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Letture della preghiera notturna dei certosini

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 Anno A

 

28 dicembre

 

SANTI INNOCENTI martiri

 

1

 

DaIl'Apocalisse di san Giovanni , cap. 6°.(6.9-17)

 

Quando l'Agnello apri il quinto sigillo, vidi sotto l'altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa. E gridarono a gran voce:

"Fino a quando, Sovrano, tu che sei santo e verace, non farai giustizia e non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra?".

Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro.

Quando l'Agnello apri il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi. Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto.

Allora i re della terra e i grandi, i capitani, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero, si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti; e dicevano ai monti e alle rupi: Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello,perché è venuto il gran giorno della loro ira, e chi vi può resistere?

 

2

 

Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta.

Vidi poi un altro angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: "Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi".

Poi udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Israele: dalla tribù di Giuda dodicimila; dalla tribù di Ruben dodicimila; dalla tribù di Gad dodicimila; dalla tribù di Aser dodicimila; dalla tribù Neftali dodicimila dalla tribù Manasse dodicimila dalla tribù Simeone dodicimila dalla tribù Levi dodicimila dalla tribù Issacar dodicimila dalla tribù Zabulon dodicimila dalla tribù dodicimila dalla tribù di Giuseppe dodicimila dalla tribù di Beniamino dodicimila.

 

3

 

                                                                                                           7,9‑17

Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. E gridavano a gran voce:

"La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello".

Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:

"Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen".Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse:

"Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?". Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide coi sangue dell'Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

 

Non avranno più fame,

né avranno più sete,

né li colpirà il sole,

né arsura di sorta,

perché l'Agnello che sta in mezzo al trono

sarà il loro pastore

e li guiderà alle fonti delle acque della vita.

E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi".

 

4

 

 

 Poi guardai ed ecco l'Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo.

Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe.

Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi.

E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra.

Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l'Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l'Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia.

 

5

 

Dai Discorsi di san Bernardo.

 

In Nativitate SS. Innocentium. PL 183,129‑132.

 

Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Dio, il Signore. e nostra luce.1.( Sal 117,26.27 )

 Benedetto il tuo nome glorioso e santo. 2.( Dn 3,52 )

Il Figlio di Maria non venne invano da noi, ma ha effuso il nome e la grazia della santità. Lui, il Santo, ha santificato Stefano, Giovanni e i santi Innocenti.

Le tre feste che accompagnano la nativitá del Signore ci dispongono a perseverare nell'amore, grazie ad una celebrazione continua, e ci rendono più attenti ai frutti di questa natività. Notiamo infatti tre tipi di santità in queste tre feste, e non penso se ne possa trovare fra gli uomini un quarto, oltre a quei tre.

In santo Stefano ammiriamo un martirio desiderato e consumato; in san Giovanni Il martirio è solo desiderato, e per i santi Innocenti è soltanto consumato. Tutti bevvero al calice della salvezza, ma in maniera diversificata: spiritualmente, corporalmente oppure in ambedue i modi.

 

6

 

Qualora uno dubiti della gloria dei santi Innocenti, non crederà neppure che appartengano ai figli di adozione quanti sono rigenerati in Gesù Cristo: soltanto una simile supposizione può rifiutare la corona del martirio a quei bambini massacrati per Gesù Cristo.Il Figlio di Dio è nato per noi, non contro di noi. Non possiamo lasciare che ci sfiori il dubbio in ordine al suo disegno di felicità per noi tutti, quindi anche per quelle creaturine. Come Cristo avrebbe potuto tollerare che quei bambini, suoi coetanei, fossero trucidati quando a impedirlo bastava un solo moto della sua volontà, se quella morte

non fosse stata per essi la sorgente di un maggior bene?

Nell'antica legge era sufficiente la circoncisione, perché i bambini fossero salvati, senza il minimo concorso della loro volontà. Quanto più nella nuova legge il battesimo del martirio basta a farne dei santi!

 

7

 

Se mi domandate in che consista il merito dei santi Innocenti, per ricevere da Dio la beatitudine, vi dirò: "Domandate a Erode che crimine avevano commesso per venir massacrati".

