SAN BRUNO E I CERTOSINI
Cammini di contemplazione

TEMPO DI AVVENTO

Ciclo B

TERZA DOMENICA

9

Dal vangelo secondo Giovanni;

1,6-8.19-28

Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Gli dissero: "Che cosa dici di te stesso?".
Rispose: “Io sono voce di uno che grida nel deserto”

Dai “Discorsi" di Guerrico d'Igny”.

Preparate la strada del Signore! Is 40,3. Penso che dobbiamo, prima di tutto, riflettere sulla grazia della solitudine, sulla beatitudine del deserto, che fin dall'inizio dell'era salvifica meritò di essere consacrata all'esichia dei santi. Certo, la vita in solitudine fu santificata per noi dalla voce di colui che gridava nel deserto, cioè da Giovanni che vi predicò e vi conferì un battesimo di conversione. Già prima di lui i più santi dei profeti avevano sempre avuta la solitudine per amica perché mediatrice dello Spirito. Tuttavia, una grazia di santificazione incomparabilmente più alta, più divina fu connessa col deserto quando Gesù vi successe a Giovanni. Infatti anche il Signore, prima di cominciare la predicazione rivolta a quelli che volevano pentirsi, reputò di dover preparare un posto per riceverli; durante quaranta giorni visse nel deserto come per purificare e rinnovare quel luogo, consacrandolo a vita nuova. Là egli vinse il tiranno che se ne stava in agguato e smascherò tutte le sue malizie e scaltrezze; Cristo lo fece non tanto per sé quanto per i futuri abitanti del deserto. Se perciò sei fuggito lontano e ti sei fissato nel deserto, restaci e lì aspetta colui che ti salverà dalla depressione spirituale e dalla tempesta.

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Beato colui che, fuggito lontano dal tumulto del secolo, si è immerso così profondamente nel segreto e nella solitudine di una mente quieta, da meritare di udire non solo la voce del Verbo, ma il Verbo stesso: non più Giovanni, ma Gesù! Però prima di arrivare a tanto, ascoltiamo ciò che ci grida la voce del Verbo, per poter un giorno passare dalla voce al Verbo stesso: Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Is 40,3.
Preparare la strada significa rivedere l'orientamento della propria vita, raddrizzare il sentiero è condurre un'esistenza più austera. Certo, una vita rettificata è la strada diritta per cui il Signore ci verrà incontro, lui che sempre, e pure qui, ci previene. Infatti è il Signore che dirige i passi dell'uomo; e questa nostra via diritta è talmente cara a lui, che la sceglie volentieri per venirci incontro e camminare costantemente con noi. Se Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita, non è lui stesso a preparare la sua venuta verso di noi, non possiamo correggere la strada che battiamo secondo la regola della verità e neppure indirizzarla verso la vita eterna.

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Preparate la strada del Signore! Is 40,3. Questa via del Signore che ci viene comandato di tener pronta, la prepariamo camminando, e preparandola vi camminiamo. E quand'anche, fratelli, aveste già progredito d'un buon tratto, vi resta sempre da prepararla, affinché, dal punto a cui siete giunti, voi avanziate protesi verso ciò che sta oltre. Cosi ad ogni passo avanti, il Signore, per la cui venuta è preparata la via, vi verrà incontro sempre nuovo, in certo senso, e più grande di prima. Ha ragione perciò il giusto a pregare così: Indicami, Signore, la via dei tuoi precetti, e la seguirò sino alla fine. Sal 118,33. Forse essa fu detta vita eterna, perché se la Provvidenza ha previsto la strada di ognuno e ha fissato un termine al suo progredire, tuttavia non conosce fine la natura della Bontà verso cui siamo in cammino. Perciò il viandante alacre e provveduto, quando sia giunto alla mèta, comincerà allora il viaggio; dimentico del passato, egli si dirà ogni nuovo giorno: Adesso comincio!

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Ma se tu sei sulla via giusta, abbi solo il timore di deviare e di offendere l'Altissimo, che per essa ti guida, giacché allora egli lascerà che tu vada errando per la strada del tuo proprio cuore. Ma oltre lui, non temere nessun'altra persona. E se accampi il motivo che è una strada eccessivamente stretta, alza lo sguardo verso la mèta a cui ti conduce. Se contempli l'approdo di ogni termine, immediatamente esclamerai: La tua legge non ha confini. Sal 118,96. E qualora tu non possa scorgerlo, credi ad Isaia, il veggente, che è l'occhio del tuo corpo. Appunto perché egli vedeva ad un tempo l'angustia di questo cammino e il suo approdo, aggiungeva: Su questa via commineranno i redenti. Su di esso ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto. Is 35,9-10. 21 Colui che pone mente abbastanza a questo traguardo, penso che non solo rende la sua via spaziosa, ma addirittura prende le ali; invece di camminare, ormai vola. Fratelli, rammentatevi sempre della ricompensa finale; allora potrete correre sulla via dei comandamenti divini con la maggior facilità e prontezza. Attraverso questa via vi guidi e vi conduca fino al termine Colui che è la via di quelli che corrono e la palma di quelli che arrivano, il Cristo Gesù. A lui onore e gloria nei secoli eterni.

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