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29 aprile
SANTA CATERINA DA SIENA dottore vergine
1
Dal "Dialogo della divina Provvidenza" di santa Caterina da Siena.
Capp.153 e 167. Messaggio di santa Caterina da Siena. Vincenziane, 1970,326‑327.172‑175. Testo adattato.
0 Padre eterno! 0 fuoco e abisso di carità! 0 eterna bellezza, o eterna sapienza. o eterna bontà, o eterna clemenza! 0 speranza, o rifugio dei peccatori! 0 larghezza inestimabile, o eterno e infinito bene! 0 pazzo d'amore! E hai tu bisogno della tua creatura? Si, a me sembra, perché tu hai modi tali come se tu senza di lei non potessi vivere, sebbene tu sia la vita e ogni cosa abbia vita da te, e senza di te nessuna cosa vive. 1( Gv 1,3‑4 ) E perché mai sei cosi impazzito? Perché t'innamorasti della tua fattura, ti compiacesti e dilettasti in lei, e come ebbro della sua salute la vai cercando mentre ella ti fugge e più si allontana e più a lei ti avvicini; e più vicino non potevi venire che vestendoti della sua umanità. Che dirò mai? Faro come chi balbetta e dirò: "A,a"; perché non so dire altro che questo: la mia lingua finita non può esprimere l'intimo affetto dell'anima che infinitamente desidera te.
2
Grazie siano rese a te, Padre eterno, che non hai disprezzato me, tua creatura; non hai voltata la tua faccia da me, ne hai disprezzati I miei desideri. Tu, luce, non hai guardato alle mie tenebre; tu, vita, non hai guardato a me che sono morte; tu, medico, alle mie gravi infermità; tu, eterna purità, a me che sono piena del fango di molte miserie; tu, che sei infinito, a me che sono finita; tu, sapienza, a me che sono stoltezza. Per tutti questi ed altri infiniti mali e difetti che sono in me, la tua sapienza, la tua bontà, la tua clemenza e il tuo infinito bene non mi hanno disprezzata, ma nella tua luce mi hai riempita di luce. 2 ( Sal 35,10 )Nella tua sapienza ho conosciuto la verità, nella tua clemenza ho trovato la tua carità e la dilezione del prossimo. Chi ti ha costretto a far questo? Non le mie virtù, ma solo la tua carità.
3
Questo medesimo amore ti costringa ad illuminare l'occhio del mio intelletto con la luce della fede, perché io conosca e intenda la tua verità, che hai manifestata a me. Concedimi che la mia memoria ricordi sempre i tuoi benefici, la mia volontà arda nel fuoco della tua carità e questo fuoco faccia germogliare e sprizzare dal mio corpo il sangue in modo che con questo sangue, dato per amore del sangue tuo, e con la chiave dell'obbedienza io disserri la porta del cielo. Questa medesima cosa ti domando dall'intimo del mio cuore per ogni creatura umana, in generale e in particolare, e per il corpo mistico della santa Chiesa. lo confesso e non lo nego che tu mi amasti prima che lo fossi, e che tu mi ami ineffabilmente, come pazzo della tua creatura. 0 Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l'unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue del tuo unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei un mare profondo, in cui più cerco e più trovo; e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile. e l'anima, saziandosi nel tuo abisso. non si sazia mai, ma le rimane sempre la fame di vederti con la luce della tua luce. 2( Sal 35,10 )
4
Come il cervo desidera la fonte dell'acqua viva, 3 ( Sal 41,2 ) cosi la mia anima desidera di uscire dal carcere del corpo tenebroso per vedere te In verità. Quanto tempo ancora sarà nascosta la tua faccia agli occhi miei? 4( Sal 41.3 ) 0 Trinità eterna, fuoco e abisso di carità, dissolvi la nuvola del mio corpo! La conoscenza che tu mi hai dato di te nella tua verità mi costringe a desiderare di lasciare la gravezza del mio corpo e dare la vita a gloria e a lode del nome tuo. Io ho gustato e veduto col lume dell'intelletto nella tua luce, l'abisso tuo, Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura. Per questo, guardando me in te, vidi che lo sono tua immagine, partecipe, per tuo dono, della potenza tua, Padre eterno, e della sapienza tua nel mio intelletto, sapienza che è appropriata al tuo unigenito Figliuolo. Lo Spirito Santo, poi, che procede da te e dal Figliuolo tuo, mi ha data la volontà con cui posso amarti.
