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Letture della preghiera notturna dei certosini

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 9 maggio

 

BEATO NICCOLO'  ALBERGATI, monaco pastore

 

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Dalla Lettera sulla preghiera di lsacco di Ninive.

In Melto, rivista di ricerche orientali, I, 1969,Università "Santo Spirito", Libano.

 

Il primo e l'ultimo comandamento che Dio ha dato alle creature ragionevoli è amare Dio e il prossimo. Grazie alla carità, angeli e uomini si avvicinano a Dio.

Sappi che la preghiera è la scala che t'introduce nella sfera della santa carità. Non intendo solo la preghiera espressa dal corpo, ma la preghiera dell'anima e del corpo. L'uomo composto di spirito e materia non può pregare sul serio senza che entrambe queste due parti siano coinvolte.

Nulla è più potente della preghiera. Se manca, nessun peccato è rimesso, non è possibile nessun progetto, nessun problema si scioglie. Qualsiasi manifestazione divina ha per causa la preghiera, cosi come ogni mistero, ogni simbolo pregando s'illumina.

In una parola, fratello, se uno non è assiduo a pregare, non si dispone a ricevere il dono di Dio.

La preghiera ha le chiavi del Regno in cui desideri entrare e dove dimorano coloro che hanno il nome iscritto nel libro della vita.

Inoltre, la preghiera continua è anche la porta stretta per cui i santi entrano nella Gerusalemme celeste.

Essa rischiara l'anima e le permette di contemplare il paese della gloria, che, come dicevamo, è l'amore verso Dio e gli uomini.

 

2

 

Per insegnarci a pregare sempre senza stancarci, 1 ( Lc 18,1 )il Signore ci ha detto:

Vegliate e pregate 2( Mt 26,41 ).Ce ne ha dato lui stesso Il esempio, perché di notte usciva e vegliava in orazione. Certo Gesù non aveva bisogno di pregare, ma volle ammonire i figli della luce sulla necessità che la preghiera sia continua, affinché il tesoro acquisito non cada preda del maligno. Con l'orazione, infatti, custodiamo le ricchezze spirituali.

Perché i discepoli si applicassero a pregare con assiduità, il Signore ha additato come esempio la vedova che continuò a bussare alla porta del giudice finché questi fu costretto ad esaudirla. 3 ( Lc 18,5 )

Parlando dell'orazione. non intendo la preghiera liturgica delle Ore, ma quel tipo di pregare che non deve mai interrompersi.

 Possiamo infatti intessere un rapporto con Dio in ogni istante soltanto se permaniamo protesi verso di lui.

 

3

 

L'assiduità a pregare soddisfa tutti i precetti. Questa preghiera è la croce che il Signore ci invita a prendere dietro di lui, per ereditare la vita eterna.

L'orazione continua sta sulla soglia della divinità e bussa finché quella porta le venga aperta. Allora l'orante chiede, ottiene e fa ritorno pieno di gioia.

Nessuna domanda è gradita all'Altissimo senza la preghiera assidua, mentre chi è ricco di preghiera può stare davanti a Dio pieno di fiducia.

Man mano che cresci nel saper pregare e nelle buone opere, la grazia sovrabbonda in te e la mente ti s'illumina

La preghiera è una soavità divina, che ti scorre nelle vene e t'inonda le membra.

La preghiera è l'intelligenza pacificata, che glorifica Dio con la lingua degli angeli.

La preghiera è la purezza del cuore, la vita della coscienza e il dialogo con Dio.

La preghiera è la mente che comunica con Dio attraverso la manifestazione dei suoi misteri.

La preghiera non è una conoscenza o un insegnamento verbale, ma la mente che si concentra in se stessa, l'intelletto raccolto, nel silenzio dei sensi.

La preghiera è la ragione che intuisce la bellezza del suo essere, in una pace totale.

 

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Dedicati con abituale continuità all'orazione: i tuoi sensi si fortificheranno diventando docili alla guida della ragione. La meditazione perpetua sulle realtà divine fa raggiungere alla tua mente quell'atteggiamento spirituale che è un perdersi attonito e stupito in Dio.

Persisti nello sforzo della preghiera con cuore afflitto e contrito; acquisterai la pazienza e la longanimità che favoriscono la preghiera spontanea, scevra da distrazioni e intrisa di pace e di gioia.

Le ricchezze che accumuli, dedicandoti alla meditazione spirituale, ti permettono di sperimentare questa preghiera nascosta, poiché la perseveranza scioglie il cuore e illumina la mente.

Si tratta della preghiera della grazia. Allora a poco a poco cresce la conoscenza, il cuore si radica nella speranza, lo Spirito Santo comincia a operare, procurandoti intima consolazione.

I padri ci insegnano che se l'intelletto si obbliga all'esercizio della preghiera continua, impara a raccogliersi e si fissa in uno stato di quieta libertà interiore. Allora può muoversi continuamente in Dio.In questo modo l'uomo acquista l'umiltà della libertà spontanea. Egli può spaziare fuori da ogni costrizione che prima lo imprigionava, perché d'ora in poi è la dolcezza procurata dalla preghiera a fissare i suoi limiti.

