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1 ° novembre
TUTTI I SANTI
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Dal "Proslogion" di san'Anselmo.
Proslogion,22‑26. PL 158,238‑242.
Tu solo, Signore, sei ciò che sei; e tu sei colui che è. Le cose, che obbediscono alla legge del mutamento, differiscono nel tutto e nelle parti, per cui non possono essere veramente ciò che è. L'essere di cui possiamo supporre la non esistenza, l'essere che è uscito dal nulla e vi ricadrebbe se una forza estranea non lo sostenesse, l'essere che non esiste più nel passato e non esiste ancora nel futuro, un tale essere non ha certo un'esistenza completa e assoluta. Tu invece, Signore, sei ciò che sei, perché quello che sei in un certo tempo o in un certo modo, lo sei tutt'intero e sempre. Anzi, tu sei colui che propriamente e semplicemente è; tu non sei stato ne devi essere, sei soltanto presente e non possiamo pensare che talvolta tu non sia. Ma tu, Signore, sei anche la vita, la luce, la sapienza, la beatitudine, l'eternità. Sei tutto ciò che è bene, e tuttavia non sei che un unico bene, il sommo bene, che esiste da se e non ha bisogno di nulla. Invece tutto ha bisogno di te per esistere, e per esistere bene. Questo bene sei tu, Dio Padre; lo è il Verbo, il Figlio tuo. Nel Verbo, infatti, col quale tu esprimi te stesso, non vi può essere null'altro di ciò che tu sei, nulla di maggiore o di minore di te. Il tuo Verbo è vero, cosi come tu sei verace, e perciò egli è la verità stessa come te, non un'altra da te. E tu sei cosi semplice che da te non può nascere altro se non ciò che sei tu .
2
Il sommo bene che sei tu, lo è pure l'amore unico e comune a te e al Figlio tuo, cioè lo Spirito Santo che da entrambi procede. L'amore stesso, infatti, non è inferiore ne a te ne al tuo Figlio, perché tu ti ami e lo ami ed egli ti ama e si ama, in proporzione della grandezza del vostro essere. Lo Spirito Santo non può differire ne da te, o Padre, ne dal tuo Figlio, poiché egli è l'eguale dell'uno e dell'altro. Essendo di natura essenzialmente semplice, non può procedere da altro che dal Padre e dal Figlio. Ciò che è ciascuna delle tre persone divine, lo è anche la Trinità intera, Padre, Figlio e Spirito Santo, perché ogni persona non è altro che l'unità sommamente semplice e la semplicità sommamente una, la quale non può essere moltiplicata ne scomposta. Non vi è che un solo bene necessario e in cui risiede ogni bene: anzi, esso è il bene universa le, completo e unico. Destati ora, anima mia, affina il tuo intelletto e cerca di comprendere, per quanto ti è possibile, la natura e la grandezza di questo bene.
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Se questo o quel bene ci allieta, pensa che felicità dovrà arrecare quel bene che include la giocondità di tutti gli altri. Si tratta, però, di un gaudio ben diverso da quelli gustati in terra, tanto diverso quanto la creatura dísta dal Creatore. Se è un bene la vita creata, quale bene sarà la vita creatrice! Se è gradevole la salute creata, quanto sarà deliziosa la fonte di ogni salute. La sapienza umana è desiderabile per conoscere le cose create, ma quanto è amabile la somma sapienza che ha creato tutto dal nulla! Il possesso di un oggetto ci causa un vivo sentimento di gioia, e quanto più esaltante sarà godere il bene che ha creato tutto quello che è desiderabile. Chi potrà godere di questo bene supremo? E che cosa godrà, avendolo? 0 di che cosa sarà privato? Costui godrà di tutto quello che è desiderabile e sarà privo di quanto merita solo avversione. Egli attingerà alla fonte che racchiude tutti i beni dell'anima e del corpo, beni misteriosi, inauditi, incomprensibili. Perché, omiciattolo, vai vagando alla ricerca dei beni della tua anima e del tuo corpo? Ti basta amare l'unico bene nel quale sono presenti tutti gli altri, e desiderare semplicemente il bene in cui è ogni bene.
