Letture della preghiera notturna dei certosini

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Ciclo A

 

 

Dedicazione della Basilica Lateranense  

 

9 novembre

 

1

Dal trattato sui Salmi di Ilario di Poitiers.

Tractatus in CXXVI psalmum, 5-12. PL 9, 695-698.

      Perché la casa stia in piedi, deve costruirla Dio stesso; la casa che il Signore non costruisce, crollerà. Ma prima di tutto dobbiamo capire quale sia la casa di Dio, per conoscere chi sa edificarla in modo che essa regga.

      La casa è il luogo ove uno abita. La Sacra Scrittura si vale di un linguaggio alla portata del nostro intelletto umano; attraverso le parole di tutti i giorni ci aiuta a capire gli insegnamenti divini. Il testo sacro parla per noi non per sé; quindi ci parla come parliamo noi. Usiamo chiamare tempio o casa di Dio l'edificio religioso destinato ad accogliere l'assemblea dei fedeli che si recano a venerare i nascosti misteri della propria religione. Anche la Bibbia, sia nell'Antico, sia nel Nuovo Testamento, adopera i medesimi termini per indicare tali luoghi. Tuttavia, inoltre ci insegna che la vera casa di Dio non è quella solitamente designata così. Isaia infatti dice: Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potreste costruire? In qual luogo potrei fissare la dimora? Tutte queste cose ha fatto la mia mano.[1]

2

      È impossibile rinchiudere dentro una costruzione il Dio infinito o contenere in un luogo l'immensa potenza che ha creato l'universo. Lo afferma san Paolo stesso: Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo.[2] Allora Dio non ha alcun luogo dove abitare e riposarsi? Ma se uno non sta da nessuna parte, si può credere che costui non esista.

      Ascoltiamo perciò il Signore stesso parlarci della sua dimora di quiete. In un salmo egli dice: Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l'ho desiderato.[3] Si tratta di Sion, che il Signore ha scelto; sarà però la Sion a proposito della quale un altro salmo si lamenta dicendo: Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori?[4]

3

      Sion, dove sorgeva il tempio, fu distrutta. Dove sarà allora la sede eterna del Signore? Dove il suo riposo per sempre? In quale tempio egli abita? Sarà certo quello di cui sta scritto: Siete tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in voi.[5] Questa è dunque la dimora, questo il tempio di Dio, colmo del suo insegnamento e della sua potenza, capace di ospitare la Divinità grazie alla purezza del cuore. Ad esso rendeva testimonianza il Profeta: Santo è il tuo tempio, mirabile nella giustizia.[6] La santità, la giustizia, la purezza dell'uomo sono il vero tempio di Dio.

4

      Questa casa deve dunque costruirla il Signore. Se viene eretta dall'industria dell’uomo, non durerà; edificata dalla scienza umana non potrà reggersi e invano veglieranno su di essa i nostri sforzi e le nostre cure impotenti. Va costruita e conservata in un altro modo: non sulla terra, su sabbia mobile e inconsistente, ma sul fondamento dei profeti e degli apostoli. Deve innalzarsi senza posa su pietre vive, tenuta insieme dalla Pietra angolare; mediante l'unione reciproca dei suoi elementi deve svilupparsi fino all'altezza dell'uomo perfetto e alla statura del Corpo di Cristo; deve, infine, ornarsi della grazia e della bellezza dei doni spirituali.

      La casa così costruita da Dio, cioè secondo i suoi insegnamenti, non cadrà. Questa è la dimora che sarà edificata per Israele, oggi prigioniero, quando tutte le nazioni pagane saranno entrate nel suo seno. Questo edificio si moltiplicherà in numerose dimore grazie ai diversi lavori dei fedeli, e in ciascuno di noi per l'ornamento e l'estensione di quella città beata.