5
Tu, Trinità eterna, sei creatore e io creatura; e ho conosciuto perché tu me ne hai data l'intelligenza, quando mi hai ricreata con il sangue del tuo Figliuolo che tu sei Innamorato della bellezza della tua creatura. 0 abisso, o Deità eterna, o mare profondo! E che più potevi dare a me, che dare te medesimo? Tu sei fuoco che sempre ardi e non consumi; tu sei fuoco che consumi nel tuo calore ogni amor proprio dell'anima. 5( Eb 12.29 ) Tu sei fuoco che togli ogni freddezza. Tu Illumini e con la tua luce m'hai fatto conoscere la tua verità. Tu sei quella luce che è sopra ogni luce e che dai luce soprannaturale all'occhio dell'intelletto, in tanta abbondanza e perfezione da chiarificare il lume stesso della fede, dalla quale vedo che l'anima mia trae vita e nella cui luce riceve te, luce.
6
Nella luce della fede, nella sapienza dei Verbo tuo Figlio acquisto la sapienza; nella luce della fede sono forte, costante e perseverante; nella luce della fede spero: essa non mi lascia venir meno nel cammino. Questa luce m'insegna la via e senza di essa camminerei nelle tenebre. Perciò ti dissi, Padre eterno, che tu mi illuminassi con la luce della santissima fede. Veramente questa luce è un mare, perché nutre l'anima in te, mare pacifico, Trinità eterna. L'acqua di questo mare non è torbida, e l'anima non ha timore perché conosce la verità; è un'acqua limpidissima che manifesta le cose nascoste: onde, dove abbonda l'abbondantissima luce della fede in te, essa quasi certifica l'anima di quello che crede. Essa è uno specchio per mezzo del quale tu, Trinità eterna, mi fai conoscere; poiché, guardando in questo specchio e tenendolo con la mano dell'amore, esso mi rappresenta me, tua creatura, in te, e te in me, per l'unione che facesti della deità con la nostra umanità.
7
Specchiandomi in questa luce ti conosco come sommo bene, bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza. Sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza. Tu,cibo degli angeli, ti sei dato agli uomini con fuoco d'amore. Tu, vestimento che copri ogni nudità, pasci gli affamati nella tua dolcezza che è dolce senza alcuna amarezza. 0 Trinità eterna, nella luce che tu mi desti per mezzo della santissima fede io ho conosciuto, per le molte e mirabili tue illustrazioni, la via della grande perfezione, affinché io serva a te con luce e non con tenebre e sia specchio di buona e santa vita ed esca dalla mia miserabile vita, poiché, per mio difetto, ti ho finora servito nelle tenebre.
8
Non ho conosciuto la tua verità e perciò non l'ho amata. E perché non ti conobbi? Perché non ti vidi coi glorioso lume della santissima fede, avendomi la nuvola dell'amor proprio offuscato l'occhio dell'intelletto. Ma tu, Trinità eterna, con la tua luce dissolvesti le tenebre. Chi potrà giungere alla tua altezza e renderti grazie di tanto smisurato dono e dei larghi benefici, quanti tu hai dati a me, e della dottrina della verità che tu mi hai data? E' questa una grazia particolare oltre a quella generale che tu dai alle altre creature. Volesti così accondiscendere alla mia necessità e alla necessità delle altre creature che dentro ci si specchieranno. Rispondi tu, o Signore: tu medesimo hai dato e tu medesimo rispondi e soddisfa, infondendo in me lume di grazia, affinché con questo lume lo ti renda grazie. Vestì, vesti me di te, Verità eterna, sì che io corra questa vita mortale con vera obbedienza e col lume della santissima fede, del quale lume mi sembra che tu di nuovo inebri l'anima mia. Siano rese grazie a Dio. Amen.
9
Dal vangelo secondo Giovanni. 14,19-23 Prima di passare da questo mondo al Padre, Gesù disse ai suoi discepoli:"Se uno mi ama, osserverà la mia parola il Padre mio lo amerà noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui".
Omelia dai Trattati di San'Agostino sul vangelo di Giovanni. In Io,tr.75,4‑5;76,2. PL 35,1830.1831.
