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Letture della preghiera notturna dei certosini

 

   

  

25 aprile

 

SAN MARCO evangelista

 

I

 

Dalla costituzione dogmatica Dei Verbum del concilio ecumenico Vaticano 11 sulla. divina rivelazione.

 

Dei Verbum,11.17‑19.7‑10. AAS 58(1966)823.826‑827.820‑822.

 

Le verità divinamente rivelate, che nei libri della sacra Scrittura sono contenute ed espresse, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo. 1(Gv 20,31; 2 Tm 3,16; 2 Pt 1,19‑21.3.15‑16 ) La santa Madre Chiesa, per fede apostolica, reputa sacri e canonici tutti interi i libri sia dell'Antico sia del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti. Infatti, scritti per ispirazione dello Spirito Santo, essi hanno Dio per autore, e come tali, sono stati consegnati alla Chiesa.

Per la composizione dei libri sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e risorse. Egli agì in essi e per loro mezzo, in modo che scrivessero come veri autori tutto e solamente quello che egli voleva fosse scritto.

Perciò tutto quello che gli autori ispirati o agiografi asseriscono, va stimato asserito dallo Spirito Santo; dobbiamo anche reputare, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnarono con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, in ordine alla nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Lettere.

Pertanto: Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare. convincere. correggere e formare alla giustizia. perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. 2(2 Tm 3,16)

 

2

 

La parola di Dio, che è potenza divina per la salvezza di chiunque crede, 3 (M 1,16)

si rivela e manifesta la sua forza in modo eminente negli scritti del Nuovo Testamento. Quando infatti venne la pienezza del tempo, 4 (Gal 4,4)

il Verbo si fece carne e abitò tra noi pieno di grazia e di verità. 5(Gv 1,14)

Cristo stabilì il regno di Dio sulla terra, manifesto con opere e parole il Padre suo e se stesso; egli portò a compi l'opera sua con la morte, la risurrezione e la gloriosa ascensione, e l'invio dello Spirito Santo. Sollevato in alto, attira tutto a se,6(Gv 12,32)lui che solo ha parole di vita eterna. 7(Gv 6,68)

Questo mistero non fu palesato alle altre generazioni, come adesso è stato svelato al santi apostoli e ai profeti nello Spirito Santo, 8(Ef 3,5) a perché predicassero il vangelo. suscitassero la fede in Gesù Cristo e Signore e congregassero la Chiesa.

Di tutto ciò gli scritti dei Nuovo Testamento sono testimonianza perenne e divina.

 

3

 

A nessuno sfugge che fra tutte le Scritture, anche del Nuovo Testamento, i Vangeli giustamente eccellono; essi costituiscono, infatti, la principale testimonianza sulla vita e la dottrina del Verbo Incarnato, nostro Salvatore.

Sempre e in ogni luogo la Chiesa afferma che i quattro Vangeli sono di origine apostolica. Ciò che gli apostoli per mandato di Cristo predicarono, dopo, per ispirazione dello Spirito di Dio, fu dagli stessi e da uomini della loro cerchia tramandato in scritti, come fondamento della fede: cioè il Vangelo quadriforme, secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni

La santa Madre Chiesa ha affermato e afferma con forza e massima costanza che i quattro suddetti Vangeli, di cui attesta senza alcuna esitazione la storicità, ci trasmettono fedelmente quanto Gesù, Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo. 9(At 1,1‑2)

 

4

 

Dopo l'ascensione, gli apostoli trasmisero ai loro ascoltatori ciò che il Signore aveva detto e fatto. Istruiti dagli eventi gloriosi di Cristo e illuminati dallo Spirito di verità, essi insegnarono con quella più completa intelligenza di cui godevano.

Gli autori sacri scrissero allora i quattro Vangeli: essi scelsero alcuni elementi tra i molti che erano tramandati a voce o anche per iscritto, alcuni altri sintetizzando, altri spiegando in funzione della situazione delle Chiese. Conservarono sempre però il carattere di predicazione, in modo tale da riferire su Gesù con sincerità e verità.

Questi autori infatti attinsero sia ai propri ricordi sia alla testimonianza di quelli che fin da principio furono testimoni oculari e ministri della parola; e scrissero con l'intenzione di farci conoscere la "verità"10(Lc 1, 2‑4)

 circa gli insegnamenti che abbiamo ricevuto.

