Letture della preghiera notturna dei certosini

ciclo B della stessa letturaprova favoriti invia ad un amico stampa questa pagina

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

 

 

Ciclo A

 

 

 

Tempo Ordinario

 

 

 

31° Settimana

 

 

 Lunedì  

291 

Da “Lo specchio della perfezione cristiana” di Giovanni Giusto Lanspergio.

Speculum christianae perfectionis, XXIV.Op.cit.,t.IV,292b-293a.

 

La volontà di Dio:  
cerchiamola, seguiamola, con totale vigilanza.

 

Quando ti riprometti o stai per raggiungere una mèta, per prima cosa tuffa il cuore nell'abisso senza fondo della bontà divina e riconosci che da te non puoi compiere nulla senza il suo aiuto. Prega umilmente Dio perché ti guidi in quello che vuoi fare o lasciare, secondo il suo volere e a lode della sua gloria.

Se la volontà di Dio ti è poco chiara, volgiti a lui nel fondo del cuore e sta lì ad aspettare in silenzio che il Signo­re (o la tua ragione illuminata da lui) ti indichino cosa fare o non fare. Se comunque rimani incerto, esamina, pesa e decidi tu stesso ciò che maggiormente contraria e molesta la natura. È  il sistema più sicuro in ogni dilemma, come è altrettanto pericoloso scegliere ciò che piace di più ai sensi e dopo più pesa sulla coscienza.

Regolarsi così è meglio di tanti colloqui o richieste di pareri, che distraggono e portano poco frutto; purché però tu segua sempre quello che prescrive la Scrittura.

Capita che taluni, benché desiderino trovare Dio in se stessi si esteriorizzano; quando invece il dovere li chiama ad occuparsi fuori di sé, vogliono rientrare nel proprio intimo. Qualunque sia l'invito di Dio, loro se ne fabbricano sempre un cumulo di altri ben diversi, dando la preferenza alle proprie elucubrazioni e alle proprie vedute.

Altri invece si propongono imprese brillanti che fanno sperare in risultati grandiosi, ma prima del previsto ricadono nelle vecchie abitudini e cedono all'attrattiva naturale.

C’è poi chi passa davvero per l’acqua e il fuoco, ma s’inceppa quando rientra dentro di sé, perché mal sopporta di sentirsi mancare il sostegno interiore. Tuttavia, quanto più si impegna a morire a se stesso, tanto più facilmente potrà attraversare i passi difficili.

top

Martedì

292

 

Da “Lo specchio della perfezione cristiana” di Giovanni Giusto Lanspergio.

Speculum christianae perfectionis, XXV.Op.cit.,t.IV,293b-294a.  

Mantenersi alla presenza di Dio nelle occupazioni  

La genuina vita solitaria non è tanto la separazione fisica del corpo quanto la solitudine interiore dell'anima. All'uomo ancora imperfetto è necessaria la fuga materiale, se brama volgersi interamente a Dio la qual cosa richiede una buona dose di fatica e di pena.

L'uomo perfetto invece, siccome non stenta nel tornare nel suo cuore, non ha molto bisogno di questa fuga. Egli è più incline a raccogliersi interiormente che a vagabondare di fuori. Poiché non cerca nulla con affetto disordinato, può staccarsi da tutto appena lo voglia. Ecco in qual modo l'uomo pio deve abituarsi a rimanere alla presenza del Signore.

Come in chiesa, durante gli uffici, sai rimanere sotto lo sguardo di Dio, una volta fuori, persevera in questo atteg­giamento, specie quando dovrai stare con gli altri.

Prefiggiti il ricordo di Dio, vigila attentamente su te stesso, compi ogni tua attività senza dispendio di forze interiori e senza che il cuore vi resti invischiato. Rimani libero in quello che fai e senza distrazioni, come se non fossi occupato in nulla o se l'opera intrapresa non ti riguardasse.

Lascia cadere subito e con risolutezza quello che vedi o ascolti, per non inquinare pensieri e sentimenti con immagini, piaceri, affetti terreni.

