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Letture della preghiera notturna dei certosini

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20 ottobre

 

SANTA ROSELLINA vergine monaca

 

1

 

Da "La scala della perfezione" di Walter Hilton.

La scala della perfezione, 1, 1; 11,24.27.28. Gribaudi,Torino,1989,p. 19‑20.210‑215.223‑224.226‑228.230.

 

Cara sorella in Cristo Gesù, ti supplico di essere contenta della vocazione con la quale Dio ti ha chiamato al suo servizio, e di restare salda in essa. Sforzati, con la grazia di Cristo e con tutto l'impegno della tua anima, di vivere una vita di santità vera, come richiede lo stato di cui già pratichi le osservanze esterne.

Dal momento che hai abbandonato il mondo, e ti sei data completamente a Dio, è come se fossi morta agli occhi degli uomini. Cerca perciò di fare in modo che anche il tuo cuore sia morto ad ogni affetto e preoccupazione terrena e interamente votato a nostro Signore Gesù Cristo.

Non dico che potrai convertirti a Dio in un solo momento e arrivare a possedere tutte le virtù con la stessa facilità con cui ti rinchiudi nella tua cella; tuttavia, non dovresti mai dimenticare che lo scopo della clausura materiale è permetterti di giungere più facilmente alla clausura spirituale.

 

2

 

Tu vuoi sapere qual è la natura del desiderio di Gesù. In verità non è altro che lo stesso Gesù. E' lui che costituisce sia il desiderio del tuo cuore, sia l'oggetto di questo desiderio.

Se solo tu potessi comprendere quanto dico, ti accorgeresti che Gesù è tutto e fa tutto. Da parte tua non voler far nulla; limitati semplicemente a permettergli di lavorare nella tua anima, accettando di buon grado tutto quello che si degna di fare per te.

Fissa in lui gli occhi dello spirito, perché egli non viene a te in forma materiale, ma in modo invisibile, con la nascosta potenza della sua grazia. Cerca di vederlo spiritualmente, se ti riesce. Fidati di lui e seguilo dovunque vada, ed egli ti guiderà alla retta via, quella che conduce a Gerusalemme, cioè alla visione di pace della contemplazione.

Ecco quel che dice il profeta di questo desiderio: Al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Di notte anela a te l'anima mia, al mattino ti cerca il mio spirito.1.( Is 26,8‑9 ) Il profeta però non alludeva soltanto alla notte temporale, ma anche alla notte spirituale.

 

3

 

Il buio della notte nasconde tutte le cose create, interrompendo ogni attività materiale. Cosi chi si dispone a pensare a Gesù e a desiderare solo il suo amore, deve sforzarsi di purificare il cuore e i pensieri da tutto ciò che è creato. In questo modo la mente e gli affetti saranno liberati dalla schiavitù di quanto è inferiore alla loro natura.

Se uno riesce a far questo, si troverà nella notte, poiché si trova nell'oscurità. Ma è un'oscurità buona e luminosa, perché chiude fuori dalla porta il falso amore del mondo e introduce l'alba del vero giorno.

Ricorda: più questa notte è buia, più è vicino il giorno dell'amore di Gesù. Sembra che fosse questo il significato delle parole del profeta quando disse: Se siedo nelle tenebre, la mia luce. 2.( Mic 7,8 ) In altri termini: il Signore sarà la il Signore sarà mia luce quando la mia anima si sarà ritratta da tutte le inclinazioni peccaminose, come se si fosse addormentata. Sarà quello il momento in cui egli si avvicinerà per mostrarmi la luce.

 

4

 

Quando una persona, che è stata lungamente a contatto con il peccato, si propone di entrare in questa oscurità, in un primo tempo la troverà dolorosa perché la grazia di Dio non l'ha ancora resa familiare alla sua anima.

Se ti trovi in queste condizioni, non scoraggiarti troppo e non affaticarti eccessivamente, come se dipendesse da te scacciare a viva forza questi pensieri dalla tua mente; non ci riuscirai mai con le tue sole forze.

Resta in attesa dell'aiuto della grazia di Dio, e se ti riesce di farlo, indirizza sia i desideri sia le potenze della tua anima verso Dio, ma fallo con dolcezza e senza costringerle brutalmente.

Esercitati a entrare spesso in questo stato, e con l'aiuto della grazia di Dio ciò poco alla volta diventerà più facile e più piacevole. La tua anima diventerà cosi libera, forte e raccolta, che non proverà più alcun piacere nel pensare alle cose mondane, e nessuna cosa mondana potrà impedirle di non pensare a nulla.

In questa oscurità c'è Gesù, che è luce e amore, e che può portare sofferenza e pace. Egli è al lavoro nell'anima e la spinge a tormentarsi con il desiderio e con l'anelito della luce, senza però permetterle di riposarsi nell'amore, almeno per il momento, e senza permetterle di vedere la sua luce.

Questo stato viene definito notte e oscurità, perché l'anima è nascosta alla falsa luce del mondo, ma non ha ancora fatto esperienza piena della luce vera, ed è in attesa dell'amore benedetto di Dio che desidera possedere.

