SAN BRUNO E I CERTOSINI
Cammini di contemplazione

Tempo di avvento

SECONDA SETTIMANA

L'austerità del deserto scava il desiderio di Dio (7), e la sobrietà custodisce il cuore (8), per la venuta di Cristo. Allora il Verbo in persona completerà la nostra deificazione, (9), perché i nostri sforzi non potranno mai elevarci sino alla sua altezza (10). Sì, davvero viene il Diletto (11) e ogni uomo vedrà la salvezza di Dio (12).

7

Lunedì

Dalle "Centurie" di san Massimo il confessore.

Centurie sulle virtù, 1,59.44.15. FG 2°,178.174.169.

Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Un uomo avvolto in morbide vesti? Mt 11,7. Il santo vangelo insegna a rinnegare la carne e a fare professione di vita secondo lo Spirito. Parlo di quelli che morendo a ciò che è umano, conforme a questo secolo, vivono secondo Dio. Morti in questo secolo al comportamento carnale, per amore di Dio, si distinguono per il fatto che sopportano con gioia molte tribolazioni e tormenti, angustie, persecuzioni e innumerevoli forme di prove tentatrici. Tuttavia, termine di ogni afflizione è la gioia; di ogni fatica, il riposo; di ogni disonore, la gloria. In breve, termine di ogni sofferenza per la virtù è l'essere con Dio, restare con lui per sempre e godere il riposo che non ha fine.
Infatti colui che ha vinto con il divino desiderio la tendenza dell'anima verso il corpo, diviene libero. Dio, che attira la brama di colui che desidera, è senza confronto più eccelso di tutto e non permette che chiunque desidera lui, inchiodi la sua brama a qualcosa che viene dopo di Dio.
Desideriamo perciò il Signore con tutta la capacità della nostra natura e non lasciamo che la volontà ci venga trattenuta da qualche creatura. Solleviamoci con l'intima disposizione sopra ogni realtà sensibile: non permettiamo che qualcosa della natura rechi danno alla nostra volontà di essere con Dio, che per natura è oltre ogni limite naturale.

8

Martedì

Dai "Capitoli sulla sobrietà" di Filoteo il sinaita.

Nn.28.33 .8. FG 2°,410.412.400.

Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Mt 11,7. Una volta che ci siamo resi conto di queste parole evangeliche, non rifiutiamo le fatiche degli esercizi spirituali: dalla terra, infatti, germoglia il grano, ma da tali fatiche germogliano gioia spirituale ed esperienza di bene. Dobbiamo dunque purificarci interiormente ed esteriormente nel Signore e sorvegliare ciascuno dei sensi, purificandoli ogni giorno dalle azioni passionali e peccaminose.
Come ieri, nella nostra ignoranza, vivendo nel mondo, servimmo con tutto il nostro intelletto e i nostri sensi, all'inganno del peccato; così bisogna che trasferiti alla vita secondo Dio, con tutto il nostro intelletto e i nostri sensi serviamo a Dio vivo e vero.
Quando saremo giunti a una certa abitudine di sobrietà, potremo con Gesù custodire il cuore dai vizi, e nel cuore venire illuminati da lui con un ardente desiderio di gustare la sua bontà mediante l'intelletto. Non per altro motivo abbiamo infatti ricevuto la legge di essere puri nel cuore, se non perché, dopo aver messo fuori da questo cielo interiore le nubi della malignità, disperse dalla preghiera continua, possiamo vedere nel puro sereno il sole di giustizia, Gesù Signore.

9

Mercoledì

Dalle "Centurie" di san Massimo il confessore

Nn. 53-54. FG 2°, 200-1.

Ogni valle sarà colmata Is 40,4. " Non però 'ogni' senza altra specificazione, e neppure 'la valle di ognuno': poiché non si tratta della valle di quelli che non hanno preparato la via del Signore e non hanno fatto retti i sentieri di lui. Quando dunque la valle - cioè l'anima - di quelli che hanno preparato la via del Signore e hanno fatto retti i sentieri di lui si riempie di conoscenza e di virtù per l'avvento del Verbo di Dio che cammina in essi in forza dei comandamenti, allora tutti gli spiriti di quella che indebitamente si chiama conoscenza e gli spiriti del male sono 'abbassati' perché il Verbo li calpesta e li assoggetta. Egli abbatte la forza malvagia che si innalza contro la natura umana, la livella come fosse grandezza e altitudine di monti e colli, e se ne serve per colmare le valli. Infatti, il rigetto delle passioni contro natura e l'assunzione delle virtù secondo natura riempie le valli dell'anima e abbassa la signoria degli spiriti malvagi che si innalza a guisa di montagna. I 'luoghi aspri', cioè l'abbattersi delle tentazioni involontarie, diverranno 'vie piane'. E questo soprattutto quando l'intelletto, con gioia e letizia, si compiace nelle debolezze, nelle tribolazioni e nelle necessità, eliminando tutta la signoria delle passioni volontarie per mezzo delle pene non volute. La Scrittura infatti ha chiamato 'luoghi aspri' il presentarsi di quelle tentazioni involontarie che però si trasformano in 'vie piane' grazie alla sopportazione unita al rendimento di grazie.

