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Letture della preghiera notturna dei certosini

 

    

 

DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

 

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Da »La vita in Cristo" di Nicola Cabasilas.

 

De Vita la Christo,VII,3. PG 150,696‑697.

 

Gli uomini virtuosi vigilano solleciti contro le radici del male e vi resistono fin dal principio; essi custodiscono il cuore per Dio solo, dedicando a lui, come un tempio, la memoria. Sanno, infatti, che il luogo sacro non va esposto alle folle: conoscono che è sacrilego usare per scopi profani i vasi e i veli consacrati, ma che nessuna cosa sacra eguaglia l'anima consacrata a Dio.

Ecco perché essa deve essere molto più impenetrabile a quelli che vendono e comprano, e rimanere libera da banchi di ambulanti e di cambiavalute. Pensate allora come dovrà essere l'orante, se la casa di preghiera va purificata dal tumulto in vista di lui che vi prega.

A dir il vero, il nome di "casa di preghiera" non sempre era attuale per il tempio di Gerusalemme, dove a volte non c'era nessuno che pregasse. Invece l'espressione "casa di preghiera" ben conviene ai cristiani, i quali, secondo la prescrizione di san Paolo, 1 ( 1 Ts 5,17 )

 devono essere incessantemente dediti all'unione con Dio mediante la preghiera continua.

 

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Badiamo anche a questo: per distoglierci dagli altri peccati, il Salvatore si è servito di parole; qui invece ha fatto uso della lingua e dell'ira, della mano e della sferza, per indicarci quanto la cosa gli stia a cuore.

Cristo si comporta cosi, non tanto per far rispettare il tempio che sapeva sarebbe stato distrutto; invece, vuole sottolineare quanto gli prema che ciascuno dei suoi fedeli, nei quali ha promesso di rimanere, sia libero da affanni e preoccupazioni. Nello stesso tempo, si mostra indignato e usa la frusta per segnalarci la sfrontatezza delle nostre passioni; c'è dunque tanto bisogno di cuore e animo saldo, di mente sobria e vigilante, e soprattutto che intervenga la mano stessa del Salvatore, perché chi non lo accoglie in sé non può cacciare il tumulto dell'anima.

La legge stabiliva la pena di morte per il sacrilego, e un velo doveva coprire il Santo dei santi. Uzza morì perché aveva voluto sostenere con la sua mano profana  l'arca che stava cadendo.2 (  2 Sam 6,6 )

 Ozia si guadagnò la lebbra per l'abuso di funzioni sacre. 3 ( 2 Cr 26,18‑19 ) Con questi e vari altri esempi, Dio ha stabilito la legge dell'inviolabilità assoluta dell'anima battezzata, vero tempio di Dio.

Per chi vive in Cristo è quindi molto importante mantenere l'anima pura da ogni sollecitudine molesta. Se qualcosa utile in apparenza si infiltra nella volontà, il discepolo di Gesù non vi rivolge il pensiero; fa come Pietro, il quale, non appena ebbe udito il Signore che lo chiamava, non si curò di ciò che aveva tra le mani.4 ( Mt 4,20 )

Per chiunque, infatti, vive in Cristo, risuona una continua e incessante chiamata mediante la grazia infusa nell'anima dai sacramenti.

 

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La grazia, che inabita il fedele, è lo Spirito del Figlio di Dio, che grida nei nostri cuori

‘‘Abbà,’’ Padre,5 ( Gal 4,6 )come insegna san Paolo. Cosi quelli che vivono in Cristo lasciano andare tutto, per potere ogni giorno seguire il Signore. La Scrittura dice infatti che non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.6. ( At 6,2 )

Per tre motivi il fedele fa questo: anzitutto ai suoi occhi nulla va anteposto a Dio; poi, perché tutto proviene dal sommo Dispensatore di ogni bene; e infine, perché il Dio verace ha promesso a chi cerca prima il regno di Dio di dare tutto il resto in aggiunta. 7.  ( Lc 12,31 )

Il Salvatore, liberando da ogni cura coloro che aderiscono a lui, insiste su questo punto, perché essi non siano privati dei beni migliori. Non vuole che ci affatichiamo inutilmente, inquieti per ciò di cui lui stesso ha cura prima di noi.

Se è nocivo affannarsi per tali cose, che dire se uno se ne affligge? Ciò non solo distoglie l'anima dal ricordo di Dio, ma oscura completamente l'intelletto.

 

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Dagli Insegnamenti spirituali di Doroteo di Gaza.

 

Scritti e insegnamenti spirituali, XIV,150‑153. Paoline,Roma, 1980, 195‑198.200.

 

Come si costruisce la casa dell'anima? Possiamo apprendere i segreti di quest'arte guardando a come vengono costruite le case materiali. Chi vuole costruirsi una casa, deve renderla salda in ogni punto, fissarla sui quattro lati e non badare ad un lato solo, trascurando gli altri; non servirebbe a niente, anzi, la sua fatica e i suoi soldi andrebbero perduti.