In effetti quando ci si applica con piacere troppo intenso in qualche lavoro, questo torna e ritorna in mente durante il tempo della preghiera, anche nostro malgrado. Ma se le tue facoltà superiori rimarranno unite a Dio mentre lavori nessuna occupazione manuale potrà causarti assillo, turbamento, molestia, anche se per l'onore di Dio le facoltà inferiori saranno necessariamente un po' disperse.

 

top

Mercoledì

293 

Da “Lo specchio della perfezione cristiana” di Giovanni Giusto Lanspergio.

Speculum christianae perfectionis, XXV.Opera Omnia, Monsterolii, 1890, t. IV, 294a-b.  

Mantenersi alla presenza di Dio nelle occupazioni  

Non riterrai sufficiente accontentarti di un solo pensie­ro sulle realtà divine, perché le idee svaniscono molto in fretta. Spesso l’irrompere violento di dieci pensieri vani spazza via l’unico bel pensiero spirituale che avevi. Ecco perché la mente deve volgersi a Dio con tutte le forze in modo radicale e rimanere orientata così, a livello d'essere, in un atteggiamento amoroso e unificato, in un dialogo assiduo con lui.

Dovunque ti trovi, qualunque cosa tu faccia, conserva inalterati l'amore e l'impegno per Dio, vedi in lui la causa primaria di tutto e nessuno potrà strapparti il Signore o intralciare la tua unione con lui. Quando uno rimane fisso in questo stato, difficilmente scivola di nuovo nella colpa.

Bada però di non pensare che gli atti dettati dall'obbedienza o dalla carità, come cantare, leggere, sottomettersi agli altri, servirli, e via dicendo, ti impediscano l'unione con Dio e vadano tralasciati per dedicarti a lui solo.

Niente affatto! L'ostacolo maggiore è il tuo atteggiamento scorretto che non sa vedere Dio in tutto con occhio puro, allenta la vigilanza e si attacca alla propria volontà. Da qui nascono le fantasie dispersive che ti condizionano.

Se invece il movente principale della tua attività è l'amore di Dio, qualora tu non riesca a raccoglierti rapidamente, Dio stesso saprà ovviare alla tua disattenzione: spesso lo farà in un istante e in breve darà compimento all'opera intrapresa.

 

top

Giovedì

294

 

Da “Lo specchio della perfezione cristiana” di Giovanni Giusto Lanspergio.

Speculum christianae perfectionis, XXVI. Op. cit. , t. IV, 295a – 296a.  

Neutralizzare o spegnere gli impulsi naturali  

È necessario soggiogare completamente le forze istintive se vuoi davvero venir trasformato e unito a Dio. Dovrai lottare molto con audacia, disciplina e costanza, in una abnegazione risoluta e diuturna di te stesso fino a quando non ti sia esercitato per bene.

Ma questo non è il lavoro di un giorno, ci vuole molta fatica prima di riuscire a staccare dalle sollecitazioni terre­ne quella parte istintiva di noi che potremmo chiamare l'uomo animale. C'è da sudare prima di poter tenere a freno la volontà propria nel bello e nel brutto.

Un'unica materia non può simultaneamente formare due cose diverse. Se il fuoco arde, il legno viene distrutto. Perché il frutto nasca, deve morire il chicco di grano. Perché Dio compia la sua opera particolare in te, tu dovrai semplicemente subire la sua azione. Ciò richiede un vigoroso spogliamento di tutte le tue facoltà strappate ad ogni voglia e alla spinta di mettersi in moto; nella rinunzia esse devono riposare unicamente sul nudo e semplice nulla delle proprie possibilità.

Quanto più questo lavoro sarà vasto e profondo, altret­tanto più “essenziale” diverrà la tua unione con Dio. Tutta la nostra giustizia agli occhi dell'Altissimo è come un panno immondo.

In tanta angustia si corre un rischio, perché la natura, astuta com'è, va sempre a caccia di qualche oggetto e cerca di sottrarsi a questo vuoto doloroso attraverso preghiere, letture, ricerche o accostandosi al sacramento dell'Eucaristia. Ma qui occorre che tu sia privato per un certo tempo della consolazione sensibile, eccetto che la tua fragilità esiga diversamente.

