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3 maggio SANTI FILIPPO E GIACOMO apostoli
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Dal trattato "Sull'unità della Chiesa cattolica" di san Cipriano di Cartagine.
Liber de unitate Ecclesliae,5‑6.12.23‑24. PL 4,501‑504.508‑09.517‑18.
Una sola è la Chiesa, anche se si estende numerosa per ogni dove con rigogliosa fecondità, come una sola è la luce anche se i raggi dei sole sono molti; come uno solo è il tronco che affonda le sue profonde radici, anche se i rami dell'albero sono molti. Una sola resta la sorgente, anche se moltissimi sono i ruscelli che da lei scorrono; anche se la sua ricchezza sembra sgorgare in notevole quantità e moltiplicarsi, l'unità però si conserva grazie all'origine. Prova a togliere un raggio del sole dal suo corpo luminoso: l'unità della luce non tollera divisione. Strappa un ramo da un albero: il ramo spezzato non potrà germogliare. Interrompi un ruscello dalla sorgente: il ruscello inaridisce. Allo stesso modo anche la Chiesa, illuminata dalla luce del Signore, diffonde per tutto il mondo I suoi raggi. Tuttavia quella luce, che si diffonde in ogni luogo, resta una sola e l'unità del corpo non può essere divisa. La Chiesa estende i suoi rami per tutta la terra con esuberante fecondità ed espande su vaste regioni i ruscelli che scorrono ricchi di acqua. Uno solo però è il principio, una sola la sorgente e una sola la madre feconda e ricca di figli; nasciamo dal suo grembo, ci nutriamo del suo latte, siamo animati dal suo spirito.
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Non si può corrompere la Sposa di Cristo: essa rimane intatta e pura. Conosce una sola casa e custodisce con casto pudore la santità di un solo talamo. Essa ci custodisce per Dio e destina al Regno i f igli che ha generato. Chi si allontana dalla Chiesa, commette adulterio e si priva delle promesse fatte alla Chiesa. Costui non giungerà mai alle ricompense di Cristo: diventa un forestiero, un profano, un nemico. Non può avere Dio come padre, chi non ha la Chiesa come madre. Se si fosse potuto salvare chi si trovava fuori dell'arca di Noè, anche chi si trova fuori della Chiesa si salverebbe. Il Signore ammonisce: Chi non é con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. 1.( Mt 12,30 ) Chi rompe la pace e la concordia di Cristo agisce contro Cristo. Chi raduna altrove e non nella Chiesa, disperde la Chiesa di Cristo. Dice il Signore: lo e il Padre siamo una cosa sola.2.( Gv 10,30 ) E in un altro passo è scritto del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: E i tre sono uno.3( 1 Gv 5,7 ) L'unità della Chiesa trae origine dalla stabilità divina e rimane unita per i sacramenti celesti. Chi potrà pensare che l'unità ecclesiale si possa rompere e venir meno a causa delle divergenze di coloro che non hanno idee ortodosse? Chi non possiede quest'unità non possiede la legge di Dio, la fede nel Padre e nel Figlio, si separa dalla vita e dalla salvezza.
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Il Signore, quando raccomandò ai suoi discepoli l'unione e la pace, disse: In verità vi dico: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa. il Padre mio che e nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome. io sono in mezzo a loro 4. Mt( 18,19‑20 ) Il Signore volle dunque rivelare che sarà concesso moltissimo non tanto al gran numero di quelli che pregano, ma alla loro unanimità. Cristo mette al primo posto l'unanimità, giacché dice: Se due di voi si accorderanno 4 Mt( 18,19‑20 ). Premette la concordia che deriva dalla pace, consegnandoci dei punti fermi di fede, perché andassimo d'accordo tra di noi. Ma come può andare d'accordo con un altro chi non lo è con tutto il corpo della Chiesa e con tutti i fratelli? Come possono unirsi nel nome di Cristo due o tre che si sono separati da Cristo e dal suo vangelo? Non è la Chiesa che li ha rigettati, ma sono loro ad essersi separati da lei. Hanno cosi fatto nascere eresie e scismi, perché costituendosi in conventicole appartate, hanno abbandonato il principio e l'origine della verità.Quando il Signore dice: Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro,4 Mt( 18,19‑20 ) egli parla della sua Chiesa a coloro che vi appartengono. Se essi saranno concordi e pregheranno in comunione, seguendo I suoi comandi e il suo insegnamento, anche se fossero riuniti solo in due o tre, potranno ottenere dalla maestà di Dio ciò che chiedono.