Credete forse che la bontà di Cristo sia inferiore alla crudeltà di Erode? Se quest'ultimo poteva far perire degli innocenti, non pensate che Cristo poteva incoronare quelli che avevano sostenuto il marti rio al suo posto?

Stefano è martire agli occhi degli uomini perché la sua passione si presenta come volontaria, soprattutto nell'ultima ora, quando i suoi carnefici gli stanno più a cuore della propria vita.

Egli supera la sofferenza fisica con un'affettuosa compassione, giacché prova maggior dolore per il delitto dei suoi persecutori che per lo strazio delle proprie ferite.

Giovanni è martire agli occhi degli angeli, perche quei puri spiriti scorsero più chiaramente di noi le connotazioni spirituali della dedizione dell'apostolo.

Ma questi bambini, o mio Dio, sono i tuoi martiri, giacché né gli uomini né gli Angeli trovano in essi un qualche merito. In loro brilla soltanto l'opera della tua grazia divina.

 

8

 

0 Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza con la bocca dei bimbi e dei lattanti.3.( Sal 8,2‑3 )

Ma dove sta il volere in questi bambini? Gli angeli certo dissero ai pastori: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volantà. 4.( Lc 1, 14 )

Eppure, oso affermarlo: la lode non sarà perfetta e compiuta se non nel tempo in cui tornerà tra di noi colui che ha detto:

Lasciate che i bambini vengano a me perché di questi è il regno dei cieli 5 .( Mt 19,14 )

Allora il sacramento della sua misericordia darà la pace agli uomini senza il minimo coinvolgimento della loro volontà.

Rendiamo grazie al nostro buono e munifico Salvatore, fratelli, perché egli cerca ogni occasione e ogni possibilità per procurare salvezza agli umani. Il suo amore è tale che egli si rallegra di trovare in alcuni l'opera e la volontà, in altri la volontà senza l'opera e in altri ancora l'opera senza la volontà. Vuole infatti che tutti gli uomini siano salvati e giungano a conoscerlo. Questa e la vita eterna: che conoscano te. l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. il auale con te è un solo e vero Dio. Benedetto nei secoli.

 

 

9

 

Dal vangelo secondo Matteo.

2,13-18

Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.

 

Omelia su questo vangelo attribuita a sant'Agostino. 1

Sermo Casinensis, 3,38. PLS II,1321‑1323.

 

Erode voleva sopprimere un bambino solo, ma ne fece entrare centoquarantamila in paradiso. Il bambino risparmiato, causa del massacro,doveva un giorno salvare una moltittudine di uomini con il suo sacrificio.

Per quel primogenito gli innocenti perirono di spada, ma per il peccato del mondo proprio quel bambino si lascerà appendere alla croce. La morte degli innocenti riempi il cielo, la morte dell'Unigenito svuotera l'inferno.

Questo Re ha introdotto gli innocenti in una luce invisilbile all'occhio umano, e ha illuminato con il suo fulgore le tenebre degli inferi. Gli angeli esultano per i loro nuovi compagni, ma i demoni tremano per un arrivo cosi glorioso, domandandosi a vicenda: Chi è mai costui, uscito con tanto onore dal mondo?

Vi è gioia in cielo per quelle anime luminose, ma vi è pianto per i demoni all'inferno, i cui chiavistelli sono spezzati. Gli angeli esultano di avere ricevuto in cielo un esercito tanto glorioso ma i demoni gemono di vedere .( Sal 117,26.27 )

l'inferno svuotato a tal punto da un uomo solo.

 

10

 

I santi innocenti ottennero la vita eterna dopo una breve morte. Cristo ha donato la vita a una moltitudine, dopo aver conosciuto la morte durante tre giorni. Morendo per tutti, egli ha loro concesso la vita definitiva, permettendo a quei numerosi fanciulli di rallegrarsi in cielo e di gioire nella gloria dell'Agnello. Fra di loro l'Agnello esulta, lui che fu sospeso alla croce per la salvezza del mondo.

