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Letture della preghiera notturna dei certosini

 

   

4 maggio

SS. GIOVANNI, ROBERTO, AGOSTINO

 

e compagni, martiri monaci

 

Dalle Lettere di san Cipriano di Cartagine.

Epistola ad Thibaritanos, LVIII,1‑3.5‑11. PL 4,349‑358.

 

1

 

Fratelli carissimi, sta per giungere sul nostro capo il giorno della tribolazione: la fine del mondo e i tempi dell'Anticristo sono vicini. Urge tenerci pronti per combattere e non pensare ad altro che alla gloria della vita eterna e alla corona promessa ai testimoni del Signore.

Quello che sta per accadere è senza precedenti. Si avvicina un combattimento cosi serio e feroce che i soldati di Cristo devono prepararsi ad esso con fede intatta e solida virtù. Dobbiamo pensare che ogni giorno ci è offerto il calice del sangue di Cristo, per essere in grado, dopo averlo bevuto, di spargere il nostro sangue per Lui.

Questo significa voler essere trovato con Cristo e imitare ciò che lui ha insegnato e compiuto, come scrive l'apostolo Giovanni: Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si e comportato.1.( 1 Gv 2,6 )

 E l'apostolo Paolo ci esorta con queste parole: Siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo. se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria. 2.( Rm 8,16‑17 )

Dobbiamo considerare tutto questo, perché nessuno rimpianga qualcosa del mondo che ormai sta per finire; è necessario seguire Cristo che vive in eterno e vivifica i suoi servi riuniti nella fede del suo nome.

 

2

 

Fratelli carissimi, sta per giungere il momento già annunziato molto tempo fa da nostro Signore.

 Egli aveva predetto: Verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò  perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché. quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.3.( Gv 16,2‑4 )

Nessuno si stupisca se siamo assaliti da continue persecuzioni e turbati da incessanti angustie. Il Signore aveva predetto che sarebbe accaduto questo alla fine dei tempi, addestrandoci al nostro servizio di soldati con l'insegnamento e l'esortazione della sua parola. Le persecuzioni avvengono per metterci alla prova e per unire anche noi, come i giusti che ci hanno preceduto, all'amore di Dio attraverso la sofferenza e la morte. Ce lo insegna Pietro nella sua Lettera: Carissimi, non siate sorpresi per l'incendio di persecuzione che si e acceso in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi.4.( 1 Pt 4,12‑14 )

 

3

 

Gli apostoli ci hanno insegnato quello che. anche loro hanno 'imparato dai precetti dei Signore e dai suoi celesti comandamenti. Lo stesso Signore conferma le loro parole, dicendo: Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato. a causa del Figlio dell'uomo.

 Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. 5.( Lc 6,22‑23 )

Il Signore vuole che godiamo e siamo pieni di gioia durante la persecuzione, perché allora si offrono le corone della fede ai soldati di Dio e i cieli si aprono per i martiri.

Non ci siamo arruolati nella milizia di Cristo per dover solo pensare alla pace, per rifiutare il servizio ed evitare la guerra, quando il Signore per primo ha marciato in testa al suo esercito.

Lui, maestro di umiltà, di sopportazione e di sofferenza, per primo praticò quello che insegnò poi a fare; ha sofferto prima per noi, lui che ci esorta a soffrire.

Fratelli carissimi, fissate gli occhi su colui che è stato designato dal Padre unico giudice, perché verrà per giudicarci. Egli ha già fatto conoscere la norma della sua sentenza: testimonierà davanti al Padre in favore di chi l'avrà riconosciuto e invece rinnegherà coloro che l'avranno rinnegato.6( Mt 10,32‑33 )

Se avessimo la possibilità di sfuggire alla morte, sarebbe normale temere di morire; ma siccome è inevitabile che l'uomo muoia, allora cogliamo l'occasione che nella sua bontà Dio ci presenta. Affrontiamo l'esilio dalla vita per il premio dell'immortalità. Non ci sbigottisca la paura di essere uccisi, perché sicuramente saremo incoronati.

 

4

 

Imitiamo i tre giovani, Anania, Azaria e Misaele. Nonostante la loro giovane età, non si sgomentarono né li scoraggiò la prigionia dopo la caduta della Giudea e la presa di Gerusalemme. Vinsero invece il re nemico nel suo stesso regno con il coraggio della loro fede.