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Vi è un solo Dio, un solo Cristo e una sola Chiesa, una sola fede e un solo popolo. E la coesione nella concordia fa di questo popolo un corpo fortemente compatto. Non si può dividere l'unità. E' come per il corpo che non si può scompaginare, senza romperne l'unità o farlo a pezzi, lacerando o strappandone le membra. Tutto quello che si allontana dalla sorgente della propria vita non potrà esistere per conto suo né respirare, perché perde la sostanza vitale.Lo Spirito Santo ci ammonisce con queste parole: C'è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene?Preserva la lingua dal male,le labbra da parole bugiarde. 5.( Sal 33,13‑15 ) Sta' lontano dal male e fa' il bene,5.( Sal 33,13‑15 ) cerca la pace e perseguila.Il figlio della pace deve cercarla e seguirla. Chi conosce e ama la carità che unisce, deve trattenere la lingua dal male della divisione. Il Signore, ormai prossimo alla sua passione, aggiunse questo al suoi divini precetti: Vi lascio la pace vi do la mia pace. 6.( Gv 14,27 9 Questa è l'eredità che Cristo ci ha lasciato e in essa sono racchiusi tutti i doni e le ricompense che ci promise. Se siamo eredi di Cristo, rimaniamo nella pace di Cristo. Se siamo figli di Dio, dobbiamo essere persone che costruiscono la pace, dato che sta scritto: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.7.( Mt 5,9 ) I figli di Dio devono quindi essere artefici di pace, miti di cuore, semplici nelle parole, concordi nell'amore, uniti fedelmente mediante il vincolo della concordia.
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Dalle "Risposte a Talassio" di san Massimo il Confessore. Questiones ad Thalassium,63. PG 90,666‑670.
La fulgida e splendente grandezza della Chiesa fu un tempo annunziata al profeta Zaccaria con la visione di un candelabro d'oro puro l ( Zc 4,2 )Penso che quel simbolo fosse destinato a mostrare la potenza e la novità del mistero ecclesiale. Questo candelabro è infatti d'oro massiccio, perché la Chiesa è pura, incontaminata e degna di ogni benedizione; senza poter subire contraffazioni di alcun genere, essa apportatrice della vera luce. L'oro è inalterabile: sepolto, non si offusca ne si guasta causa della ruggine; gettato nel fuoco, non si consuma. Inoltre, per una sua speciale proprietà, irrobustisce e rinnova la forza visiva di chi lo guarda. La gloriosa Chiesa di Dio concorda dunque realmente con la natura purissima dell'oro. Essa è inalterabile, perché nulla di estraneo e di fittizio corrompe nel suo seno il mistero della conoscenza di Dio. La Chiesa è pura, perché rifulge dello splendore scintillante delle virtù; è incorrotta, perché nessuna passione la deturpa; è inviolata. perché inaccessibile a qualsiasi spirito maligno.
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Simile a oro, puro, la Chiesa non è offuscata dalla ruggine del male, prodotto dalle vicende terrene. Incorruttibile e inalterabile, non riescono né a consumarla il fuoco delle ricorrenti persecuzioni, né a scuoterla le forti e rinnovate tempeste scatenate dalle eresie. La Chiesa non è mai sminuita né intellettualmente né vitalmente, perché la sua fede e i suoi costumi restano Integri. Infatti, mai il peso e la gravità delle prove causano in lei decadenza o cedimenti di sorta, ma essa trova nella grazia di Dio la forza intellettuale necessaria per conservare piamente la fede. La Chiesa invita i peccatori a conversione e offre loro la luce della vera scienza; protegge quelli che amano contemplare i suoi misteri, perché conserva integra la verginità della loro mente. La Chiesa, infine, rianima quanti sono in preda all'angoscia, e con la parola di esortazione rinnova il loro animo infermo.