10

Giovedì

Dai "Discorsi" dì Guerrico d'Igny.

serm.III in Adv, 2. S Ch 166,123-127:

Tienti pronto, o vero Israele, per l'incontro col Signore perché non solo quando viene e bussa tu gli apra, ma quando ancora è lontano, tu gli vada incontro allegramente e col cuore pieno di gioia. Nutri fiducia per il giorno del giudizio e prega dunque con tutta l'anima che venga il suo regno. Se in quel momento vuoi essere trovato pronto, prima del giudizio preparati la giustizia, Cf Sir 18,19 secondo il consiglio del saggio; sii pronto a compiere ogni opera buona e non meno pronto a sopportare qualsiasi male, perché le tue labbra possano aprirsi al canto, senza che il cuore le smentisca: Pronto è il mio cuore, o Dio, pronto è il mio cuore. Sal 56,8. Pronto a compiere con il tuo aiuto, ogni giustizia, e pronto a sostenere ogni calamità.
Tu, dunque, Signore, vieni incontro a me, che ti vengo incontro; poiché io non posso elevarmi alla tua altezza, se tu chinandoti all'opera delle tue mani non mi porgi la destra. Gb 14,15. Vienimi incontro e vedi se c'è via di menzogna in me; e se trovi in me una via di menzogna che io ignoro, allontanala e avendo misericordia di me, con la tua legge guidami sulla via eterna: cioè conducimi a Cristo, che è la via per la quale si va e l'eternità alla quale si perviene, la via immacolata, la beata dimora.

11

Venerdì

Dal "Commento al Cantico dei Cantici" di Guglielmo di san Teodorico.

Nn. 147-150. PL 180,526-527.

L'anima sposa, avida di ritiro dopo le sacre tenerezze, fugge i luoghi pubblici, ama sedersi nel segreto della cella, nella solitudine del cuore, nei penetrali della coscienza; lì si dedica alla purificazione del cuore, sollecita di mondare il suo volto nello specchio e nell'enigma, per vedere un giorno a viso aperto. 1Cor 13,12.
Tutta tesa, così, al ritorno dello Sposo, alla sua voce, al suo volto, l'orecchio di lei è subito colpito da un lieve mormorio, quasi di chi viene da lontano, parlando con gli amici; ed esclama: La voce del mio Diletto! cf Ct2,8. La voce dello Sposo è la grazia repentina che raggiunge la memoria della sposa; la sua parola è il tocco amoroso che le dà modo di comprenderlo. Perciò alla voce dello Sposo che viene, la sposa esclama: Eccolo! cf Ct2,8 Alla sua parola, mentre egli è già presente, e le parla quasi mostrandolo col dito, dice: E ' lui!
La sposa esce ad incontrare il Verbo di Dio quando la sua tenerezza si slancia, impaziente di conoscerlo. Lo vede venire, quando sente nell'anima l'opera della sua misericordia. Che cosa è mai la sua misericordia a nostro riguardo, se non la sua bontà che in ogni occorrenza ci previene? Con una più intima e personale intelligenza dell'amore, la sposa contempla lo Sposo che viene a lei, quando sperimenta in sé in realtà e con affetto i diversi modi delle sue visite.

12

Sabato

Dai Discorsi di san Bernardo.

Sermo I Advent. PL183,39s.

Conoscete già la persona di Colui che viene, come anche il luogo dal quale e al quale viene; non ignorate nemmeno il motivo e il tempo della sua venuta. Rimane solo una cosa da sapere, e cioè la via per la quale viene. Dobbiamo esaminare accuratamente anch'essa, per potergli andare incontro come egli merita.
Ma come per attuare la salvezza in terra, venne una volta visibilmente nella carne, così viene ogni giorno in spirito e invisibilmente per salvare le anime dei singoli, come sta scritto: Spirito davanti al nostro volto è Cristo Signore. E perché tu sappia che questa venuta è occulta, aggiunge: Alla sua ombra vivremo fra le nazioni. Lam 4,20.
Perché è giusto che se il malato non riesce ad avanzare per un bel tratto incontro a un così grande medico, si sforzi almeno di alzare la testa e di tenersi in piedi davanti a colui che viene.
Non è necessario, o uomo, di passare il mare, attraversare le nubi o valicare le Alpi. Non ti viene indicata una via molto lunga: dentro te stesso, va' incontro al tuo Dio. Vicino a te è il Verbo, sulla tua bocca, nel tuo cuore Rm 10,8. Vagli incontro fino alla compunzione del cuore e alla confessione della bocca, per uscire almeno un po' dal letamaio della misera coscienza, perché è indegno che l'autore della purità entri lì dentro. Questo è detto della venuta mediante la quale egli si degna illuminare l'anima di ciascuno con la sua potenza invisibile.

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