0 infanzia beata la vostra, santi innocenti! Avete sparso il sangue per Cristo prima di poter commettere la colpa. Dolce martirio il vostro! L'avete subito per Cristo. 0 santa infanzia! Avete ottenuto la gloria senza penare a lungo sulla terra. Come esprimere la vostra beatitudine? Avete ricevuto la morte al posto di Cristo.

 

11

 

Il vostro martirio supera tutti gli altri, o santi innocenti, perché Cristo vi consegna la palma insieme con la corona. Siete stati rivestiti della veste candida senza passare per il lavacro del battesimo. Il sangue sparso e consacrato vi bastò per battesimo: foste immolati come vere vittime per Cristo Gesù. Desideriamo vedervi, o santi innocenti, non perché lo meritiamo, ma perché lo vogliamo. Chiedete al Signore che ci sia data la capacità di ascoltare degnamente il vostro cantico di lode.

Questi fanciulli hanno meritato la patria del cielo appena usciti dal grembo materno. Se l'età ce lo consente, imitiamo questi neonati incoscienti che una morte gloriosa condusse nel Regno dei cieli. Non possiamo morire di spada per Cristo: almeno mortifichiamo il male in noi. Dopo aver peccato davanti a Dio, cancelliamolo con la conversione.

Se la spada non può più farci morire per lui, impegnamoci nel bene per vivere alla presenza di Dio.

 

12

 

Vivete nella santità, fratelli, perché l'uomo che si riconosce peccatore guarisca grazie alla penitenza e non vada in perdizione. Anche se scorgete in voi solo un pulviscolo di malizia, badate di non perdere la patria del cielo per esili colpe: non sapete che anche senza peccati da piangere, c'è da conquistare la vita e il regno?

Questi santi martiri erano innocenti, eppure acquistarono col proprio sangue la vita del cielo.

Essi ottennero la corona del martirio, a prezzo della spada; però anche a noi oggi è offerta la gloria del martirio, in una forma invisibile e interiore.

Possiamo davvero consumare tale martirio, fratelli miei, se amiamo gli amici in Dio e i nemici a motivo di Dio, facendo loro quanto desideriamo sia fatto a noi. Il Signore dice appunto nel vangelo: Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. 2.( Lc ‑6.31 )

 

l.( Di questa omelia, proveniente dal codice Cassinense 117, la critica finora ha potuto soltanto dire che si tratta di un testo antico.)

2 .( Lc ‑6.31 )

 

 

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Anno C

28 dicembre

 

SANTI INNOCENTI martiri

 

 

5

 

Dai Misteri principali di Cristo"di Ernaldo di Buonavalle.

Liber de cardinalibus operibus Christi,III. PL 189,1626-1ó28.

 

Quando Erode si accorse che i Magi se ne erano andati prendendo un'altra strada, deplorò di essere stato ingannato. Per il principe delle tenebre è infatti cosa fastidiosissima rendersi conto che la preda è sfuggita ai trabocchetti che la sua astuzia aveva teso.

Ora il tiranno, infiammato da una rabbia ancor più feroce, smania di trucidare bimbi innocenti. Ma nella sua persecuzione contro i santi egli è beffato, perché, mentre crede di perdere coloro che uccide, procura ad essi uno stato di vita migliore.

1 martiri trasformano in vantaggio ciò che il tiranno macchina a loro perdizione. Attraverso una rovina momentanea, acquistano in un batter d'occhio la vita che dura.

 

Ecco, questi pargoli che Erode nemico della natura. nemico della pietà.. mostro di ferocia bestiale e di cru­deltà inaudita uccide, in un istante diventano martiri. Mentre strappati in luogo di Cristo e per Cristo dal seno delle madri, sono abbattuti, col loro martirio offrono la testimonianza che non possono ancora pre­sentare con la parola.

 

6

 

Lo spirito di questi piccoli, lasciando subitamente l'involucro infantile, non è trattenuto dal tenero corpo e dall'acerba età. Libero dagli impacci dell'infanzia, ormai in possesso della pienezza della ragione, si affretta a correre incontro a Cristo, chiede a lui la ricompensa dei suoi combattimenti. Da lui è introdotto alle gioie della luce e della pace eterna.