 

5

 

Ecco i vari gradi della vita spirituale.

Anzitutto l'uomo comincia a sentirsi estasiato verso realtà che superano il campo della volontà umana. Poi l'amore di Cristo si radica in lui, insieme con l'attività della preghiera nascosta.

In questo stato di gaudio abituale, sprazzi intermittenti di luce lo immergono in uno stupore incantato di fronte alla dolcezza divina che gli canta dentro.

Allora egli smette di meditare e si cala in un silenzio immoto e stupito, come se fosse trasfigurato e vivesse in un mondo nuovo.

Le realtà dello spirito gli sono cibo nutriente e gustoso, mentre sensi e facoltà si assopiscono e la lingua tace. Egli si viene a trovare in una stupefatta ignoranza, ben superiore alla conoscenza.

La sua ragione è illuminata dalle sensazioni della nuova vita e il cuore arde di desideri mai sazi.

Quest'uomo ha la fierezza che connota la semplicità dei poveri, e comunica con il mondo spirituale mediante la preghiera nascosta che il suo cuore balbetta.

Egli diventa un essere nuovo: vede senza vedere, intende senza intendere, mangia senza mangiare.

La lode non lo esalta, l'insulto non lo scalfisce, non lo gonfia l'onore, non lo deprime il rimprovero, perché rivestito dell'armatura dell'alto può affrontare ogni disonore.

Allora i doni dello Spirito Santo vengono ad abitare in lui.

 

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Ti ho descritto, fratello, i gradi della scala spirituale.La mente che la percorre, si eleva fino al cielo e penetra nella vera città, che rappresenta la visione del nostro Salvatore. Ecco la strada rapida e il porto sicuro dove si manifesta colui che vuoi raggiungere.

Come ti dissi, nulla innalza tanto verso Dio come la preghiera: non vi è cammino più breve. Devi sapere che se la pratichi in modo costante e in conformità alle sue esigenze, l'orazione unisce sempre la mente a Dio e le rivela i suoi misteri.

La preghiera esige però anzitutto di acquietare i sensi, trovando il luogo adatto alla calma, lungi dal frastuono e dall'agitazione. Occorre poi applicarsi al digiuno, all'umiltà, all'obbedienza e alla vigilanza continua.

Se praticherai queste quattro virtù, troverai la preghiera capace di condurti rapidamente verso Dio che è amore. Te lo dissi fin dall'inizio: la preghiera è la via breve, grazie a cui i santi penetrano nella visione della santissima Trinità.

Ti ho tracciato l'itinerario da percorrere per giungere alla città verso cui vuoi salire. Spetta ora al tuo discernimento, assistito dalla Sapienza divina, di saper penetrare in quella gloriosa città e rendersi atto alla visione del Signore, termine di tutta la tua ricerca.

 

7

 

Nel seno dei Padre, il Verbo di Dio è immenso per la sua maestà divina; eppure umilio se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. 4 ( Fil 2,8 )Lui, il custode e il padrone di ogni legge, ci ha lasciato questo supremo comandamento: l'amore misericordioso verso il prossimo Infatti, fratello, la misericordia dipinge la somiglianza con Dio in colui che la possiede.

In due modi gli uomini possono praticare la misericordia: con atti esterni oppure con il cuore.

Questa seconda modalità d'essere misericordioso è ben superiore alla prima.

Se uno ha il cuore intriso di compassione, versa incessantemente lagrime di dolore per i fratelli. La misericordia è la porta per cui i santi penetrano fino alla conoscenza di Dio. Essi diventano simili a lui, per l'effusione della carità verso buoni e malvagi, e ricevono i beni della nuova vita.

 

8

Concedimi, Signore, che la mente s'intrattenga con te, in un dialogo sgombro da parole sensibili o suoni articolati. Fa che ti lodi nel silenzio, o Silenzioso, che sei glorificato dal silenzio senza parole. Donami, o Signore, una bocca di fuoco e una lingua semplice e illumina la mia intelligenza, perché ti glorifichi. 0 Verbo del Padre e irradiazione della sua sostanza, tu che abiti i cieli dove nessuno può penetrare, non rifiutarmi l'amore di cui incendi i santi, perché io mi stringa a te in un'unione indissolubile. Rendimi degno, Signore, di udire con l'orecchio del cuore le voci tremende delle potenze celesti che lodano la tua maestà; rendimi degno di ascoltare il canto che percepiscono i santi.

Vi assicuro, fratelli, che, quando la mia intelligenza coglie quel canto, sensi e facoltà tacciono come immersi in un sonno profondo .

Uomini degni di fede,ai quali erano afidati i misteri, mi assicurarono questo :al momentoin cui le anime

dei santi devono lasciare la terra, la dolcezza di quella voce li attrae e li fa uscire dal corpo.

Donami, Signore, di essere degno di tale visione e di quelle intuizioni angeliche che si manifestano nella preghiera.Fa che io goda del profumo delizioso che da esse si spande.