Quando ricevettero l'ordine di adorare la statua che Nabucodonosor aveva fatto erigere, furono più forti delle minacce e delle fiamme del re. Essi dichiararono e confermarono la loro fede con queste parole:

Re, noi non abbiamo

bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi pero che il nostro Dio che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi. o re, che noi non serviremo mai i tuoi dei e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto. 7.( Dn 3,16‑18 )

I tre fanciulli credevano, grazie alla fede, di poter sfuggire alla morte, ma aggiunsero: Anche se non ci liberasse, 7 .( Dn 3,16‑18 )per far sapere al re che erano anche disposti a morire per quel Dio che adoravano.

E' una dimostrazione di coraggio e di fede il credere e sapere che Dio può sottrarci alla morte che incombe, e tuttavia accettarla senza paura e cedimenti, perché la propria fede ne esca più robusta.

Dalla bocca dei tre fanciulli erompe intatta e invincibile la forza dello Spirito Santo, in modo da confermare il vangelo che attesta: Quando vi consegneranno nelle loro mani non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire perché vi sa  suggerito in quel momento ci che dovrete dire; non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 8 Mt 10,19‑20 )

 

5

 

Quando il re Ciro e il suo popolo intimarono a Daniele di adorare l'idolo di Bel, il giovinetto, volendo rendere onore al suo Dio con pienezza di fede e di libertà, proruppe in queste parole: Io adoro soltanto il Dio vivo che ha fatto il cielo e la terra.9.( Dn 14,5 )

Nella Scrittura un'incredibile testimonianza di coraggio e di fede è senz'altro quella del martirio dei sette fratelli Maccabei. I loro dolorosi supplizi e le molteplici sofferenze, la madre che li incoraggia sotto i tormenti e muore pure lei con essi, non ci esortano attraverso tutto quel patire a desiderare il trionfo del martirio?

Che dire dei profeti, ai quali lo Spirito Santo dette la conoscenza degli avvenimenti futuri? Cosa pensare degli apostoli scelti dal Signore? Tutti quei giusti non ci insegnarono forse a morire per la giustizia?

La nascita di Cristo fu subito segnata dal martirio dei bambini, massacrati a causa di lui nei primi due anni di vita. L'età inabile alla battaglia fu pronta per la corona. L'infanzia innocente fu uccisa, perché apparisse chiara l'innocenza di coloro che subiscono la morte a causa di Cristo. Se persino i piccolissimi subiscono il martirio, allora nessuno è al riparo dalla persecuzione.

Come sarebbe grave per un cristiano, servo di Cristo, non voler patire, quando il suo Signore ha patito per primo! Che vigliaccheria da parte nostra non accettare di soffrire per i nostri peccati, quando lui, che era senza peccato, ha sofferto per noi. Il Figlio di Dio ha affrontato la passione per fare anche di noi i figli di Dio, e il figlio dell'uomo non vuole patire, rinunziando cosi a essere figlio di Dio?

Se siamo sotto il torchio perché il mondo ci odia, Cristo subì per primo l'odio. del mondo; sopportiamo perciò le derisioni o l'esilio o i tormenti, giacché il Creatore e Signore del mondo ne fece per primo la tragica esperienza.

 

6

 

Un servo non e più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me. perseguiteranno anche voi. 10.( Gv 15,20 )

Il Signore Dio nostro quello che ha insegnato l'ha anche fatto, perché non possa aver scuse il discepolo che impara e non fa.

Nessuno di voi, fratelli amatissimi, sia atterrito dal timore di una persecuzione futura o dalla venuta dell'Anticristo che sta per apparire; non sia spaventato in modo tale da non essere trovato già bene armato e pronto a tutto, grazie alle esortazioni dei vangelo e ai precetti che scendono dall'alto.

Viene si l'Anticristo, ma sopravviene: Cristo. Il nemico infierisce con ogni crudeltà, ma subito viene il Signore a vendicare le nostre sofferenze e le nostre ferite; l'avversario si adira e minaccia, ma c'è chi può liberare dalle sue grinfie.