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La lampada posta sul candelabro, di cui parla la Scrittura, è la luce del Padre, quella vera, che illumina ogni uomo che viene al mondo.2 ( Gv 1,9 )E' il Signore nostro Gesù Cristo che, prendendo da noi la nostra carne, divenne e fu chiamato lampada, cioe sapienza e parola connaturale al Padre. E' questa lampada che la Chiesa di Dio mostra con fede e amore nella predicazione, e che viene tenuta alta splende agli occhi dei popoli nella vita santa dei fedeli nella loro condotta ispirata ai comandamenti. Essa fa luce a tutti quelli della casa, cioè a tutti gli uomini di questo mondo. La stessa divina Parola infatti dice che non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.3.( Mt 5,15 ) Il Verbo chiama sé stesso lucerna, in quanto, pur essendo Dio per natura, si fece uomo per dispensare la sua luce. E anche il grande Davide comprese tutto questo, io penso, quando chiamò il Signore lucerna, dicendo: Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.4.( Sal 118,105 )
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La Scrittura parla del nostro Salvatore come di una lucerna, perché egli ci libera dalle tenebre dell'ignoranza e del vizio. Dissipando l'ottenebramento dovuto all'errore e le fosche ombre del peccato, Cristo diviene per tutti via di salvezza. Con la luce della conoscenza e della virtù egli guida al Padre coloro che camminano con lui sulla via della giustizia e dei comandamenti divini. Quanto al lucerniere, esso rappresenta la santa Chiesa, perché in lei risplende la parola di Dio mediante la predicazione; con i bagliori della verità essa illumina quanti si trovano in questo mondo come in una casa, arricchendo le intelligenze con la conoscenza di Dio. Questa parola annunziata non vuole essere in nessun modo tenuta sotto il moggio, ma posta bene in alto, dove più sublime è la bellezza della Chiesa. Infatti, finché la parola è nascosta dalla lettera della legge come da un moggio, lascia tutti privi della luce eterna. Essa non può trasmettere la visione spirituale a chi non si sforzi di togliere il velo del senso materiale e può addirittura fuorviare verso l'errore. Poniamo invece la lucerna sopra il lucerniere, cioè sulla santa Chiesa, in modo che dall'alta cima d'una ínterpretazione autentica ed esatta mostri a tutti lo splendore delle verità divine.
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Dal vangelo secondo Giovanni. 14,1-13 Prima di passare da questo mondo al Padre, Gesù disse ai suoi discepoli: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me"
Dal Discorsi di sant'Agostino. Sermo 142,1‑2.5.6‑7. PL 38,778‑779.781‑783.
Dalle sacre Scritture attingiamo la forza d'animo per non affondare nella depressione e insieme quel sacro terrore che sgonfia il nostro orgoglio. Mantenerci sulla via mediana, diritta e sicura, fra i due baratri della disperazione a sinistra e della superbia a destra, sarebbe quasi impossibile, se non ci fosse il Signore a dirci: Io sono la via, la verità e la vita. Per dove vuoi passare? lo sono la via. Dove vuoi andare? lo sono la verità.Dove vuoi stabilirti? lo sono la vita Perciò camminiamo sicuri lungo la via, ma anche cauti, a motivo degli agguati che la costeggiano. L'avversario non osa tendere insidie sulla via, perché la via è Cristo; ma non smette di farlo ai lati del percorso. Perciò leggiamo nel salmo: Pongono agguati sul mio cammino.1 .( Sal 139,6 ) E un altro passo della Scrittura dice: Sappi che cammini in mezzo ai lacci. 2 .( Sir 9,13 ) Questi lacci non sono sulla via, ma soltanto sui fianchi. Perché tanta paura? Finché ti manterrai sulla via non avrai nulla da temere. Ma trema all'idea di poter deviare, giacché Dio permette all'avversario di tendere agguati agli orli della strada. In un'euforica baldanza potresti abbandonare la via e cadere in trappola.