 

5

 

Ci sono molte anime pie che, per grazia di Dio, entrano in quest'oscurità e giungono alla conoscenza di sé, senza però rendersi conto sino in fondo delle leggi che governano l'oscurità stessa. La loro ignoranza è di ostacolo al progresso spirituale.

Possono spesso dire di aver purificato pensieri e affetti da ogni vanità mondana e sentono di trovarsi in uno stato di profonda pace, indisturbate da pensieri inutili o da sensazioni passionali. Sono giunte a godere una tale libertà di spirito da riuscire a pensare a Gesù senza ombra di distrazioni, e da offrirgli preghiere e inni spirituali con grande gioia e commozione per tutto il tempo compatibile con la fragilità della natura umana. Sono più che sicure che l'esperienza che stanno vivendo è buona, ma non sanno con esattezza di che si tratti.

Vorrei allora confermare, alle anime che si trovano in queste condizioni, che la loro esperienza ha tutte le caratteristiche di quell'oscurità di cui stiamo parlando, anche se una simile esperienza viene concessa raramente e per breve tempo. Essa consiste infatti prima di tutto nella conoscenza di sé, e successivamente nella trascendenza di sé per mezzo dell'ardente desiderio di conoscere Gesù e di vederlo. Per essere più precisi, tutta l'esperienza è di per sé una percezione spirituale di Gesù.

 

6

 

Se l'anima che vive quest'esperienza riesce a conservare questa grande pace, o a farla diventare parte integrante di sé con l'aiuto della grazia, cosi da poterla richiamare e possedere a comando, non sarà mai sopraffatta dalle tentazioni del diavolo, né correrà il pericolo di cadere in errori. A questo punto si trova alla soglia della contemplazione, pronta e capace a ricevere l'amore perfetto di Gesù.

Chiunque sa di possedere un tale dono, deve prenderne coscienza in tutta umiltà, conservarlo con cura e coltivarlo con zelo.

Non credo infatti che egli possa giungere facilmente a questa pace se non ha ricevuto una grazia straordinaria e se non si è lasciato guidare interamente da essa. Ed è proprio quello che dovrebbe fare, perché la grazia deve sempre essere libera di operare: libera da tutti gli ostacoli causati dal peccato o dalle mondanità, e libera anche da tutte quelle cose che, pur non essendo peccati, sono sempre un impedimento alla sua azione nell'anima.

 

7

 

Finché gli ostacoli menzionati rimangono In piedi, l'anima non potrà ne morire al mondo, ne entrare nell'oscurità per ottenere la conoscenza di sé stessa. Se desidera giungervi, dovrà spogliarsi di tutte queste cose come san Paolo, il quale poteva affermare: Il mondo per me e stato crocifisso, come io per il mondo.3.( Gal 6,14 ) L'Apostolo si trovava proprio in queste disposizioni, che deve assumere anche chiunque desideri seguire le sue orme per giungere all'amore perfetto di Dio: è impossibile vivere soltanto per Dio, finché non si è prima morti al mondo.

La morte al mondo non è altro che l'oscurità di cui abbiamo parlato. E' la porta alla contemplazione e alla riformazione dei sentimenti. Non esiste altra strada.

E' stato nostro Signore a mostrarci questa porta, nel Vangelo, quando ha detto: Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredita la vita eterna.4.( Mt 19,29 ) Questo centuplo che l'anima erediterà, se avrà abbandonato il mondo, non è altro che la benedizione di questa luminosa oscurità, che io definisco la porta della contemplazione.

 

8

 

Si tratta di un'oscurità colma di benedizioni, una nullità pregnante che garantisce all'anima grande libertà spirituale e tranquillità. Credo che Davide si riferisse a questa notte o nullità quando disse: Fui ridotto al nulla, ma non lo sapevo 5 .( Sal 72,22 ).Ciò significa che la grazia che nostro Signore Gesù Cristo ha concesso all'anima, ha soffocato e ridotto al nulla ogni tipo d'amore mondano, anche se non capisco come ciò sia potuto accadere, poiché non è stato il frutto della mia volontà impegnata, ma unicamente dono della grazia del Signore.

Ti ho detto qualcosa delle disposizioni necessarie per progredire verso la riformazione dei sentimenti. Tuttavia non vorrei che pensassi di poterla ottenere con le tue sole forze, perché sono ben cosciente che soltanto nostro Signore Gesù è capace di portare a compimento la tua riformazione, nei modi e nei tempi da lui stabiliti.

Lo conferma il profeta dicendo: Per te le tenebre sono come la luce. 6.( Sal 137,12 ) .Come la luce della conoscenza e l'esperienza dell'amore spirituale vengono dal Signore, cosi anche l'oscurità, cioè la rinuncia all'amore mondano, viene da lui.

Egli infatti può fare qualsiasi cosa: creare e ricreare. Quando crea, lo fa da solo, ma ci concede di partecipare all'opera in noi della nuova creazione; se è vero, infatti, che Dio ci dà la sua grazia, tuttavia è la nostra libera cooperazione a rendere possibile la riformazione.