5

      Già da molto tempo il Signore è il vigile custode di questa città, quando protegge Abramo nei suoi viaggi, quando risparmia Isacco sul punto di essere immolato e arricchisce Giacobbe che aveva servito; quando in Egitto eleva al potere Giuseppe che era stato venduto, rende forte Mosè contro il Faraone e sceglie Giosuè come condottiero nelle guerre; quando libera Davide da tutti i pericoli e accorda a Salomone il dono della sapienza; quando assiste i profeti, rapisce Elia e sceglie Eliseo; quando nutre miracolosamente Daniele e rianima con la frescura i tre fanciulli nella fornace, facendosi loro quarto compagno; quando per mezzo d'un angelo istruisce Giuseppe sul concepimento verginale e rassicura Maria; quando manda Giovanni come precursore, sceglie gli apostoli e prega il Padre, dicendo: Padre santo, custodisci coloro che mi hai dato. Quand'ero con loro io li conservavo nel tuo nome.[7]Infine, quando egli stesso, dopo la passione, promette di vigilare per sempre su di noi, dicendo: Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.[8]

6

      Il Signore è dunque il custode della beata e santa città, composta di molti radunati in essa per servire il Signore. Ognuno di noi, infatti, è la città di Dio, perché egli si compiace di prendere possesso in un corpo puro e in un animo fedele.

      Una tale casa va costruita dal Signore, come egli afferma nel vangelo: In verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo.[9]L'apostolo Paolo ci ricorda quando e come avverrà il compimento di questa costruzione: Entrate tutte le genti, allora tutto Israele sarà salvato.[10]

      Tutte queste città, voglio dire tutti gli uomini puri di corpo e di cuore, ove Dio si compiace di abitare, radunandoli in unità, hanno un solo architetto, la cui opera è meravigliosa.

7

      È necessario che il Signore costruisca la città, perché essa cresca fino alla pienezza. Gli inizi della costruzione non sono ancora la perfezione che si avrà solo alla fine.

      Le tecniche umane non servono a nulla per edificare queste dimore corporali e spirituali. Invano i filosofi passano notti insonni vegliando; le loro inquiete ricerche sono oziose; gli sforzi che fanno per strappare alla natura i suoi segreti e studiare l’ingranaggio del mondo non servono a nulla. Tutto quel lavoro edifica una città già pronta a crollare.

      Invano questi uomini si alzeranno di buon mattino dai loro sepolcri; sebbene la risurrezione sia il destino di ogni carne venuta al mondo, i corpi non edificati dal Signore non avranno parte alla gloria della risurrezione mattutina che già Cristo ha anticipato nella sua persona risorgendo dal soggiorno dei morti.

8

      Il salmo citato non va inteso in senso semplicemente letterale. Il testo stesso, infatti, ci insegna quando avverrà il compimento e quali sono le dimore che devono essere costruite. Dopo avere dimostrato la precarietà degli edifici terreni, della custodia fatta dagli uomini, dei risultati infruttuosi del loro alzarsi sul far del giorno, il salmo prosegue: Invano tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno. Ecco, dono del Signore sono i figli, è sua grazia il frutto del grembo.[11] Il testo non lascia adito ad alcuna ambiguità. Soltanto la fede è necessaria per aderire a ciò che esso vuole significare. E i fatti hanno poi confermato la profezia, fatti che conosciamo dai vangeli e dall'insegnamento degli apostoli.

      Quindi, sarà Dio a costruire la città destinata a durare, perché quella umana è fragile ed effimera. Non pensiamo che questa città sia fatta con pietre, cemento e travi. Il salmista ne profetizza la vera natura e il momento della sua piena dimensione quando invita ad alzarsi dopo il riposo. Dopo essere rimasti a giacere nel sonno della morte udranno l'ordine di alzarsi gli uomini che saranno ammessi a fare parte di quella città perfetta.

9

Dal vangelo secondo Giovanni. 2, 13-22

      Gesù rispose ai Giudei: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Egli parlava del tempio del suo corpo.

Dai Discorsi di sant'Agostino.

Sermo Morin III, 4-6.  PLS II, 664-666.

      Adoriamo Dio di cui siamo templi. Se noi, fratelli, costruissimo templi materiali in legno o in pietra, non li potremmo costruire se non per un dio. Se fossimo pagani, i templi li faremmo per gli dèi; sì, per falsi dèi costruiremmo templi, come facevano le genti infedeli, lontane da Dio. Invece Salomone, che era profeta di Dio, fece sì, un tempio di legno e di pietra, ma dedicato a Dio e non a un idolo; a Dio e non a un angelo; a Dio e non al sole, non alla luna; a Dio che ha fatto il cielo e la terra; al Dio vivo, che ha fatto il cielo e la terra e che abita in cielo, egli innalzò un tempio dalla terra.