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Che brami, o corpo, a cosa aneli, anima mia? Ciò che colma i vostri desideri, sta in cielo. Ti piace la bellezza? Lassù i giusti risplenderanno come il sole. Vuoi nelle tue membra una forza invincibile e nei tuoi movimenti un'agilità libera da ogni intralcio? Alla risurrezione i morti saranno simili agli angeli, perché si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale. 1( 1 Cor 15,44 ) Se chiedi una vita lunga e sana, in Dio troverai un'eternità di salute, perché i giusti vivono per sempre 2.( Sap 5,15 ) e la salvezza dei giusti viene dal Signore. 3.( Sal 36,39 ) Sei affamato? Lassù potrai saziarti, perché vedrai la gloria del Signore. 4(Es 16,7 ) Vuoi assaporare una gioia ineffabile? Lassù attingerai acqua con gioia alle sorgenti della salvezza.. 5.( Is 12,3) Ami la melodia? Lassù i cori angelici cantano senza fine le lodi di Dio. Cerchi le delizie più caste? In cielo sarai dissetato al torrente delle delizie divine.6 (Sal 35,9 )Se poi desideri la sapienza, la sapienza stessa di Dio si rivelerà a te. Vuoi le delizie dell'amicizia? Lassù amerai Dio più di te stesso e un amore vicendevole ti legherà agli altri. Dio ti amerà infinitamente più di quanto tu potrai amarlo, perché l'amore che avrai per lui, per gli altri beati e per te stesso sarà limitato per natura. Ma l'amore che Dio ha per se stesso, per te e per gli altri, sarà infinito come la sua essenza.
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Cerchi la concòrdia? La troverai in cielo, perché gli eletti avranno un'unica volontà, che sarà quella di Dio. Brami il potere? Lassù tutti saranno onnipotenti nell'attuare la propria volontà, come lo è Dio nel compiere la sua. Come Dio può da se ciò che vuole, cosi i beati, grazie a lui, potranno tutto ciò che vorranno, e la volontà di Dio sarà necessariamente compiuta. Se brami la gloria e l'opulenza, sappi che Dio colmerà di beni e di onori i suoi servi buoni e fedeli. Anzi, sarai figlio di Dio e parteciperai alla sua divinità, perché dove sarà il Figlio saremo anche noi, eredi Dio, coeredi di Cristo. 7.( Rm 8, 17 ) Se ti affascina godere una vera sicurezza, il bene unico di cui godrai lassù non potrà mai venirti meno e neppure potrai perderlo, se non per una tua scelta di quaggiù. Dio non porterà via agli eletti quel bene unico, perché li ama ed è amato da essi. Nessuna altra potenza potrà separare Dio dai suoi beati né vincere le loro volontà.
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Il possesso del sommo bene è accompagnato da una felicità indicibile. Se tu potessi immergerti in quell'oceano di gaudio, il tuo cuore umano, cosi povero, cosi esperto del dolore, anzi sommerso in esso, sarebbe colmato di delizia. Scandaglia il tuo intimo ed esamina se il tuo cuore può contenere la gioia di tanta beatitudine. Allorché uno dei tuoi fratelli che amerai come te stesso possederà quella beatitudine, il tuo gaudio sarà raddoppiato, perché tu godrai, oltre che della tua, della sua felicità. E se due, tre o tanti possederanno tale felicità, tu ne godrai come se fosse la tua, giacché amerai ognuno e tutti come te stesso. Cosi nella pienezza d'amore che unirà gli innumerevoli cori degli angeli e dei beati, dove ognuno ama l'altro non meno di se, tutti godranno della propria felicità e di quella degli altri. La beatitudine di ognuno sara cosi moltiplicata senza fine e senza misura.
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In che modo il cuore dell'uomo potrà condividere la beatitu dine di tutti i suoi fratelli, se appena è capace di contenere le gioie immense della propria beatitudine? Quanto più uno ama l'altro, tanto più gode della sua felicità. Nel gaudio perfetto del cielo ognuno amerà Dio e il fratello più di se stesso; perciò ognuno godrà incomparabilmente più della felicità di Dio che della propria e di quella di tutti i beati insieme. Gli eletti ameranno Dio con tutto il cuore, la mente e l'anima. Ma se il loro cuore, la loro anima e la loro mente non saranno pari alla grandezza di quell'amore, come potranno essere capaci di sostenere la pienezza della loro beatitudine? Mio Signore e mio Dio, tu sei la speranza e la gioia del mio cuore. Tu hai promesso questa felicità alla mia anima, dicendo per bocca del tuo divin Figlio: Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. 8.( Gv 16,24 )
8
La meditazione mi ha svelato l'esistenza di una sovrabbondanza di gioia che inonda cuore, anima e mente. Essa penetra l'uomo intero e non verrà mai meno. Non sarà quell'oceano di felicità a effondersi in noi, ma saremo noi a naufragare in esso. Parla, Signore, al tuo servo; di all'intimo del suo cuore che quella felicità è preparata per coloro che entreranno nel tuo regno celeste; i tuoi eletti godranno quelle cose che occhio non vide., ne orecchio udì, ne mai entrarono in cuore di uomo. 9.( 1 Cor 2,9 ) Le mie parole e i miei pensieri non potranno mai concepire la felicità dei tuoi beati. Essa avrà l'estensione del loro amore e il loro amore avrà l'ampiezza della loro intelligenza. Ma chi può dire fino a quel punto i giusti ti conosceranno e ti ameranno nell'altra vita? Ascolta, o Signore, la mia voce: fa' che un giorno io possa ricevere ciò che prometti per la tua verità, perché la mia gioia sia piena. Nel frattempo mediti la mia mente, ne parli la mia lingua. Ne abbia fame l'anima mia e sete la mia carne, lo desideri tutto il mio essere fino a quando non entri nella gioia del mio Signore che è Dio uno e trino, benedetto nei secoli. Amen.