 

5

 

Per conservare sempre integro e vivo nella Chiesa il Vangelo, gli apostoli lasciarono come loro successori i vescovi, ai quali affidarono il proprio posto di maestri. Questa sacra Tradizione, dunque, e la Scrittura sacra dell'uno e dell'altro Testamento sono come uno specchio nel quale la Chiesa in terra contempla Dio. Essa riceve tutto da lui, finche giunga a vederlo a faccia a faccia, come egli é.11 (1 Gv 3,2)

Per questo motivo, la predicazione apostolica, che e espressa in modo speciale nel libri ispirati, doveva essere conservata con successione continua sino alla fine dei tempi. Gli apostoli, trasmettendo quello che essi stessi hanno ricevuto, ammoniscono i fedeli di attenersi alle tradizioni apprese sia a voce sia per lettera, 12 (2 Ts 2,15) e di combattere per quella fede loro tramandata una. volta per sempre. 13 (Gd 3)

 

Ciò che fu trasmesso dagli apostoli, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del Popolo di Dio e all'incremento della fede. Cosi la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a ogni generazione tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede.

 

6

 

La Tradizione che deriva dagli apostoli progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo. Cresce, infatti, la comprensione sia delle cose sia delle parole tramandate, grazie alla contemplazione dei credenti che le conservarono in cuor loro 14 (Lc 2,19.51)

oppure attraverso la penetrazione profonda delle realtà spirituali che essi sperimentano; cresce per la predicazione di coloro che mediante la successione nell'episcopato hanno ricevuto un carisma sicuro di verità.

La Chiesa, cioè, nel corso dei secoli, tende continuamente alla pienezza della verità divina, finché in essa non si compiano le parole di Dio.

Le affermazioni dei santi Padri testimoniano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze vengono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e prega.

Attraverso questa medesima Tradizione si manifesta alla Chiesa l'intero canone dei libri sacri; e le stesse sacre Scritture sono comprese più profondamente e rese continuamente operanti proprio grazie alla Tradizione.

In questo modo, Dio, il quale ha parlato In passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo diletto Figlio. La viva voce del Vangelo risuona cosi per mezzo dello Spirito Santo nella Chiesa e attraverso la Chiesa nel mondo Intero. Lo Spirito Santo guida i credenti alla verità intera e la parola di Cristo abita in essi con tutta la sua ricchezza.15(Col 3,16)

 

7

 

La sacra Tradizione e la sacra Scrittura sono strettamente congiunte tra loro e comunicanti. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, formano in certo modo una sola corrente e tendono verso il medesimo fine. Infatti la sacra Scrittura è parola di Dio, in quanto scritta per Ispirazione dello Spirito di Dio.

La sacra Tradizione poi trasmette integralmente la parola di Dio affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli apostoli e ai loro successori. Illuminati dallo Spirito dì verità, con la loro predicazione essi devono fedelmente conservarla, esporla e diffonderla; ne segue che la Chiesa attinge la certezza su tutto Il dato rivelato solo dall'unica Scrittura. La sacra Tradizione e la sacra Scrittura devono dunque essere ricevute e venerate con pari sentimenti di pietà e di rispetto.

 

8

 

La sacra Tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa. Nell'adesione ad esso, tutto Il popolo santo, unito ai suoi pastori, assiduamente persevera nella dottrina degli apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.16(At 2.42)

 

i confessare la fede trasmessa, si stabilisce un accordo tra i vescovi e i fedeli, degno di nota.

Però, l'ufficio di interpretare autenticamente la parola di Dio è affidato al solo magistero vivo della Chiesa, la cui autorità viene esercitata nel nome di Gesù Cristo.

Questo magistero, tuttavia, non è superiore alla parola di Dio, ma la serve, perché insegna solo ciò che è stato trasmesso. Infatti, per mandato divino e con l'assistenza dello Spirito Santo, la Chiesa piamente ascolta la parola di Dio,, santamente la custodisce e la espone con fedeltà. Da questo unico deposito della fede essa attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio.

 

 

9

 

Dal vangelo secondo Giovanni.

1591‑8

Prima di passare da questo mondo al Padre, Gesù disse ai suoi discepoli: "lo sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo".

 

Dal "Dialogo della divina Provvidenza" di santa Caterina da Siena.

 

Capp.23 e 24. Messaggio di santa Caterina da Siena,Vincenziane,1970, 52‑55. Testo adattato.

 

La Verità eterna diceva a Caterina:

 

"Ogni creatura, che è dotata di ragione, ha la vigna in se stessa, cioè, la: vigna dell'anima sua. La volontà, mediante il libero arbitrio, è il lavoratore di questa vigna, durante il tempo di questa vita. Passato questo tempo, la volontà non può più fare lavoro alcuno, ne buono ne cattivo; invece, finché vive può lavorare la sua vigna, nella quale io l'ho messa.