Lo spirito di questi bimbi celebra in cielo la solennità dell'Epifania e si rallegra non già della luce di una stella, ma dello stesso splendore della divina presenza.

La festa di Natale si concluse in cielo con il canto degli angeli; quaggiù trovò il compimento. grazie alla bocca dei bambini e dei lattanti, al clamore delle trombe di vittoria risuonanti fino al cielo. Il vagito degli infanti si è mutato in gioia, e in giubilo il loro lutto. L'esercito degli innocenti segue non la stella, ma l'Agnello e porta il solenne vessillo del suo gloriosissimo trionfo.

 

7

 

Il mondo non poté contaminare l'esercito infantile, che era appena sceso in campo a combattere. La rapida, subitanea morte non permise che fossero inquinati quei piedi che non avevano mai ancora calpestato il fango. Nell'inizio stesso della vita tutta quella falange innocente fu sospinta, senza che avesse subito danno nell'integrità, alla gloria della vera vita.

L'intelligenza che si sarebbe potuta sviluppare con il crescere negli anni, fu d'un tratto sciolta dalla durata e trovò il pieno compimento, sfuggendo alle vicissitudini del tempo. I sensi, avvinti dal sopore dell'infanzia, si svegliarono, le palpebre si aprirono, e quegli innocenti videro la luce, ottennero instantaneamente la beatitudine che è promessa agli operatori di pace e ai puri di cuore.

 

8

 

Quei bimbi sono ascesi lungo la scala di tutte le virtù senza il concorso di insegnamenti umani e hanno raggiunto la piena misura. Hanno ottenuto nel coro dei beati il primo posto, come protomartiri; introdotti nei segreti del cielo intercedono per noi la clemenza di Dio a cui sono strettamente uniti.

Passati dalla culla al cielo, sono divenuti i senatori e i giudici del Campidoglio celeste. Poiché non hanno bisogno di perdono per qualche colpa, sono presenti alle decisioni divine sia di misericordia, sia di giustizia. Ma più spesso seguono l'Agnello dovunque va  (Ap 14,4)   valendosi della sua mansuetudine piuttosto che della sua ira.

Sono stati lavati nel suo sangue frammisto al latte, hanno consacrato le primizie del battesimo mediante il martirio, aprendo la via ai fratelli. Quando la necessità esclude ogni indugio, il sangue non è meno efficace per lavare l'anima di quanto lo sia l'acqua santificata dalle parole sacramentali. In questa specie di battesimo cruento non manca il flusso vivificatore, perché il sangue, come l'acqua nel corso di un fiume, scorre per tutto il corpo.


 

9

 

Dal vangelo secondo Matteo          

2,13-18

Erode, accortosi che i Magi

si erano presi gioco di lui, s'infuriò

e mandò ad uccidere tutti i bambini

di Betlemme e del suo territorio.

Dai Discorsi di san Pietro Crisologo.

Sermones 151 & 152. PL 52, 604. 606-607.

 

L'odierna lettura ha commosso i cuori, ha scosso le viscere, ha riempito di stupore l'udito. Abbiamo sentito dire: Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto".

Fratelli, la fuga di Cristo dipese da un mistero, non dal timore; fu una liberazione della creatura, non un pericolo per il Creatore; dipese dalla potenza divina, non dall'umana fragilità; non fu per la morte del Creatore, ma per la vita del mondo.

Infatti, colui che era venuto per morire, perché avrebbe dovuto fuggire la morte? Cristo avrebbe ucciso tutta la causa della nostra salvezza, se avesse permesso di essere ucciso da bambino. Cristo era venuto per confermare con gli esempi ciò che aveva insegnato con i precetti. Era venuto per fare egli stesso ciò che aveva ordinato di fare e per dimostrare possibili, una volta vedute, le cose che sembravano impossibili ad ascoltarle.

Era venuto per infondere nel mondo con i miracoli la conoscenza della sua divinità e togliere le ignoranze all'ignoranza del genere umano. Era venuto per eccitare alla fede con le sue virtù i pigri cuori dei mortali. Era venuto per sconfiggere il diavolo in aperto scontro, affinché gli uomini lo vincessero mediante il comando divino e lo abbattessero mediante l'esempio umano.