9
Dal vangelo secondo Matteo 5,1-12a Gesù sali sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli".
Omelia di san Girolamo su questo vangelo. Commentariorum in Evangelium Katthaei,lib.I,cap.5.PL 26,33‑35.
Il Signore sale sul monte per attirare con se le folle sulle vette. Ma la gente non è in grado di seguirlo. Lo seguono, invece, i discepoli con i quali il Maestro parla seduto con loro. Se fosse stato in piedi, lo splendore della sua maestà divina li avrebbe folgorati. Alcuni pensano, secondo un'intepretazione troppo semplicista, che Gesù abbia pronunziato le beatitudini e il resto del discorso sul monte degli Ulivi. Non è cosi, giacché siamo in Galilea prima e dopo questo passo. Piuttosto credo che il Signore abbia insegnato le beatitudini sul monte Tabor o su qualche altra cima di quella regione, poiché al termine di tutto il suo discorso entra a Cafarnao. Beati i poveri in spirito, perché di essi e il regno dei cieli. Gesù specifica che beati sono i poveri in spirito, perché nessuno creda che si tratti della miseria imposta talvolta dalle circostanze; qui egli intende l'umiltà, non la povertà materiale. Il Signore proclama beati quelli che hanno un cuore povero, cioè coloro che sono poveri volontariamente a causa dello Spirito Santo. Il Salvatore parla di questi poveri nel libro d'Isaia, quando dice: Il Signore mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ci poveri un lieto messaggio. 1.( Lc 4,18 )
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Beati i miti, perché erediteranno la terra. Non si tratta ne della terra di Giudea ne della terra di questo mondo.Il Signore infatti non allude alla terra maledetta, che produce spini e rovi e di cui diventa padrone l'uomo crudele e bellicoso. Qui si tratta della terra a cui anela il salmista,quando dice: Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.2.( Sal 26,13 ) Il vincitore, che regna su questa terra, è descritto nel salmo quarantaquattro: Nello splendore della tua maestà., avanza e regna per la causa della verità, della mitezza e della giustizia. 3.( Sal 44,4‑5 ) Quaggiù nessuno possiede la terra in virtù della mitezza, ma soltanto in forza della superbia. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Non si tratta delle lacrime versate su quelli che muoiono secondo le leggi di natura, ma del pianto su chi è preda dei peccati e dei vizi. Cosi pianse Samuele per Saul , poiché Dio si era pentito di averlo consacrato re di Israele 4( Sam 15,35 ) Nello stesso senso, l'apostolo Paolo piange su coloro che non hanno fatto penitenza dopo aver commesso fornicazione e impurità.5(2 Cor 12,21)
11
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia., perché saranno saziati. Non ci basta volere la giustizia: dobbiamo patirne la fame. Questa beatitudine ci fa capire come non saremo mai abbastanza giusti, ma quanto occorra avere sempre fame delle opere di giustizia. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Non si è misericordiosi solo con delle elemosine, ma allorché, di fronte al peccato del fratello, siamo disposti a portarne il peso con lui. Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. I cuori puri sono quelli la cui coscienza non rimprovera di nessuna colpa. Solo un cuore purificato può vedere colui che è la stessa purezza, poiché il tempio di Dio non può essere contaminato. Beati gli operatori di pace. perché saranno chiamati figli di Dio. Questi artefici di pace la mettono innanzitutto nel proprio cuore e poi tra i fratelli in discordia. Che ti gioverebbe mettere pace fra gli altri, se nel tuo animo i vizi si fanno guerra tra di loro?
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Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Molta gente ingiusta subisce persecuzioni a causa dei propri peccati. Il Signore perciò specifica che beati sono i perseguitati a causa della giustizia. Osserva che l'ottava beatitudine, quella della vera circoncisione, termina con il martirio. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e. mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Questo genere di maledizioni disprezzabili ci rende beati, perché la bocca che le proferisce dice il falso. Il Signore infatti sottolinea quale sia la particolare maledizione , che ci rende beati: Quando diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. La maledizione da desiderare è appunto quella che subiamo a causa di Cristo. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricom pensa nei cieli. Non so proprio chi di noi sappia esultare nel Signore quando vede la propria reputazione straziata dai calunniatori. A questo non giunge chi insegue la vanagloria. Rallegriamoci dunque ed esultiamo, perché ci sia preparata in cielo la ricompensa, secondo il proverbio che dice: Non invidiare la gloria e non sarai amareggiato quando essa ti mancherà". |
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