Ed ha ricevuta tanta fortezza questo lavoratore dell'anima, che ne demonio ne altra creatura gliela può togliere, se egli non vuole; poiché, ricevendo il santo Battesimo, si fortificò e gli fu dato Il coltello dell'amore alla virtù e dell'odio al peccato. Quest'amore e quest'odio li trova nel sangue di Cristo. perché per amore di voi e odio del peccato l'unigenito mio Figlio morì, dandovi il sangue; per questo sangue aveste vita nel santo Battesimo.

E cosi avete il coltello, che dovete usare col libero arbitrio, finché ne avete Il tempo, per svellere le spine dei peccati mortali e piantare le virtù. In altro modo voi non potreste ricevere il frutto del sangue dai lavoratori che io ho messi nella santa Chiesa, i quali già ti dissi che tolgono il peccato mortale, e vi danno la grazia, somministrandovi il sangue nei sacramenti, che sono ordinati nella santa Chiesa.

 

10

 

Conviene che prima vi leviate su con la contrizione del cuore, con il dispiacimento del peccato e l'amore della virtù; allora riceverete il frutto del sangue.

In altro modo non potreste riceverlo, se da parte vostra voi non vi disponete come tralci uniti alla vite dell'unigenito mio Figliuolo. il quale disse: Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo, voi i tralci.

La verità è questa: io sono il lavoratore, perché ogni cosa che ha l'essere è uscita ed esce da me. La mia potenza è inestimabile, e con la mia potenza e virtù governo tutto l'universo mondo: nessuna cosa è fatta o governata senza di me. Sicché io sono il lavoratore che piantai la vite vera dell'unigenito mio Figliuolo nella tetra della vostra umanità, affinché voi, tralci uniti con la vite, faceste frutto.

Perciò, chi non farà frutto di sante e buone opere sarà tagliato da questa vite e si seccherà.

 

11

 

Coloro che si separano dalla vite, perdono la vita della grazia e sono messi nel fuoco eterno.

Essi non hanno lavorato la loro vigna; hanno disfatta la loro e l'altrui.

Non solo non vi hanno messo alcuna buona pianta di virtù ma ne hanno pure tolto il seme della grazia. che avevano ricevuto alla luce del santo Battesimo, partecipando del sangue del mio Figliuolo, il quale fu il vino che vi porse questa vera vite. Ma essi hanno tratto via questo seme e l'hanno dato a mangiare agli animali, ossia a diversi e molti peccati, e l'hanno messo sotto i piedi dell'affetto disordinato. Con questo affetto hanno offeso me, facendo danno a se stessi e al prossimo.

Ma i miei servi non fanno così; e cosi dovete fare voi, cioè essere uniti e innestati in questa vite. Allora riporterete molto frutto, perché parteciperete dell'umore della vite.

Stando nel Verbo, mio Figliuolo, voi state in me, poiché io sono una cosa sola con lui ed egli con me. Stando in lui, seguirete la dottrina sua; seguendo la sua dottrina, partecipate della sostanza di questo Verbo, ossia partecipate della deità eterna unita all'umanità, traendone voi un amore divino In cui l'anima s'inebria.Per questo ti dissi che partecipate della sostanza della vite .

 

12

 

Sai che modo io tengo appena i miei servi si uniscono nel seguire la dottrina del dolce e amoroso Verbo? Io li poto, affinché facciano molto frutto, e il loro frutto sia provato e non Inselvatichisca.

Lo stesso si fa del tralcio che sta nella vite; Il lavoratore lo pota, perché faccia miglior vino e in maggior copia; ma taglia e mette al fuoco quello che non fa f rutto. Cosi fo io, vero lavoratore; poto con molte tribolazioni I miei servi che stanno in me, affinché facciano frutto più copioso e migliore, e sia provata la loro virtù. Quelli invece che non fanno frutto, sono tagliati e messi nel fuoco, come ti ho detto.

Questi tali sono lavoratori veri, e lavorano bene l'anima loro, traendone fuori ogni amor proprio, rivoltando la terra del loro affetto per me. Cosi nutrono e accrescono il seme della grazia, avuto nel santo Battesimo.

Lavorando la loro terra, lavorano anche quella del prossimo, perché non possono lavorare l'una senza l'altra. Già sai che io ti dissi che tanto il male come il bene si fanno col mezzo del prossimo.

Voi dunque siete i miei lavoratori usciti da me, sommo ed eterno lavoratore, che vi ho uniti e innestati nella vite, per l'unione che ho fatta con voi.

 

 

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