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IL ROSARIO CERTOSINO |
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Come recitare il Rosario certosino?La persistenza del Rosario certosino nel tempoAnche dopo la comparsa del "Rosario domenicano" che si è ispirato ad esso (e nel quale ha dunque sempre ‘sopravvissuto’), la pratica del Rosario certosino così com’è, non è mai scomparsa completamente nel popolo cristiano. Continuò ad essere tenuta in onore fino al XVII° secolo, e lodata da santi uomini (in particolare il benedettino Louis de Blois), e fu utilizzata nei dintorni di Trèves fino ai nostri giorni. La sua pratica si è ridotta soprattutto per le indulgenze concesse dai papi al "Rosario domenicano", convinti dell’autenticità della falsa visione di S. Domenico. Ma anche questo Rosario si evolse in alcune regioni della Germania e della Svizzera, dove si aggiunsero dopo il nome di Gesù delle clausole che ricordavano quelle di Domenico di Prussia; a questo tipo di Rosario furono riconosciute le stesse indulgenze per mezzo di un decreto della Santa Sede datato 21 gennaio 1921. È questa pratica che fu ricordata da Paolo VI nel Marialis cultus e, fondandosi su questo documento, è quella che il papa Giovanni-Paolo II propone di estendere.
Alcune proposteAll’origine la recita dell’Ave Maria terminava subito dopo la clausola (seguita dunque dall’Amen finale, poi l’Alleluia), non essendo ancora universalmente utilizzata la seconda parte, anche presso i certosini dove apparve. Concludendosi dunque sempre sul mistero di Cristo, poneva l’accento così sulla dimensione cristologica della preghiera, come il ruolo di Maria che conduce a suo Figlio. Niente vieta di fare così anche oggi. L’Alleluia detto dopo l’Amen può essere seguito da un breve silenzio, e questo modo di recitare introduce più facilmente alla contemplazione. Valore ecumenico del Rosario certosino originale Non si può fare a meno di sottolinerare il valore ecumenico del Rosario certosino delle origini. Il testo del saluto alla Vergine essendo tratto dalla Parola di Dio, può effettivamente essere detto insieme ai fratelli ed alle sorelle protestanti (cfr. il documento del Gruppo di Dombes su "la Vergine Maria nella storia della salvezza"), e le clausole che tracciano la vita di Cristo danno a questa preghiera un aspetto cristocentrico che conviene loro perfettamente. Abbiamo già menzionato anche l’armonia esistente tra il Rosario certosino e "l’inno acatisto" tanto caro ai cristiani d’oriente, per mezzo dell’introduzione dell’Alleluia dopo ogni clausola. Seconda parte dell’Ave Maria Per chi sceglie di tornare alla forma originale del Rosario certosino, ma desidera conservare anche la seconda parte dell’Ave Maria, un metodo semplice è di recitarla prima di ogni Gloria. |
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