E' cosi anche per l'anima. L'uomo non deve trascurare alcun lato della sua costruzione, ma innalzarla ugualmente su tutti i lati con armonia. E' quel che dice abba Giovanni: "Voglio che l'uomo prenda un po' di ogni virtù e non che faccia come alcuni che si attaccano ad una sola virtù, badano ad essa sola, in essa sola si esercitano trascurando le altre. 1( Eb 11,6 )

Forse hanno fatto grandi progressi in questa virtù

e cosi non sono vinti dalla passione contraria; sono però ingannati e oppressi dalle altre passioni, ma non se ne preoccupano ­ e credono di possedere grandi cose.

Costoro sono simili a un uomo che costruisce un muro solo, lo innalza il più possibile; guardando l'altezza del muro, crede di aver fatto qualcosa di grandioso. Non si rende conto che come arriverà il vento, lo butterà a terra perché è solo, non appoggia su altri muri.

 

6

 

Chi vuole costruirsi una casa per avere un riparo, deve costruire da tutti i lati e renderla salda da ogni parte.

Vi dico come: anzitutto bisogna gettare le fondamenta, cioè la fede. Come dice l'Apostolo, senza la fede  impossibile essere graditi a Dio.

Poi, su questo fondamento sarà possibile erigere una costruzione ben proporzionata.

Gli viene offerta un'occasione di obbedire? Metta una pietra alla sua costruzione: faccia obbedienza.

Un fratello si irrita con lui? Aggiunga un'altra pietra: sia paziente. Deve praticare la temperanza? Sia temperante e aggiungerà un'altra pietra. Deve porre alla sua costruzione una pietra di ogni virtù che ha la possibilità di praticare e potrà cosi costruire tutti i lati con pietre di compassione, di rinuncia alla propria volontà, di mitezza, e via dicendo.

E in tutto questo deve aver cura della perseveranza e del coraggio: sono le pietre d'angolo che rendono salda la costruzione e congiungono un muro con l'altro, impedendo loro di inclinarsi o disgiungersi. Senza perseveranza e senza coraggio, infatti, non si raggiunge la perfezione in nessuna virtù. Chi non ha coraggio, non avrà neppure perseveranza e senza perseveranza non si può far nulla di buono. Per questo il Signore ha detto: Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime 3. ( Lc 21,19 )

 

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Chi costruisce un muro deve poggiare ogni pietra su un po' di fango; se le sistema l'una sull'altra senza mettervi in mezzo del fango, le pietre si disgiungono e la casa crolla.

Il fango è l'umiltà, è fatto di terra e tutti lo calpestano. Una virtù senza umiltà non è virtù. Anche nei Detti dei Padri si dice: "Come è impossibile costruire una nave senza chiodi, cosi è impossibile che l'uomo si salvi senza umiltà". Se si fa qualcosa di buono, bisogna farlo con umiltà e allora l'umiltà conserverà quello che si è fatto.

La casa deve avere anche le cosiddette giunture; sono la discrezione che rende salda la casa, unisce le pietre l'una all'altra e rende compatta la costruzione dandole inoltre un certo decoro.

Il tetto poi è la carità, che è il compimento delle virtù, cosi come il tetto lo è della casa. Dopo il tetto, c'è il parapetto della terrazza. Che cos'è il parapetto? Sta scritto nella Legge: "Quando costruirai una casa nuova, farai un parapetto intorno alla tua terrazza perché i bambini non cadano". 5.( Dt 22,8.)  Il parapetto è l'umiltà perché essa corona e custodisce tutte le virtù.

Ogni virtù deve essere quindi accompagnata dall'umiltà, cosi come abbiamo detto che ogni pietra deve poggiare sul fango. E la perfezione della virtù ha ancora bisogno dell'umiltà, e i santi, avanzando naturalmente, giungono all'umiltà. Vi ripeto sempre che più ci si avvicina a Dio e più ci si riconosce peccatori.

Ma chi sono i bambini, di cui la Legge s'è visto che dice: "perché non cadano dalla terrazza"? I bambini sono i pensieri che nascono nell’anima; bisogna custodirli nell'umiltà, perché non cadano dal tetto, cioè dalla perfezione della virtù.

 

8

 

Ecco, la casa è finita: ha le giunture, il tetto, persino il parapetto. Non le manca più nulla, dunque? Si, abbiamo trascurato una cosa. Quale? Che chi costruisce sia abile. Se non lo è, fa pendere un po' la costruzione e prima o poi la casa cade.

E' abile, a costruire chi agisce con sapienza. A volte si fa ogni sforzo per raggiungere una virtù, ma non si agisce con sapienza e cosi tutta la fatica che si è fatta va perduta, non si conclude nulla, non si riesce a terminare l'opera, si pone una pietra e la si toglie.

Vi è poi chi ne mette una e ne toglie due. Ad esempio: ecco che arriva da te un fratello e ti dice qualcosa che ti turba o ti ferisce, ma tu resti in silenzio e fai una metania, ecco, hai posto una pietra.

Ma poi vai da un altro fratello e gli dici: "Quel tale mi ha offeso, mi ha detto questo e quest'altro; ma sono restato in silenzio e ho fatto una metania. Ecco: hai posto una pietra e ne hai tolte due.