Allora potrai comunicare al Corpo del Signore non tanto per sfuggire alla suddetta tribolazione, quanto per essere più agguerrito nel sostenerla fino all'estremo. La nascita di Dio nell'uomo non potrà mai raggiungere l'assoluta compiutezza se una simile morte non la precede.

top

Venerdì

295

 

Da “Lo specchio della perfezione cristiana” di Giovanni Giusto Lanspergio.

Speculum christianae perfectionis, XXVII. Opera Omnia, Monsterolii,  1890, t. IV, 296b – 297b. 

Le varie tribolazioni degli amici di Dio  

Sopporta da coraggioso le tentazioni, grandi o piccole, procura di troncarle con un colpo netto, come se ti volessi mozzare il capo. Tanto meno mettiti a combattere con le immagini che ti piombano addosso, ma in umiltà sincera gèttati ai piedi del Signore, non distoglierti dalla sua presenza a causa delle mosche che ti volteggiano davanti agli occhi.

La cosa migliore è lasciare che quelle fantasie se ne vadano così come sono venute, senza farci caso. Magari tu potessi sopportare la prova con umiltà e spirito di sacrificio! Il Padre celeste verrebbe prontamente a liberarti appena gli sembrasse bene e ti sazierebbe di consolazioni a non finire mediante se stesso.

Chi può sapere per quale via Dio ha stabilito di colmarti con la profusione delle sue grazie? Suvvia, tieni duro, rinunzia, fuggi, sta' in silenzio e di' interiormente: “Amato Signore, sai bene che non ho occhi se non per te”

Il giorno in cui tu non avessi nulla da sopportare, stimalo un giorno perduto. Dio concede la sua grazia, quindi se stesso, nelle tribolazioni non meno che nell'adorabile sacramento dell'Eucaristia. Mettiamo che uno possa adeguarsi ai nascosti disegni di Dio, accettando la volontà del Signore per tutto il tempo che a lui piacerà, per un anno o per seicento. A quest'uomo Dio deve rispondere di persona, per cui lo attirerà tutto in sé, penetrandolo completamente della sua divinità.

Risucchiato nell'unione con Dio, l'uomo perderà ogni sua molteplicità, sarà divinizzato, trasfigurato di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore.' A tal punto Dio potrebbe più facilmente abbandonare se stesso che non quest'uomo.

top

Sabato

296 

Da “Lo specchio della perfezione cristiana” di Giovanni Giusto Lanspergio.

Speculum christianae perfectionis, XXVIII.Op. cit., t. IV, 297b – 298b.  

Ricevere tutto direttamente dalle mani dì Dio  

Qualcosa provoca in te scompiglio, inquietudine, smarrimento, fantasticherie? Passa oltre senz'altro con mente libera, raccolta ed elevata, nello sforzo diuturno di tenerti al di sopra di quanto in qualche modo possa bloccare l'ascesa travolgente e la corsa infaticabile dell'amore verso Dio.

Nulla ti potrà nuocere se Dio è con te perché egli si prenderà un'altissima cura della tua vita.

Ti viene fatto qualcosa di scorretto o anche di ingiusto?

Non accusare né Dio né gli uomini. I tuoi nemici potranno offenderti, metterti al bando, tormentarti, percuoterti, demolirti, minacciarti: non ti sentirai maltrattato, non getterai la colpa (piccola o grande) su nessuno; Accetta invece tutto nudamente dalla mano di Dio.

Stima quanto ti capita come proposto a te direttamente dal Signore, o permesso da lui per il tuo bene. Sta qui il segreto per sopportare con animo inalterato la realtà luminosa e quella cupa e morire spiritualmente senza dolore.

A questo livello uno ha disinnescato la volontà propria e si è trasferito in Dio, nella trasparenza interiore e nella pace dell'animo. E tanto più in pace quanto più in Dio.

La dimora di Dio nell'anima si colloca in questa pace, una pace che ha raggiunto l’essenza stessa dell'uomo, per cui egli diventa lo strumento con cui Dio compie tutte le sue opere.

Beato l'uomo che ha rinunziato totalmente a se stesso e custodisce puro il cuore. Dio lo inonda dì consolazioni celesti appunto perché quest’unico uomo è più caro al Signore di mille altri prigionieri dell'attaccamento alla volontà propria.

top

©2004 Museo della Certosa