      E Dio non disdegnò, anzi comandò di farlo. E perché comandò che gli si costruisse un tempio? Non aveva posto ove abitare? Ascoltate santo Stefano durante la sua passione. Salomone, egli dice, gli edificò una casa. Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo.[12]

10

      Perché Dio volle fare un tempio, o che gli venisse fatto un tempio? Perché fosse figura del corpo di Cristo. Quel tempio là era come l'ombra. Venne la luce e dissipò l'ombra. Se tu adesso cerchi il tempio che costruì Salomone, troverai dei ruderi. Perché quel tempio è un rudere? Perché quello che prefigurava ormai è una realtà.

      Anche quel tempio che è il corpo del Signore andò in rovina: però è risuscitato; e risuscitato in modo tale che ormai non può più assolutamente andare in rovina. Perciò quando i Giudei gli chiesero quale segno mostrava loro perché credessero in lui, Gesù rispose: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere. Mentre parlava, stava dentro il tempio costruito da Salomone, e diceva: Distruggete questo tempio. Essi però non capirono il senso di questo, non compresero cosa volesse dire questo, e credevano che egli parlasse di quel tempio in cui si trovavano. Perciò ripresero: Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere? E subito l’Evangelista precisa: Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

11

      Tempio di Dio è il corpo di Cristo. E i corpi nostri? Essi sono membra di Cristo. Ascoltate l'Apostolo: Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?[13] Nel dire: I vostri corpi sono membra di Cristo, che cosa vuol mostrare se non che i corpi nostri e il capo nostro, che è Cristo, formano insieme un unico tempio di Dio? Abbiamo fede che il corpo di Cristo e i corpi nostri sono il tempio di Dio, e lo saremo veramente; perché se non lo crediamo, non lo saremo.

      E poiché i nostri corpi sono membra di Cristo, ascoltate quest'altro detto dell'Apostolo: Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio?[14] Ecco dunque che Dio il tempio ce l'ha; potrà forse non essere Dio? Se ce l'avesse di legno o di pietra, sarebbe Dio; se avesse un tempio manufatto, sarebbe Dio; e non è Dio, lui che ha un tempio fatto con le membra di Dio?

      Notate però che la frase di Paolo menziona lo Spirito Santo, perché lo Spirito Santo è Dio. Uno solo è Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il Padre non è il Figlio, il Figlio non è il Padre, lo Spirito è di tutti e due, ma non è né il Padre né il Figlio; ma Padre, Figlio e Spirito Santo è un solo Dio. Edificatevi nell'unità, per non cadere nella separazione.

12

      Avete sentito che cosa Cristo ha chiesto per noi, anzi che cosa ha dichiarato di volere: Padre, voglio che quelli che mi hai dato... Io voglio, Padre; io faccio quello che tu vuoi; tu fa' quello che voglio io. Voglio... Che cosa? Che siano con me dove sono io.[15] O dimora beata! O patria sicura! Lì non c'è nemico, lì non c'è sofferenza; lì vivremo sicuri, non cercheremo di andarcene, non troveremo un luogo migliore.

      Qualunque cosa tu ricerchi sulla terra, la cerchi con la prospettiva del timore, non della sicurezza. Scegliti un rifugio, mentre sei in questo luogo cattivo, ossia in questo mondo, in questa vita piena di tentazioni, in questa mortalità piena di gemiti e di timori;  mentre sei in questo luogo cattivo, scegliti un rifugio verso cui trasmigrare. Questo non ti sarà possibile se non avrai operato il bene finché dimori in questo brutto posto.

      Perciò, fratelli, fate il bene nel luogo cattivo, per poter giungere a quel luogo buono, di cui dichiara colui che ce lo sta preparando: Voglio che anche essi siano con me dove sono io.[16] Cristo Signore è salito lassù per prepararcelo, perché, una volta pronto, noi vi possiamo arrivare sicuri. È se stesso che egli prepara: voi rimanete in lui.



[1]Is 66,1-2

[2]At 17,24

[3]Sal 131,14

[4]Sal 126,1

[5]1 Cor3,16

[6]Sal 64,5-6. Volgata

[7]Gv 17,11-12

[8]Mt 28.20

[9]Mt 10,23

[10]Rm 11,25.26

[11]Sal 126,2-3

[12]At 7,47-48

[13]1 Cor 6,15

[14]1 Cor 6,19

[15]Gv 17,24

[16]Gv 17,24

 

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