Merita di essere temuta soltanto l'ira di colui al quale nessuno riesce a sfuggire; egli stesso ce ne avverte anticipatamente: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima"11.( Mt 10,28 )

 

7

 

Gli uomini si allenano Per le gare agonistiche del secolo e ambiscono la gloria di essere coronati davanti alla folla, alla presenza dell'imperatore.

Ecco ora per noi una prova sublime e grandiosa, alla quale è destinata la corona celeste. Dio osserva durante il combattimento quelli che ha reso degni di essere suoi figli e fissa con fierezza lo spettacolo della nostra lotta. Mentre combattiamo la battaglia della fede, Dio ci guarda, ci guardano i suoi angeli, anche Cristo ci sta ad osservare. Che onore grande e che felicità combattere sotto lo sguardo di Dio, essere coronati da Cristo giudice!

Armiamoci, fratelli cari, raccogliamo tutte le forze e disponiamoci alla battaglia con animo integro, con fede piena é coraggio disposto a tutto.

Rivestiamo la corazza della giustizia, perché il nostro petto sia difeso contro i colpi dei nemico. I nostri piedi siano calzati e muniti dell'insegnamento evangelico. Cominciando cosi a calpestare e schiacciare il serpente, non saremo morsi e vinti da lui.

Teniamo saldamente lo scudo della fede, perché contro di esso si estingua ogni dardo infuocato che il nemico ci scaglia addosso.

Prendiamo anche a protezione della testa l'elmo spirituale, per difenderci gli orecchi da immagini detestabili. Sia premunita la fronte per conservare inviolato il segno di Dio, e la bocca per confessare vittoriosamente il Signore Gesù Cristo.

Armiamo anche la destra con la spada spirituale, perché respinga vigorosamente i sacrifici immondi e, memore dell'Eucaristia, prenda il corpo del Signore, lo stringa, in attesa di ricevere un giorno da Dio il premio dei beni celesti.

 

8

 

Venga il grande e bel giorno, quello in cui il Signore passerà in rivista il suo popolo e peserà i meriti di ciascuno sulla bilancia della conoscenza divina. Egli caccerà nella Geenna i malvagi e condannerà al fuoco eterno i nostri persecutori.

 A noi invece pagherà il prezzo della nostra fede e della nostra devozione.

Che gioia e che felicità sarà venir introdotti a vedere Dio, resi degni della buona novella della salvezza e della luce eterna, insieme con Cristo, Signore e Dio nostro.

Allora incontreremo Abramo, Isacco e Giacobbe, tutti i patriarchi, gli apostoli, i profeti, i martiri. Godremo le gioie dell'immortalità che riceveremo nel regno dei cieli con i giusti e gli amici di Dio.

Ci sarà dato di assaporare quelle cose che occhio non

vide né orecchio udì, mai entrarono in cuore di uomo.12.( 1 Cor 2,9 )

.Riceveremo lassù ben più di quanto soffrimmo in terra,

secondo questa testimonianza dell'Apostolo: Le sofferenze

del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi. 13.( Rm 8, 18 )

Quando avverrà quella manifestazione e lo splendore di Dio ci illuminerà, saremo nella gioia della beatitudine, onorati dalla stima del Signore. Saranno invece infelici per sempre coloro che avranno abbandonato Dio o si saranno ribellati a lui, tormentati da un fuoco inestinguibile, insieme con il maligno di cui avranno seguito la volontà.

Questi pensieri, fratelli carissimi, vi rimangano in cuore. La nostra preparazione alla battaglia sia questa: avere notte e giorno davanti agli occhi la ricompensa dei giusti e il supplizio dei malvagi, il castigo minacciato per chi rinnega il Signore e la gloria promessa a chi lo riconosce.

Se, mentre riflettiamo e meditiamo su queste cose, arriverà il giorno della persecuzione, il soldato di Cristo, istruito dai precetti e dai moniti dei suo Capo, non temerà la battaglia ma sarà pronto per la corona.

 

 

9

 

Dal vangelo secondo Giovanni.

15,18‑21.26‑27a

 

Prima di passare da questo mondo al Padre, Gesù disse ai suoi discepoli: "Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra".

 

Dalle Catechesi di Simeone il Nuovo Teologo.