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La via è Cristo umile; ma Cristo è anche il Dio altissimo, per cui è verità e vita. Se stai alla sequela di Cristo umile, perverrai alla sua grandezza. Se tu, debole come sei, non disprezzi la sua umiltà, ti stabilirai pieno di forza nell'Altissimo. Cristo non si è forse abbassato per guarire la tua infermità? Lo stesso Medico divino è dovuto venire da te, tanto la tua malattia era un ostacolo insormontabile. L'infermità ti poteva sembrare tollerabile, se almeno ti fossi potuto recare di persona dal medico. Eri invece cosi debole, che lui stesso è venuto da te. La nostra superbia ci aveva fatto perdere la vita e ci impediva di ritrovarla. Allora è venuto Cristo a insegnarci con l'umiltà la strada del ritorno alla vita. Quando era ancora sano, il nostro cuore si innalzò contro Dio e trascurò i suoi precetti salutari; cosi cademmo malati. Ora, da infermi, impariamo ad ascoltare colui del quale non facemmo conto da sani.
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Sta' ad ascoltare. Colui che ha detto: Entrate per la porta stretta,3.( Mt 7,13 ) disse pure: lo sono la via. Quasi che il superbo domandi: "Per dove entrerò?", e Cristo gli risponde: lo sono la via. Entra per me; se vuoi entrare per la porta, devi camminare attraverso me. Come ti dissi che sono la via, cosi ti dico ugualmente che sono la porta. Non cercare più per dove passare, per dove far ritorno, per dove entrare. Mi sono fatto via e porta, affinché non ti smarrisca più da alcuna per te. Cristo riassume tutto il suo insegnamento quando ci esorta a essere umili e miti.4.( Mt 11,29 ) Se ci mettiamo ad ascoltare questa sua parola chiarissima, sapremo dove si trova la via, ciò che è e dove conduce. Quale è Il tuo scopo nella vita? Dove vuoi andare? Probabilmente la tua Insaziabile ambizione vorrebbe possedere tutto. Ricorda che il Signore ha detto: Tutto mi è stato dato dal Padre mio. 5.( Mt 11,27 ) Forse penserai: "Se tutto è stato consegnato a Cristo, che cosa resterà per me?". Ascolta come Cristo ti ha amato quando non eri amabile. Senti quanto Cristo ti ha amato quando eri brutto e deforme e nulla in te poteva attirare l'amore. Il Signore, però, ti ha amato per primo, per renderti degno di essere amato.
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Ecco qui Dio umile, ma l'uomo persiste superbo. Ascolta, impara ciò che ti dice il Signore: Tutto mi e stato dato 5.( Mt 11,27 ) dal Padre mio. Se desideri possedere tutto, lo avrai con me; se desideri il Padre, lo avrai per mezzo di me, lo avrai in me, perché nessuno conosce il Padre se non il Figlio.5.( Mt 11,27 ) Vieni dunque dal Figlio, non disperare e ascolta la frase intera: Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.5 .( Mt 11,27 ) Esiti ancora? Credi che ti sia impossibile seguire il suo invito e passare per la via stretta? Allora ascolta il Signore: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi.6.( Mt 11,28 ) Il carico è la vostra superbia e lo vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.4.( Mt 11,29 ) Sono queste le parole che proclama il Maestro degli angeli, è questo il messaggio del Verbo di Dio, che nutre tutte le menti con un cibo inalterabile e delizioso. Egli grida: Imparate da me 4.( Mt 11,29 ). Ma che cosa vuole insegnarci? Imparate da me, che sono mite e 'umile di cuore.4.( Mt 11,29 ) Fratelli, il farmaco per tutti i nostri mali sta qui: imparare a essere miti e umili di cuore, come il Cristo Gesù. |
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