 

9

Dal vangelo secondo Luca.

1,26-38

L angelo disse a Maria:

"Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù"

 

Dai Discorsi di san Bernardo. In Annuntiatione ß.Mariae,sermo 111,8‑10. PL 183,396‑398.

 

Incarnandosi in Maria il Figlio di Dio si è annientato. Lui, il re ricco e ricchissimo, si è umiliato all'estremo, il Dio infinito si è abbassato facendosi inferiore agli angeli, il vero Dio e Figlio di Dio si è fatto carne.

Ma quali frutti voleva portare con un tale annientamento? Egli voleva arricchirci con la sua povertà, elevarci con la sua umiliazione, esaltarci con il suo abbassamento, unirci a Dio con la sua incarnazione.

Voleva iniziare l'uomo ad essere un solo spirito con sé stesso. Ma che diremo, fratelli? In quale vaso la grazia predilige di riversarsi? Se la fiducia può accogliere la misericordia, e la pazienza contenere la giustizia, quale ricettacolo potremo presentare come idoneo ad accogliere la grazia?

Un balsamo cosi prezioso esige un vaso solidissimo.E quale vaso più puro e più solido di un cuore umile? Ecco perché Dio da la grazia agli umili. Ecco perché Dio rivolse i suoi sguardi all'umiltà della sua serva.

Per quale motivo ‑ mi direte ‑ il cuore umile merita di ricevere la grazia? Perché non è ingombrato da nessun merito umano e in lui la pienezza del dono divino può scendere a fiotti.

 

10

 

Come pervenire a quell'umiltà del cuore che attira la grazia? Salendo per gradi.

Al primo livello il cuore dell'uomo è ancora invischiato nel piacere peccaminoso e non riesce a disfarsi da quella deplorevole condizione, orientandosi verso un scopo migliore. I suoi vizi bloccano l'effusione della grazia.

Al secondo grado, il cuore comincia a correggersi e si propone di non ricadere nelle vecchie mancanze. Eppure queste, anche se ormai sembrano amputate, si oppongono alla grazia, perché continuano a persistere nel fondo dell'anima. E vi rimangono finché non siano sciolte dal lavacro della confessione e non ne abbiano preso il posto degni frutti di penitenza.Ma guai a te se cadi nell'ingratitudine! Questo sarebbe peggiore dei peccati e degli errori di prima. Cosa c'è infatti di più contrario alla grazia? Con l'andare del tempo, se il nostro primo fervore si illanguidisce, a poco a poco la carità si gela e imperversa il male. Avevamo cominciato con lo Spirito e ora finiamo con la carne.

 

11

 

Caduti in basso, diamo meno valenza ai doni di Dio, scivolando nell'ingratitudine e insieme nell'indifferenza. Dimentichiamo il timore di Dio, trascuriamo la solitudine orante, diventiamo chiacchieroni, curiosi, superficiali, persino maldicenti, trovando da ridire sempre su tutto e tutti. Ci dedichiamo a cose futili, scansando il lavoro e l'osservanza regolare ogni qualvolta possiamo non essere notati. Come se per il fatto di non essere visti, non fossimo colpevoli!

Perché stupirci allora se ci manca la grazia, quando la respingiamo con tanti ostacoli? Eppure la lettera ai Colossesi 1( Col 3,16 ) ci esorta a far dimorare tra di noi ‑ abbondantemente ‑la parola di Cristo. Se sapremo essere grati,pieni di sollecitudine verso gli altri, fervidi nello spirito, se baderemo con cura a non far

affidamento sui nostri meriti o sulle nostre opere, allora la grazia potrà penetrare nelle nostre anime.

 

12

 

La grazia non può scendere in un cuore pieno di se. Li non c'è più posto per l'azione di Dio. Avete notato il fariseo mentre pregava? Non era ne ladro ne ingiusto ne adultero. Neppure era privo dei frutti di penitenza: digiunava due volte la settimana e pagava le decime di quanto possedeva. Come sospettarlo un ingrato? Uditelo che dice: 0 Dio, ti ringrazio. 2.( Lc 18,11 )

Tuttavia il suo cuore non era sgombro, piccolo, umile, ma ebbro di orgoglio. Incurante di quanto gli mancava, esagerava i suoi meriti; quella non era pienezza, ma gonfiore maligno. E per aver contraffatto la pienezza, si trovò completamente a secco.

Il pubblicano, invece, si era abbassato cercando di presentare a Dio un vaso vuoto. E la grazia si effuse nel suo animo con abbondanza più generosa.

Fratelli, per trovare la grazia bramata, asteniamoci dalle cattive abitudini e facciamo penitenza per le colpe passate. Impieghiamo poi ogni cura a mostrarci pieni di dedizione per Dio e veramente umili. Gli animi cosi disposti si attirano lo sguardo affettuoso del Signore, secondo il detto del Sapiente : La grazia e la misericordia sono per i suoi eletti e la protezione per i suoi santi . 3.( Sap 4,15 )

 

 

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