Cristo nasce, cantate gloria;Cristo scende dal cielo, andategli incontro; Cristo è in terra, alzatevi. Cantate al Signore da tutta la terra. E per riassumere queste due cose in una sola: Gioiscano i cieli, esulti la terra Sal 95,1, poiché colui che è del cielo è ora in terra. Cristo si è fatto carne, tremate e gioite; tremate per il peccato; gioite per la speranza. Cristo nasce dalla Vergine; donne, abbiate cura della verginità, perché possiate essere madri di Cristo. Chi non adora colui che è il principio? Chi non loda e glorifica colui che è la fine?
Di nuovo le ombre si dissipano, di nuovo è creata la luce, di nuovo l'Egitto è tormentato dalle tenebre; di nuovo Israele è illuminato dalla colonna di fuoco. Il popolo che è, nelle tenebre dell'ignoranza veda la grande luce della conoscenza. Le cose vecchie sono passate ecco, ne sono nate di nuove. 2 Cor 5,17. Retrocede la lettera, lo spirito vince, le ombre passano, entra la verità.
Melchisedech si ricapitola; chi era senza madre, è generato senza padre; prima senza madre e poi senza padre. Lodi divine risuonino nel mondo celeste. Ce lo ordina Cristo: obbediamogli. Applaudite, popoli tutti, Sal 46,1 poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità Is 9,5 (con la croce infatti viene innalzato) ed è consigliere ammirabile del Padre. Gridi Giovanni: Preparate la via del Signore. 21 Anch'io proclamerò la potenza di questo giorno; colui che non aveva corpo s'incarna. Il Verbo prende lo spessore umano, l'invisibile si lascia vedere, l’intangibile può essere palpato; colui che è senza tempo comincia ad esistere nel tempo, il Figlio di Dio diventa Figlio dell'uomo. Gesù Cristo, è lo stesso ieri, oggi e sempre! Eb 13,8.
Dio si è manifestato agli uomini con la sua nascita. Colui che è, esiste da tutta eternità, si innalza sopra ogni causa e ogni ragione. Nessun principio può superare il Principio. Ma un giorno, per noi, egli nasce. Chi ci ha dato l'essere vuole anche colmarci di benessere. Meglio, il peccato ci aveva privati della felicità, l'Incarnazione ce la restituisce. Poiché Dio è apparso, questa festa si chiama Teofania; perché egli è nato, ha anche il nome di Natività. La festa che noi oggi celebriamo è la venuta di Dio tra gli uomini, perché noi possiamo accedere a Dio o (per meglio dire) ritornare a Dio, affinché, abbandonando l'uomo vecchio, ci rivestiamo del nuovo; e come siamo morti nel vecchio Adamo, cosi viviamo in Cristo; infatti con Cristo nasciamo, siamo messi in croce, veniamo sepolti e risorgiamo.
La nostra vita deve rallegrarsi del beato mutamento come se all'epoca felice fossero succedute disgrazie e infine tornassero i bei giorni, e dove abbondò il peccato, ora sovrabbondi la grazia. Rm 5,20. La voglia di un frutto ci perse, ma quanto di più la passione di Gesù ci ha giustificati!
Celebriamo perciò questo giorno in modo divino e non con gaudio profano; con una letizia che non sia mondana, ma. oltre mondana. Celebriamo non ciò che è nostro, ma di lui che è nostro o, meglio, di lui che è il Signore. Celebriamo non ciò che arreca infermità, ma ciò che cura, non ciò che riguarda la creazione, ma la rigenerazione.
Il Verbo s'incarna nell'uomo, sua immagine, e assume la nostra carne per redimerci. Si introduce in un'anima razionale per salvare la mia, purificando il simile con il simile. Egli è uomo completo, tranne nel peccato. Concepito da una vergine pura d'anima e di corpo, grazie allo Spirito Santo - occorreva onorare la maternità, pur preferendole la verginità - Dio si fa uomo e unisce in sé sostanze contrarie, la carne e lo spirito. Lo spirito divinizza, la carne è divinizzata. Unione straordinaria, mescolanza stupefacente. Cristo è, eppure nasce. Increato diventa creatura. Gli spazi non possono contenerlo, e lui si lascia circoscrivere, la natura razionale che assume lo pone tra la divinità e l'opacità della carne. Lui, che arricchisce, diventa povero; si copre della miseria della mia carne per rivestirmi della sua divinità. E' la pienezza, ma si annienta; annulla un momento la sua gloria, affinché io entri nella sua pienezza. Perché tanta profusione di bontà? Quale mistero mi avvolge? Ricevetti l'immagine e non la conservai. Ma egli prende la mia carne, per salvare l'immagine e immortalare la mia umanità. Conclude una seconda alleanza, ben più straordinaria della prima; allora ci aveva donato il meglio, oggi si carica del peggio. Quest'ultimo è un gesto ancora più divino del primo. Quale, cuore sensato non lo troverebbe sublime?