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Incontro ecumenico |
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ARCIDIOCESI METROPOLITANA CATANZARO-SQUILLACE Segretariato Diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso |
ARCIDIOCESI ORTODOSSA D'ITALIA del PATRIARCATO ECUMENICO di COSTANTINOPOLI |
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Giovedì 24 gennaio 2002 auditorium "Sancti Petri" palazzo Arcivescovile di Catanzaro |
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LA CALABRIA, TERRA D'INCONTRO TRA IL MONACHESIMO ORIENTALE e IL MONACHESIMO OCCIDENTALE
Dagli altri interventi: |
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Padre Nilos VATOPEDINOS |
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Il monachesimo non conosce la
divisione tra oriente e occidente perché c’è un’unica tradizione
monastica della Chiesa. Nel suo radicalismo evangelico, il monachesimo non
è altro che sedere ai piedi di Gesù per sentire la sua parola, e ai
piedi di Gesù non c'è divisione. A questo punto non c'è oriente e non
c'è occidente, perché la parola di Gesù è la verità. |
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Bruno, Gioacchino da Fiore,
Francesco di Paola hanno bevuto a queste acque che non possono essere
definite semplicemente occidentali o orientali, ma sono le acque pure e
vere, perché vengono dalla tradizione, rimasta viva, dei padri.
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S,E. Mons. Antonio CANTISANI |
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Ripetiamo con accresciuta
convinzione una frase del Beato Papa Giovanni: “È molto più quello che
ci unisce che quello che ci divide”. E l’esperienza monastica appunto
è ciò che ci unisce. |
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| Nella preghiera non conta quello che riusciamo a dire o a sentire ma quello che riusciamo a dare. La preghiera come amore, come abbandono totale in un Dio che è appunto amore. Che cos'è la contemplazione se non dire sì all'amore, sì ad una persona che mi è presente, e che nella vita mi esprime la sua volontà, soprattutto attraverso il dovere di ogni giorno. A un padre del deserto si fece questa domanda: “Il tuo maestro spirituale a quale cosa dava più importanza?”. E rispose: “A quella cosa che stava facendo in quel momento”. Tutti i momenti vissuti con amore sono importanti. | |||
| Le foto sono di Giulio Archinà | |||
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