In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. Di che giorno si tratta? Del giorno del quale è detto: Ancora un poco e mi vedrete. perché voi vivrete. Quel giorno potremo finalmente vedere ciò in cui oggi crediamo. Oggi, infatti, Cristo è in noi e noi in lui, ma ora lo crediamo, allora lo sapremo. Anche ora lo sappiamo ma per fede, mentre in quel giorno lo contempleremo a faccia a faccia. Finché siamo in questa carne corruttibile che appesantisce l'anima, siamo esuli lontani in cammino 1( 2 Cor 5,6 )verso il Signore, nella fede e non nella chiara visione. Ma nell'ultimo giorno lo vedremo cosi come egli è. 2( 1 Gv 3,2 ) Se Cristo dimorasse già in noi, Paolo non avrebbe detto: Se Cristo è in voi, il vostro corpo e morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. 3 Rm ( 8,10 1 ) Si, davvero noi siamo già in Cristo, perché lui stesso lo afferma chiaramente dicendo: Io sono la vite. voi i tralci.4.( Gv 15,5 ) Nell'ultimo giorno, quando il nostro essere mortale sarà stato assorbito dalla vita, riconosceremo che Cristo è nel Padre, che noi siamo in lui e lui in noi. In quel giorno, infatti, si attuerà in pienezza ciò che oggi è già iniziato, cioè: Cristo è in noi e noi in lui.
10
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva. questi mi ama. Ecco chi mi ama davvero: colui che riceve i miei comandamenti nella memoria, nelle parole, negli atti, e vi rimane fedele nella vita, negli atteggiamenti, nell'operare e nella perseveranza. L'amore va dimostrato con le opere; se l'amore non produce frutti, resta sterile espressione verbale. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui. Gesù dice: "Lo amerò". Ciò significa che ci amerà soltanto allora, e adesso no? Niente affatto! Come potrebbe il Padre amarci senza il Figlio, o il Figlio senza il Padre? Il Padre e il Figlio come potrebbero amare separatamente, loro che agiscono sempre indivisibili? Ecco perché Cristo soggiunge: E mi manifesterò a lui. Ciò vuol dire: allora gli mostrerò il mio amore per potermi manifestare a lui. Oggi Cristo ci ama, affinché crediamo in lui e conserviamo il deposito della fede; in quel giorno egli ci amerà, affinché possiamo vederlo e godere della ricompensa promessa alla fede. E noi ora l'amiamo credendo a ciò che vedremo, e in quel giorno lo ameremo vedendo ciò che avremo creduto.
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Se uno mi ama.. osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Questa parola ci espone il motivo per cui Cristo si manifesta ai suoi e non agli altri, compresi sotto la denominazione di mondo. Quelli che amano Cristo, gli appartengono, ma gli altri, senza amore per lui, gli sono estranei. Si tratta dello stesso motivo che viene indicato nel salmo: Fammi giustizia.. mio Dio.. e separa la mia causa dalla gente perversa. 5.( Sal 42,1 ) Coloro che amano Cristo vengono scelti appunto in forza di questa loro carità. Ma quelli che non amano Cristo, anche se parlassero le lingue degli uomini e degli angeli, sono come un bronzo che risuona, o un cembalo che tintinna; e se avessero il dono della profezia e conoscessero tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessero tutta la pienezza della fede, cosi da trasportare le montagne, non sono nulla; e se distribuissero tutte le loro sostanze e dessero il loro corpo per essere bruciato, non gli gioverebbe a niente.6( 1 Cor 13,1‑3 )
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Proprio l'amore fa distinguere i santi dal mondo. Quest'amore li fa abitare unanimi in quella casa 7( Sal 67,7 )dove pongono la loro dimora il Padre e il Figlio; sono le Persone divine a comunicare l'amore a quelli cui alla fine si manifesteranno apertamente. Di questa manifestazione il discepolo interrogò il Maestro, sicché non soltanto quelli che ascoltavano la parola del Signore dalla sua viva voce, ma anche noi, attraverso il suo vangelo, potessimo conoscere la sua risposta. Giuda aveva domandato della manifestazione del Cristo, e udì una risposta che parla dell'amore e della sua dimora in noi. Esiste dunque una manifestazione interiore di Dio, che gli empi non conoscono affatto: a essi, ne il Padre, ne lo Spirito Santo si manifestano mai. |
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