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Letture della preghiera notturna dei certosini

 

 

 

10 gennaio

 

S. Paolo eremita

 

 

 

 

Dal «Trattato sulla preghiera» di Evagrio Pontico

(De oratione 5.9‑10.13‑16, PG 79. 1165A‑1200C)

 

                               

Innanzitutto prega per ottenere il dono delle lacrime, perché tu possa, mediante la compunzione, ammorbidire la durezza che c'è nella tua anima e, confessando contro te stesso la tua iniquità al Signore, ricevere da Lui il perdono.

 

Resisti tenacemente e prega vigorosamente; tieni lontane le occasioni di preoccupazioni e pensieri, poiché ti turbano e ti sconvolgono per fiaccare il tuo vigore.

 

Quando i demoni ti vedono ben disposto alla vera preghiera, allora insinuano pensieri di certi oggetti apparentemente necessari; e poco dopo ne eccitano il ricordo muovendo l'intelletto alla loro ricerca; ed esso, non trovandoli, molto si rattrista e si scoraggia.

 

Quando poi l'intelletto sta in preghiera, i demoni gli richiamano alla memoria gli oggetti delle sue ricerche e dei suoi ricordi perché esso, illanguidito a furia di esaminarli, perda quella preghiera fruttuosa.

 

Tutto quanto avrai fatto per vendicarti di un fratello che ti abbia recato offesa, diverrà per te pietra d'inciampo nel tempo della preghiera.

 

La preghiera è un germoglio della mansuetudine e dell'assenza di collera.

 

La preghiera è un frutto della gioia e della riconoscenza.

 

La preghiera è difesa contro la tristezza e lo scoraggiamento.

 

Va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, prendi la tua croce e rinnega te stesso, perché tu possa pregare senza distrazione.

 

 

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