Catèchèse 27,295‑326.333‑377. SC 113,121‑127.

 

In apparenza taluni osservano ogni comandamento, ma per vergogna o per rispetto umano non accettano ne ingiurie ne scherni dagli altri, non sopportano colpi e percosse. Essi saranno respinti da Dio. Allora rabbrividisci e trema all'idea.

Dio venne insultato e lo tollerò per la tua salvezza; tu, dunque, sopporta con gioia i colpi e gli scherni. Dio, che riceve uno schiaffo dall'ultimo degli schiavi, ti dà l'esempio di come si vince; e tu non accetterai quel medesimo trattamento da uno come te?

In che modo potrai regnare con Dio ed essere glorificato insieme con lui nel regno dei cieli, se ora ti vergogni d'imitarlo praticando la pazienza?

Disgraziato, che avresti fatto se il Signore si fosse vergognato di farsi uomo per te e ti avesse abbandonato? Saresti rimasto con gli increduli e gli empi nella fossa infernale, dove ti aveva precipitato la trasgressione.

 

10

 

Proclami che Cristo è Dio; tu credi che il Creatore del cielo e della terra si è abbassato, senza annientarsi, uscendo fuori dal seno paterno. Tu credi che dall'altezza infinita della sua deità e della sua indicibile gloria è sceso in terra; credi che si fece vile e povero per te, che sei fango, cenere e polvere.

Come allora rifiuterai di smontare dalla supposta grandezza del tuo trono e di umiliarti davanti al fratello? Chissà che per le sue virtù egli non ti superi, anche se da una visuale umana sembra inferiore a te. Non rinunzierai al tuo abito sfarzoso di fronte alla veste dimessa dell'altro? Non proverai disgusto per questa parvenza risibile che in realtà maschera bruttura piuttosto che splendida gloria? Non vorrai divenire in tutto simile a colui che ti ha creato, umiliandoti di fronte ai fratelli?

 

11

 

Ammettiamo, fratello, che tu abbia lasciato tutto e ti sia fatto povero per il regno dei cieli. Hai imitato il tuo maestro, il Cristo Dio. Guardalo ora: ti è vicino e condivide in tutto la tua esistenza, lui che sta sopra i cieli.

 

Eccovi in cammino insieme per i sentieri della vita. Qualcuno v'incontra e dà uno schiaffo ad entrambi. Il Maestro non replica e tu protesti?

Ma guarda mi obietterai che Cristo rispose a chi l'aveva colpito, dicendogli: Se ho parlato male. dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti? 1( Gv 18,23 )

Gesù non lo disse a mo' di contro riposta, ma perché non aveva commesso peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca. 2( 1 Pt 2,22 )

D'altra parte, egli rispose perché non lo stimassero colpevole e dessero ragione al servo che lo percosse dicendogli: Cosi rispondi al sommo sacerdote ? 3( Gv 18,22 )

Il Signore deve provare con qualche parola la sua innocenza. Il nostro caso invece è diverso, colpevoli di tanti peccati come siamo. Tant'è vero che in seguito il Salvatore sopporta maltratta

menti peggiori, ma non una volta si lascia sfuggire una

parola; anzi, lo sentono persino pregare per i suoi crocifissori.

 

12

 

In balia della derisione, Gesù non si adira, e tu osi irritarti? Lui si sottomette agli sputi, agli schiaffi, ai colpi di flagello, e tu non puoi accettare neppure una parola dura?

Lui subisce la croce, questa morte ignominiosa, la tortura dei chiodi, e tu non accetti i compiti poco onorevoli? Come potrai partecipare alla sua gloria, se non accetti di condividere la sua morte infamante?

Davvero non serve che tu abbia abbandonato la ricchezza, se non vuoi prendere la croce, fidandoti della verità del suo comando: Vendi quello che possiedi, dallo ai poveri; poi vieni e seguimi. 4( Mt 19,21 )

Fratelli, ascoltatemi: osserviamo tutti i comandamenti di Cristo; per amore del regno dei cieli sopportiamo le prove che ci assalgono. Cosi potremo comunicare alla gloria di Cristo, partecipare alla vita eterna, godere l'eredità dei beni ineffabili, in Cristo Signore, a cui è la gloria nei secoli. Amen.

 

 

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