dei salvati. Beata certezza e rifugio garantito! La madre di Dio è nostra madre. La madre del nostro unico motivo di sperare e temere è madre nostra. Madre benedetta ed esaltata non soltanto per te ma anche per noi, che vedo arrivarci per opera tua? Qualcosa di enorme, degno d'amore! Questa vista mi colma di una gioia inesprimibile. Se tu, Maria, sei madre di Dio, gli altri tuoi figli non sono forse suoi fratelli? Ma quali fratelli e di chi? Oserò proferire quel che fa esultare il mio cuore o tacerò per tema di sembrare presuntuoso? Eppure quel che credo così ardentemente, perché non proclamarne le lodi? Parlerò allora non per vanità ma per gratitudine. Infatti colui che nascendo da una madre, volle condividere la nostra natura e, restituendoci la vita, renderci figli della madre sua, proprio lui ci invita a riconoscerci suoi fratelli. Il nostro giudice è quindi nostro fratello. Il Salvatore del mondo è nostro fratello. In una parola, il nostro Dio si è fatto, grazie a Maria, nostro fratello.