Rendimi degno di lodarti con tutte le mie forze spirituali,fino nell’eternità beata

 

Dal Vangelo secondo Marco

1,35-39

Al mattino Gesù si alzò quando era ancora buio e,

uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.

 

Dalle Lettere di Sant’Ammonio Epistola XVIII .PO 10,604-605

Carissimi, se desideriamo essere religiosi, è necessario impegnarsi ad abbandonare la folla e a viverne lontani.

Occorre rimanere estranei di corpo, di mente e di cuore alla vita mondana, perché tra gli umani s’incontra

sempre il tumulto.

Nostro Signore ci dette l’esempio nel ritiro in solitudine,quando sali sul monte solo per pregare .

Egli scelse il deserto anche per vincere il diavolo ,non perché fosse incapace di atterrarlo tra la gente,ma

Per insegnarci la solitudine il silenzio ci permettono più facilmente di trionfare sul nemico e di pervenire alla perfezione.

Per di più, il Signore non manifestò affatto la sua gloria ai discepoli in mezzo alla folla, ma se ne scelse alcuni e si rivelò loro su di un alto monte.

Quanto a Giovanni Battista egli visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione in Israele. 1.( Lc 1,80 )

 

10

Pietro, il primo degli apostoli, ci insegna anche lui l'utilità della solitudine. Era solo, infatti, quando vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra.2 ( At 10,11 ). Dio gli parlò e poi l'oggetto fu risollevato al cielo.

Quando Ezechiele ebbe la visione dei quattro animali, che manifestavano la gloria di Dio, non era in città, ma in aperta campagna, perché Dio gli aveva detto: Alzati e va' nella valle; ti voglio parlare. 3.( Ez 3,22 )

La Scrittura mostra dunque che proprio sui monti o in luoghi solitari i santi hanno rivelazioni o visioni.

Nella lettera agli Ebrei, l'Apostolo ci parla di questi santi e del loro genere di vita cosi venerabile, dicendo: Andarono vagando per i deserti. sui monti. tra le caverne e le spelonche della terra. 4.( Eb 11,38 )

Il profeta Geremia, sapendo che la solitudine è cara a Dio, si esprime in modo analogo: E' bene per l'uomo portare il giogo fin dalla giovinezza. Sieda costui solitario.5.( Lam 3,27-28 )

Anche Davide canta nei salmi: Chi mi darai ali per trovare riposo? Ecco, errando fuggirei lontano, abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo dalla furia dei vento e dell'uragano. 6.( Sal 54,7-8 )

 

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A Figli miei, voi trovate nella Scrittura tutti i benefici che arreca la solitudine.

Additandoci la solitudine come esempio, nostro Signore ci invita ad amarla, perché essa è fonte di speranza, secondo quanto attesta il profeta Davide: Da solo, Signore, nella speranza mi fai riposare .7.( Sal 4,9 )

Sempre nel deserto, non in mezzo alla gente ne sulle piazze della città, il profeta Elia ricevette dal ministero. degli angeli un cibo e una bevanda spirituali.

E nel deserto vissero i nostri padri, seguendo l'itinerario tracciato da Giovanni Battista e da tanti altri.

Non figuratevi, fratelli, che tutti quei santi uomini avrebbero progredito nella giustizia rimanendo tra la gente. Infatti, prima erano vissuti in una gran solitudine, esercitandosi nel silenzio contemplativo. Per questo avevano ricevuto potenza da Dio, così che egli abitava in essi. Soltanto allora Dio li mandò fra gli uomini, perché fossero gli ambasciatori di lui e guarissero le malattie.

Dio non strappò quei giusti dalla quiete solitaria e non li mandò nel mondo se non quando essi stessi furono guariti da ogni infermità spirituale in modo da poter operare come medici delle anime.

 

12

Non può accadere che qualcuno sia mandato tra gli uomini per edificarli, se lui stesso è segnato da vari

limiti.

Chi abbandonasse la solitudine, prima di aver raggiunto un grado notevole di perfezione, lo farebbe di suo arbitrio, non per volontà divina.

Dio ha parole di rimprovero in merito a un tale atteggiamento: Io non ho inviato questi profeti ed essi corrono.8.( Ger 23,21 )

Per questo non possono salvare neppure l'anima loro, e tanto meno gioveranno agli altri.

Ma quelli che sono inviati da Dio, non si allontanano volentieri dalla loro solitudine silenziosa. Sanno di avere acquistato nell'esichia una virtù divina. Tuttavia, per non disobbedire al Creatore e per imitarlo, partono a lavorare tra gli uomini.

Il Padre ha mandato dal cielo il suo Figlio a guarire tutte le malattie e le debolezze umane, come sta scritto: Egli si e caricato delle nostre sofferenze, si e addossato i nostri dolori.9.( Is 53,4 ) Cosi, tutti i santi lasciano la solitudine per guarire i fratelli. Essi imitano il Creatore in ogni cosa, per divenire degni dell'adozione a figli di Dio, chiamati a partecipare eternamente al rapporto filiale che unisce il Figlio al Padre.

 

 

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