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13
ottobre
Santi e
Beati MONACI Certosini
monaci
9
Dal vangelo
secondo Matteo.
6,5-6. 16-21
Poiché i discepoli si erano radunati attorno a Gesù sul monte, egli diceva
loro: “Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare
stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti
dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa”.
Dal “Libro della perfezione” di Martirio
Sahdona.
Le livre de la perfection,
I p:, IV tr., ch. 3, nn. 27-29. CSCO, 201. Louvain, 1960, pp. 114-115. -
II p., ch. 7, nn. 45-46. 53. 60. CSCO, 215, Louvain, 1961, pp. 87-90.
92.
A tutti coloro che hanno a
cuore la propria salvezza, Cristo nostra speranza e nostro Dio, ha
insegnato nel Vangelo a prendere le distanze dal mondo, ad attendere a Dio
solo, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione spirituale. Con le
sue parole e i suoi esempi ha indicato che nessun posto si presta tanto
per la preghiera e per fissarsi in Dio quanto un luogo solitario, lontano
dal traffico e favorevole al raccoglimento.
Là, infatti, il corpo si
acquieta, perché le eccitazioni dei sensi esterni si spengono e al tempo
stesso l’anima non è più agitata da impulsi interni. Mentre si placa il
tumulto mondano, lo spirito si rasserena, la mente si libera dalle torbide
preoccupazioni terrene: in breve, l’uomo ne esce purificato e liberato da
ogni inquinamento fisico e spirituale. L’occhio del suo discernimento
interiore brilla e fa luce per conoscere bene se stesso, per migliorare e
orientare il proprio comportamento sulla limpida via della giustizia. In
tali condizioni l’uomo si slancia verso le altezze spirituali, sta davanti
al Signore e percepisce qualcosa dell’immagine gloriosa e sommamente
beatificante del Signore che lo ha creato.
10
Il solitario dimora in Dio
grazie alla purezza santa della vita, e Dio dimora costantemente in lui,
in attesa di coprirlo con il grande raccoglimento della propria
manifestazione, di scioglierlo dai lacci del corpo e dagli impulsi di
umani pensieri, fino al giorno ultimo in cui lo introdurrà per sempre
nella nube celeste, ove si farà contemplare a viso scoperto e radioso.
Beato raccoglimento! Le
tue meraviglie cominciarono a manifestarsi fin dal principio in Adamo, il
nostro progenitore, per crescere attraverso tutte le generazioni e
giungere prodigiose fino a noi. Questi stupendi effetti brillano in quegli
esseri mirabili che sono gli uomini di verità, i quali hanno potuto
contemplare la tua trascendenza. Essi hanno preso il volo lontano dal
mondo e dalla sua dissipazione per poter acquisire la quiete del corpo e
dell’anima nel ritiro del deserto; mediante questo loro sforzo di totale
pacificazione si sono aperti a te, o stupefacente raccoglimento, infuso
dal Signore per via soprannaturale.
11
Nostro Signore, prode,
vincitore e santo, fonte universale di santità, coraggio e vittoria, non
disattese la fatica del digiuno. Chi di noi potrà trascurarla o magari
disprezzarla, esseri carnali, deboli e peccatori come siamo, continuamente
invischiati nel fango delle passioni?
Nessuno si arrischierà a
sostenere che le passioni avverse della carne abbiano mai potuto sfiorare
il corpo del Signore, ricettacolo della perfezione, tempio magnifico della
Divinità. Eppure, benché non ne avesse minimamente il bisogno, il Signore
Gesù non rinunciò alla faticosa pratica del digiuno, per meglio insegnare
la grande virtù e la santità che egli conferisce a coloro che la
osservano.
Come egli si fece
battezzareper ordinarci di ricevere a nostra volta il battesimo seguendo
il suo esempio, così digiunò per insegnarci a digiunare a sua somiglianza.
Ogni battezzato deve sentirsi in dovere di combattere contro il Maligno,
come fece Nostro Signore; perciò come lui deve cingere le armi del
digiuno, quand’anche avesse ricevuto in pienezza lo Spirito.
12
Digiuniamo secondo il
volere di Dio, sinceramente e di tutto cuore, senza alterare il nostro
digiuno adeguandolo ai criteri di Satana. Questo si verificherebbe se
digiunassimo per ipocrisia, per essere visti dagli altri, insomma per
piacere agli uomini: ricevendo la ricompensa dai vani elogi della gente,
saremmo esclusi dalla ricompensa divina, appunto come Nostro Signore
ammonì a proposito dei Farisei accecati, dissuadendo dall’imitarli:
Quando digiunate — egli disse — non assumete aria malinconica come
gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che
digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Ecco: resi integralmente
perfetti dal digiuno di ogni male, affamati e assetati nello spirito della
felicità che viene da Dio, noi saremo in grado di sfuggire alla minaccia
di miseria e carestia riservata negli ultimi giorni a chi sarà sazio sulla
terra. Meriteremo invece la beatitudine dell’appagamento che il Cristo
Gesù ha promesso in questi termini agli affamati: Beati voi che ora
avete fame, perché sarete saziati. |