Cristo era venuto per mantenere le promesse della sua presenza, per concedere di vederlo a quelli cui aveva permesso di conoscerlo.

 

10

 

Cristo era venuto per scegliere gli apostoli, maestri del mondo, e riempirli delle dottrine celesti, munirli delle virtù, armarli dei miracoli. Questo, allo scopo che essi domassero con i prodigi gli uomini feroci, risanassero con i portenti gli infermi, istruissero nelle verità i riottosi.

E infine, Cristo era venuto a uccidere la morte morendo, a distruggere gli inferi scendendo in essi; era venuto a schiudere i sepolcri risorgendo, a donare i terrestri ai celesti salendo al cielo.

Tutte queste cose sarebbero state certamente perdute per noi, se Cristo, quand'era nella culla, non fosse fuggito.

Ma tu, ascoltatore, potresti osservare: Potendo agire in modo diverso, perché si sottomise a tante e tali offese?

Perché? Anzitutto perché, senza l'uomo, l'uomo non poteva essere salvato né, senza le offese umane, le offese umane potevano essere troncate. Sostiene la propria causa chi si prende cura di quella d'un altro. Colui che non vi partecipa, non può troncare le sofferenze umane. Cristo ci ha accolto dentro di sé per darsi a noi: sopportò le nostre sofferenze per eliminarle. Ecco perché Cristo fuggì.

 

11

 

Erode. accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò' e mando ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio.

Che fa Cristo? Nato re e re del cielo, perché, trascurò i soldati della sua innocenza? Perché non si curò dell'esercito dei suoi coetanei? Perché abbandonò le scolte assegnate alla sua culla, così che il nemico, che cercava solo il re, infierì contro tutti i soldati?

Fratelli, Cristo non trascurò i suoi soldati, ma diede loro una sorte migliore, poiché concesse loro di trionfare prima di vivere, fece sì che ottenessero senza lotta la vittoria, donò loro le corone prima delle membra. Volle che mediante le virtù lasciassero da parte i vizi, possedessero il cielo prima della terra e non fossero introdotti nelle vicende umane prima che in quelle divine. Cristo, dunque, mandò innanzi i suoi soldati, non li perdette; raccolse il suo esercito, non lo abbandonò.

Beati quelli che abbiamo visto nati al martirio, non al mondo! Beati coloro che cambiarono le fatiche in riposo, i dolori in sollievo, le sofferenze in gioia!

Vivono, vivono, perché vivono veramente quelli che meritano d'essere uccisi per Cristo.

Beati i grembi che portarono tali creature. Beate le lacrime che, versate per loro, concessero ai piangenti la grazia del battesimo. Infatti, in un modo diverso con un solo dono le madri sono battezzate nelle loro lacrime e i figli nel proprio sangue. Nel martirio dei figli le madri hanno subito il martirio; la spada, trafiggendo le membra dei figli, giunse al cuore delle madri. Ed è necessario che siano partecipi del premio, perché furono compagne nel martirio.

 

12

 

Le madri sopportarono ogni angoscia e dolore. Perciò non saranno prive della gioia del martirio, poiché del martirio versarono le lacrime.

A questo punto l'ascoltatore faccia attenzione; faccia attenzione per comprendere che il martirio non avviene per merito, ma per grazia.

Quale volontà c'era, quale arbitrio nei pargoli, nei quali la stessa natura era ancora involuta, per così dire prigioniera? Riguardo al martirio, dunque, attribuiamo tutto a Dio, nulla a noi. Non dipende dalla forza umana, ma da un dono divino vincere il diavolo, consegnare il corpo, disprezzare le sofferenze, svalutare i tormenti, stancare il carnefice, ricevere gloria dalle offese, ottenere la vita dalla morte. Chi corre al martirio confidando in se stesso, non giunge alla corona.

Colui che per noi si degnò nascere in una stalla, voglia condurci ai pascoli del cielo,lui il Cristo Gesù.

 

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