Si può anche fare la metania per ricevere lode, unendo cosi l'umiltà alla vanagloria: e questo è porre una pietra e toglierla.Chi invece fa la metania con sapienza, è convinto di aver fatto qualcosa di male, di esser lui stesso la causa di quel che è accaduto.

Insomma, bisogna esercitarsi in ogni virtù fino a farla propria, a trasformarla in abitudine. Allora, come abbiamo detto, si è buoni costruttori, abili, capaci di costruire una casa ‑ben solida.

 

 

9

 

Dal vangelo secondo Giovanni. Gesù rispose ai Giudei:

2, 13‑22

"Distruggete questo tempio e in tre giorni lo faro risorgere" Egli parlava del tempio del suo corpo.

 

Dal "Commento sui salmi" di sant'Agostino. Enarrationes in Psalmos,CXXX,1‑2. PL 37,1704.1705.

 

Santo è il tempio di Dio. che siete voi 1( 1 Cor 3,17 ) Sono tempio di Dio tutti quelli che crédono in Cristo, e credono per amarlo. Credere in Cristo significa infatti amarlo. Anche i demoni credevano, ma non amavano, perché dicevano: Che cosa abbiamo in comune con te, Figlio di Dio ?2( Mt 8,29 )

Noi invece crediamo in maniera tale, da credere in

lui amandolo; e non diciamo: Che cosa abbiamo in comune con te, Figlio di Dio ? 2( Mt 8,29 )_ Ma Piuttosto: '

Mapparteniamo, tu ci hai redenti".

Tutti quelli che credono cosi, sono come pietre vive, con le quali è edificato il tèmpio di Dio; sono come quel legno immarcescibile con cui fu costruita l'arca che non poté èssere sommersa dal diluvio.

Il vero tempio di Dio è l'uomo. Qui il Signore riceve le preghiere e le esaudisce. Chiunque prega fuori dei tempio di Dio, non potrà ottenere la pace della Gerusalemme celeste, anche se talvolta Dio gli concederà beni materiali.

 

10

 

Solo chi prega nel tempio di Dio, è esaudito per la vita eterna; ora, prega nel tempio di Dio chi prega nella pace della Chiesa, nell'unità del Corpo di Cristo, costituito dalla moltitudine dei credenti sparsi in tutto il mondo.

Chi prega all'interno di questo tempio in spirito e verità, è esaudito, perché prega in questa pace della Chiesa, che è il vero tempio e di cui quello di Gerusalemme era soltanto prefigurazione.

Il Signore scacciò dal tempio tutti coloro che cercavano il proprio interesse, cioè vi andavano per vendere e per comperare. E' ovvio, dunque, che anche nel Corpo di Cristo, vero tempio di cui quello era solo figura, si trova frammista gente che vende e che compra, ossia che fa i propri interessi e non quelli di Gesù Cristo.

Gli uomini sono travolti dai loro peccati; il Signore, perciò, fece un flagello di corde, simbolo del peccato, e scacciò dal tempio coloro che facevano i propri affari e non si interessavano di Gesù Cristo. Di questo tempio parla il salmo centotrenta. Ripeto che qui, e non nel tempio materiale, si prega Dio, il quale esaudisce in spirito e verità. In quello antico era adombrato ciò che doveva accadere: infatti esso è ormai caduto in rovina.

E' forse stata distrutta anche la casa della nostra orazione? Non sia mai! Quel tempio che ora non è più, non si poté chiamare casa di orazione, di cui era stato detto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli. 3. ( Is 56,7 )Avete infatti udito ciò che disse il Signore Gesù:

Sta scritto: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti; voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri! 4. ( Mc 11,17 )

Gli uomini che trasformarono la casa di Dio in una spelonca di ladri non furono loro la causa della distruzione del tempio. Cosi quelli che vivono malamente nella Chiesa cattolica e cercano di trasformare la casa di Dio in un covo di briganti, non per questo distruggono il tempio.

 

12

 

Verrà giorno in cui la corda del peccato sarà la frusta che getterà fuori tutti quelli che fanno male alla Chiesa. Quanto a questa comunità di fedeli, tempio di Dio e Corpo di Cristo, essa ha una sola voce e canta i salmi come un solo uomo.

Abbiamo già udita questa voce di Cristo in molti salmi; ascoltiamola anche ora e, se vogliamo, questa è voce nostra. Se vogliamo, con l'orècchio ascoltiamo colui che canta e noi cantiamo col cuore.

Se invece noi non vogliamo, saremo come i mercanti in quel tempio; assomiglieremo cioè a gente che cerca il proprio interesse. In questo modo noi entriamo, si, nella Chiesa, ma non per fare ciò che è gradito a Dio.

Ciascuno perciò esamini il suo modo di ascoltare. Prestiamo attenzione per poi deridere quanto abbiamo udito all'interno dei tempio divino? Oppure ascoltiamo ma subito trascuriamo questa voce di Cristo? 0 invece cerchiamo di accordarci con essa, di riconoscervi la nostra propria voce e di unire la voce del nostro cuore alla voce del salmo?

 

 

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